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    Il circuito dell'Hungaroring è costruito 12 miglia a nord-est di Budapest ed è situato in un anfiteatro naturale. La pista inizia infatti da un lato, scende in una valle, prima di scendere ancor di più nella parte lontana e tornare nella direzione opposta. Il sorpasso su questa pista è virtualmente impossibile a causa della sua ridotta larghezza e della presenza di numerose curve lente.

    Nel 1986 Nelson Piquet vinse la gara inaugurale dopo una lotta serrata contro il rivale Ayrton Senna. Nell'anno seguente il brasiliano s'impone ancora dopo il ritiro di Nigel Mansell a soli sei giri dalla fine per la perdita di un bullone di una gomma. Nel 1993 Damon Hill conquistò a Budapest la sua prima vittoria e nel 1994 Michael Schumacher condusse la sua Benetton al successo, offrendo alla squadra il primo successo all'Hungaroring. Damon Hill prevalse anche nel 1995 e giunse secondo l'anno seguente, dietro al compagno di squadra Jacques Villeneuve.

    Nel 1997 Damon Hill realizzò quasi l'impossibile, guidando quasi al successo la sua Arrows, prima di essere costretto a rallentare per la rottura dell'acceleratore, situazione che consegnò la prima piazza a Jacques Villeneuve. Michael Schumacher tagliò per primo il traguardo del tracciato ungherese nel 1998, mentre nei due anni successivi dominò il finlandese Mika Hakkinen. Il Cavallino salì sul primo del podio nel 2001 e 2002 con Michael Schumacher e Rubens Barrichello rispettivamente.

    L'edizione 2003 del Gran Premio d'Ungheria fu firmata Fernando Alonso, che a bordo della sua Renault R23 diventò il più giovane vincitore della storia di una gara di Formula 1. A 22 anni, Alonso giunse sotto la bandiera a scacchi con ben 16"768 di vantaggio su Kimi Raikkonen, mentre Juan Pablo Montoya completò il podio, col compagno di squadra Ralf in quarta posizione.

    Nel 2004 Michael Schumacher tornò alla vittoria mentre la Bridgestone aveva portato in Ungheria una nuova mescola per tentare di rifarsi dopo la deludente prestazione dell'anno precedente. Schumi tagliò il traguardo per primo con cinque secondi di vantaggio sul compagno di squadra Rubens Barrichello. Fernando Alonso salì sul terzo gradino del podio.

    Nel 2005 Kimi Raikkonen conquistò una vittoria schiacciante precedendo Michael Schumacher all'arrivo. In seguito ad un raro errore, Fernando Alonso non pottè fare meglio che undicesimo.

    L'edizione 2006 è stata organizzata in un momento di alta tensione nella stagione, con Alonso e Schumacher in lotta serrata per il campionato. Dopo aver entrambi ricevuto delle penalità durante le prove, i due aspiranti al titolo sono partiti dalla 12° e 15° posizione sulla griglia. La corsa è stata caratterizzata dalla pioggia, condizioni nelle quali le monoposto gommate Michelin sono apparse in migliore forma rispetto ai partner della Bridgestone.

    Partito dalla pole position, Kimi Raikkonen ha dominato la prima parte della corsa, prima di entrare in collisione con la Toro Rosso di Tonio Liuzzi. Recuperando bene le posizioni, Alonso si è impadronito della testa a metà gara, prima di essere costretto al ritiro dopo che un bullone si è staccato dalla ruota sinistra posteriore della sua R26. La vittoria è così andata a Jenson Button che ha ottenuto il suo primo successo in Formula 1. Dietro l'inglese, hanno completato il podio Pedro de la Rosa e Nick Heidfeld, mentre Michael Schumacher ha ottenuto l'ottava posizione finale.
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    Massa: "Una brutta storia" La McLaren non risponde

    Alla vigilia delle prove libere del GP d'Ungheria, sale la tensione tra i team dopo le dichiarazioni dei piloti Ferrari. Raikkonen: "Ad essere onesti, sarebbe bello se le cose si decidessero in pista". Alonso ed Hamilton bloccati dal silenzio stampa, ma l'inglese parla lo stesso

    BUDAPEST (unghieria), 2 agosto 2007 - Si sforzano di dire che il loro compito è soltanto quello di "vincere le gare" ma alla quarta settimana di Spy-story, anche Felipe Massa e Kimi Raikkonen scostano la maschera dal volto (gettarla no, sarebbe troppo) e dicono la loro. Su cosa? Sullo spionaggio, naturalmente.

    LE DISTINZIONI DI MASSA - "Non è una cosa bella per lo sport. È una realtà ma la nostra realtà è vincere le gare". Partenza soft per Felipe Massa, contrariamente a quanto ci si augura possa fare domenica. Ma si capisce presto che è un crescendo: "Le spiate fanno parte del gioco? Dipende dalle spie - precisa il brasiliano - ci sono spie che fanno parte dello sport come quelle che fotografano le auto. Ci sono altre spie che non fanno parte dello sport. Ci sono cose non belle e quindi bisogna lottare per avere giustizia". Leggeteci pure McLaren, impossibile sbagliare.

