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    - Il solito Super-Pippo. 34 anni e non sentirli e Filippo Inzaghi dà l'ennesima dimostrazione di come il suo vizio del gol non sia assolutamente sbiadito. Aveva finito la scorsa stagione griffando con una doppietta la finale di Champions League ad Atene contro il Liverpool, ha battezzato la nuova stagione dando il benvenuto alla 'neopromossa' Juventus con due gol d'autore, che portano il suo marchio, quello del grande opportunista. Si parla tanto di Ronaldo, dell'arrivo di Pato, presunto mister X, di Kakà miglior giocatore al mondo e futuribile Pallone d'Oro: Inzaghi ha evidenziato, casomai ce ne fosse bisogno, che nel Milan Campione d'Europa lasciarlo fuori dall'undici titolare farebbe venire il magone anche al più incallito dei masochisti.


    IL MILAN AI RAGGI X - Dida è nuovamente di granito, reattivo, efficace, concentrato come quando battagliava con Buffon per il primato di 'miglior portiere del mondo'. Ciò aiuta la difesa rossonera sul piano della sicurezza (bene il duo Nesta-Kaladze), e a beneficiarne è anche il centrocampo che con il collaudatissimo trio Gattuso-Pirlo-Ambrosini prima prende le misure all'intraprendente Juve della prima mezzora e poi affonda i colpi di fioretto necessari per mettere al tappeto la formazione avversaria. Seedorf, data l'assenza di Kakà, precauzionalmente a riposo per un fastidio muscolare, agisce da mezzapunta centrale pronto ad azionare le due punte Inzaghi e Gilardino, in perfetto stile berlusconiano (il presidente rossonero si sa, non vede molto di buon occhio lo schema ad albero di Natale). Dunque inizio in sordina per il Milan, ma alla distanza esce la condizione fisica già buona in vista dell'inizio del campionato e della Supercoppa Europea con il Siviglia. Il possesso di palla sembra essere ancora l'arma in più a disposizione di Carlo Ancelotti, i fraseggi non sono mancati e si sono visti molti inserimenti da dietro che hanno messo in difficoltà la linea difensiva della Juve. Molto pratici Oddo e Favalli, convince anche la coppia vintage Cafu-Serginho subentrata nella ripresa.


    LA JUVENTUS AI RAGGI X - Claudio Ranieri aveva catechizzato tutta la settimana la sua difesa per ricevere segnali importanti dal punto di vista del rendimento, per ora i progressi sono pochi. Pare esserci qualche problema sui cross dalle fasce laterali, già emerso nella partita di Cesena con la Roma (linea di retroguardia statica e gol di Mexes), ma è evidente che servirà ancora qualche gara ad una difesa quasi completamente rinnovata per trovare i giusti meccanismi e il dovuto affiatamento. Anche per questo la società di Corso Galileo Ferraris continua a definire "chiuso" il mercato bianconero in entrata. Jorge Andrade è in crescita, Criscito è un bel prospetto, è innegabile che con le gare ufficiali non si potrà più sbagliare. La Juve aveva iniziato bene, con personalità e qualche buona occasione da gol ma nella ripresa, complice la scarsa condizione, l'incedere offensivo si è andato ad affievolire per poi riemergere nei minuti finali a incontro compromesso. Segnali importanti questa volta da parte di Tiago e Almiron, ma per ora sembra indispensabile l'inserimento a centrocampo di uno fra Zanetti e Nocerino, più corridori che impostatori come gli altri due compagni. In attacco l'assenza di Trezeguet si è fatta sentire, Del Piero è già in forma campionato (così come Nedved), mentre Iaquinta è volenteroso ma poco palpabile in zona gol.

    (Luigi Sinibaldi)


    IL TABELLINO DELLA GARA DI SAN SIRO:

    Milan (4-3-1-2): Dida; Oddo (1' st Cafu), Nesta (21' st Bonera), Kaladze (43' st Digao), Favalli (1' st Serginho); Gattuso (1' st Brocchi), Pirlo, Ambrosini; Seedorf; Inzaghi (12' st Gourcuff), Gilardino. A disp: Kakac, Simic, Aubameyang. All. Ancelotti
    Juventus (4-4-2): Buffon; Grygera, Andrade, Criscito, Molinaro (1' st Tiago); Salihamidzic (21' st Olivera), Almiron (1' st Tiago), Nocerino, Nedved; Del Piero, Iaquinta (1' st Palladino). A disp. Belardi, Novembre, Zebina, Boumsong, Legrottaglie, Zalayeta. All. Ranieri
    Arbitro: Banti di Livorno
    Reti: 43' pt e 2' st F. Inzaghi
    Note: ammoniti Molinaro, Andrade, Nocerino, Ambrosini

    LA CRONACA DELLA PARTITA a cura della Gazzetta dello Sport:

    PRIMO TEMPO - La Juve convince di più, anche facendo riferimento alle premesse: di sicuro infatti non si vede un gran divario, come invece qualcuno pronosticava facendo riferimento alla genesi delle due squadre: una consolidata, l'altra appena partorita. Ma la difesa della bianconera tiene discretamente, Molinaro spinge bene sulla sinistra, in avanti Del Piero tocca pochi palloni, ma in maniera sempre ispirata. I rossoneri giocano a memoria, Seedorf è molto mobile da trequartista, dietro Gilardino e soprattutto a Inzaghi, al solito sempre in agguato. Però la manovra della squadra di Ancelotti manca di un pizzico di velocità. Le occasioni non sono molte, perché amichevole o meno, le squadre non si scoprono. Nessuno vuole rischiare. Del Piero rifinisce per un tiro a lato dal limite di Almiron: palla fuori. Poi Inzaghi ci prova con un colpo di testa in anticipo sul primo palo, Buffon respinge attento. Al 43' il gol: cross da sinistra di Ambrosini, Inzaghi ruba il tempo e la posizione a centroarea a Criscito e di testa mette dentro l'1-0. Solito gol da pirata dell'area di rigore: è la