    LA STOCCATA DI KIMI - "Sapete cosa? Ad essere sinceri sarebbe bello che le cose si decidessero in pista". A parlare è Kimi Raikkonen, intervistato dalla Bbc. Il pilota finlandese si rivolge al boss della McLaren Ron Dennis e mette i puntini sulle "i": "A proposito delle accuse mosse contro la Ferrari, se quello che ha detto fosse vero credo che in Australia saremmo stati squalificati. Per cui penso che non sia esatto quello che ha dichiarato". Quanto al Gran Premio, l'obiettivo dichiarato è la pole, per ottenere il lato pulito della pista. Sarà battaglia, c'è da giurarci.

    SILENZIO MCLAREN?- La risposta della McLaren? "I due piloti non parlano". In teoria il team di Woking ha imposto il silenzio ai propri piloti e in effetti Fernando Alonso, previsto in scaletta nel consueto incontro proposto dalla Fia il giovedi insieme ad altri quattro piloti, non si è presentato. Altro discorso per Lewis Hamilton che non ha cancellato il proprio incontro con i media all'interno della hospitality del team anglo-germanico: "Ho il fiato di Fernando sul collo - le poche parole del leader provvisorio del Mondiale - ma questo non mi preoccupa più di tanto. Siamo venuti qui con una grande macchina, e sento che possiamo fare bene come per il resto della stagione". Felipe Massa, infine, è tornato sul battibecco avuto con lo spagnolo al termine dell'ultimo GP: "L'episodio di un gara, senza strascichi".
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    Kubica in testa nelle libere Spy-Story: rabbia Briatore

    A sorpresa, il pilota polacco della Bmw comanda dopo la prima sessione del GP d'Ungheria. Massa 2°, Raikkonen 3°, Alonso 4° ed Hamilton 5° in una manciata di millesimi. Il team manager Renault: "Stepney? O parla o radiazione. E se ha sbagliato, la McLaren paghi"

    BUDAPEST (Ungheria), 3 agosto 2007 - E alla fine la Ferrari trovò un alleato del tutto interessato nella vicenda Spy-Story, un alleato che lo scorso anno, proprio qui a Budapest, ha pagato eccome per un uno strano meccanismo chiamato mass dumper. Flavio Briatore, team manager della scuderia Renault, sbarca a Budapest e chiede subito la radiazione dal circus di Nigel Stepney e Mike Coughlan, i due ex meccanici protagonisti dello spionaggio industriale tra i due team leader del Mondiale. Non bastasse, dopo aver ricordato che la sua Renault, lo scorso anno, pagò subito per "l'irregolarità che tale non era a inizio stagione", il mass dumper appunto, invoca uniformità di trattamento nei confronti della McLaren, perché "se è vero che aveva delle informazioni, va punita subito".

    COMANDA KUBICA - Contemporaneamente, le prime prove libere dove a sorpresa si piazza davanti a tutti il pilota polacco della Bmw Robert Kubica, giro veloce in 1'22''390 con gomme super-morbide. Alle sue spalle, le due Ferrari di Felipe Massa e Kimi Raikkonen, staccate di due decimi e separate da appena 21 millesimi. Al 4° e 5° posto Fernando Alonso e Lewis Hamilton, staccati comunque da distacchi irrisori. Poco altro da segnalare: Webber fermo sulla corsia box costretto a spingere la Red Bull e Haidfeld (Bmw) protagonista di un baio di fuori pista.

    SCENARI FUTURI - I 30° gradi di oggi potrebbero diventare 24° domani e la pista, inizialmente sporca, sarà sicuramente più gommata. Proprio gli pneumatici, sulla carta, potrebbero fare la differenza visto che la Bridgestone ha portato all'Hungaroring la mescola morbida utilizzata nel Gp di Montecarlo e in Canada (due trionfi McLaren). Anche per questo Fernando Alonso, dopo il silenzio di ieri, si è detto tranquillo: "Qui nel 2003 ho vinto la mia prima gara, sembra passata un'eternità. La Spy-Story? Il team è a posto, forse i capi hanno qualche difficoltà in più".
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    Kubica emerge in testa a Budapest

    In questo weekend ci sono due grandi novità in seno al paddock : l’arrivo di Sebastian Vettel alla Toro Rosso e di Sakon Yamamoto alla Spyker. I primi novanta minuti di prove sono iniziati sotto un cielo sereno ed una pista in perfette condizioni.

    Sutil e Yamamoto sono stati i primi lanciarsi, seguiti dalle due Super Aguri e dalla BMW di Kubica. All’inizio i piloti hanno effettuato un giro di ricognizione, prima di rientrare ai box. Il tracciato dell’Hungaroring si presenta tradizionalmente molto sporco il venerdì, in quanto è poco utilizzato nel corso dell’anno.

    Yamamoto è stato il primo a far registrare un giro cronometrato, il pilota nipponico ha poi proseguito nel suo sforzo abbassando il suo riscontro cronometrico, ma rimanendo comunque prudente su una pista piuttosto scivolosa ed insidiosa. Alla mezz’ora Vettel si è portato al comando, prima di essere scalzato a sua volta dalla Toyota di Jarno Trulli.

    Nello stesso momento Ralf ha effettuato un testa-coda, ma è riuscito a ripartire senza problemi per andare a realizzare il nuovo miglior tempo provvisorio. E’ stato poi Alonso ad issarsi al vertice della classifica, mentre anche Barrichello si è fatto sorprendere andando in testa-coda.

    A poco meno di trenta minuti dal termine, Liuzzi ha incontrato un problema tecnico con la sua Toro Rosso all’uscita dei box, i meccanici lo hanno aiutato a tornare ai box, l’italiano è riuscito a tornare in pista ad un quarto d’ora dalla fine. Le due McLaren si sono in seguito portate al comando con Alonso davanti a Hamilton.

    Lungo tutta la sessione i piloti hanno alternato come sempre le due mescole proposte dalla Bridgestone, tenera e super-tenere per questo weekend. La gomma più morbida è apparsa più efficace su un giro singolo, ma spesso quella più dura si è rivelata più resistente sulle lunghe distanze. In ogni caso dovranno essere utilizzate entrambe in gara, come impone il regolamento.

    Alla fine è stato Kubica a concludere davanti a tutti con poco più di un decimo di vantaggio su Massa ed un decimo e mezzo circa su Raikkonen. Quarta e quinta piazza per le due McLaren di Alonso e Hamilton rispettivamente. Heidfeld ha ottenuto il sesto miglior tempo precedendo Rosberg, Button, Barrichello e Ralf che ha chiuso la top 10.
  5. aaa  
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    Originally posted by lucafiQo
    Flavio Briatore, team manager della scuderia Renault, sbarca a Budapest e chiede subito la radiazione dal circus di Nigel Stepney e Mike Coughlan, i due ex meccanici protagonisti dello spionaggio industriale tra i due team leader del Mondiale. Non bastasse, dopo aver ricordato che la sua Renault, lo scorso anno, pagò subito per "l'irregolarità che tale non era a inizio stagione", il mass dumper appunto, invoca uniformità di trattamento nei confronti della McLaren, perché "se è vero che aveva delle informazioni, va punita subito".
    non ci credo..Briatore ha imparato a ragionare?!:eek: :eek: :eek: :eek:
    IO il 25 Agosto 1970 C'ERO :cool:
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    Alonso stacca le Ferrari

    Nel GP d'Ungheria, il pilota spagnolo della McLaren è in testa al termine della prima giornata di prove libere. Alle sue spalle Kovalainen ed Hamilton, mentre le Ferrari solo al 6° e 7° posto. Il team manager Renault: "Se colpevole, il team di Dennis paghi subito"

    BUDAPEST (Ungheria), 3 agosto 2007 - E alla fine la Ferrari trovò un alleato del tutto interessato nella vicenda Spy-Story, un alleato che lo scorso anno, proprio qui a Budapest, ha pagato eccome per un uno strano meccanismo chiamato mass dumper. Flavio Briatore, team manager della scuderia Renault, sbarca a Budapest e chiede subito la radiazione dal circus di Nigel Stepney e Mike Coughlan, i due ex meccanici protagonisti dello spionaggio industriale tra i due team leader del Mondiale. Non bastasse, dopo aver ricordato che la sua Renault, lo scorso anno, pagò subito per "l'irregolarità che tale non era a inizio stagione", il mass dumper appunto, invoca uniformità di trattamento nei confronti della McLaren, perché "se è vero che aveva delle informazioni, va punita subito".

    COMANDA ALONSO - Dopo la sorpresa Kubica al mattino, ecco l'inaspettato 2° posto di Kovalainen (Renault) al pomeriggio, nel corso di prove condizionate da qualche goccia di pioggia che nel finale hanno reso viscida la pista (uscite di Hamilton e Massa). Non abbastanza, comunque, da impedire a Fernando Alonso di far segnare il miglior tempo in 1'20''919, unico pilota sotto la soglia dell'1'21''. In generale, i tempi sono nettamente migliorati rispetto al mattino (regolazioni e meno benzina): al 2° posto assoluto Kovalainen, al 3° Hamilton (McLaren), al 4° Rosberg (Williams), al 5° Heidfeld (Bmw). Per trovare una Ferrari bisogna scendere al 6° posto, con Kimi Raikkonen fermo sull'1'21''589, appena meglio di Felipe Massa (1'21''620). Ferrari in difficoltà per le gomme, come a Monaco e a Montreal, dunque non può essere un caso.

    SCENARI FUTURI - I 30 gradi di oggi potrebbero diventare 24 domani e la pista, inizialmente sporca, sarà sicuramente più gommata. Proprio gli pneumatici, sulla carta, potrebbero fare la differenza visto che la Bridgestone ha portato all'Hungaroring la mescola morbida utilizzata nel GP di Montecarlo e in Canada (due trionfi McLaren). Anche per questo Fernando Alonso, dopo il silenzio di ieri, si è detto tranquillo: "Qui nel 2003 ho vinto la mia prima gara, sembra passata un'eternità. La Spy-Story? Il team è a posto, forse i capi hanno qualche difficoltà in più".

  Formula 1: GP di Ungheria

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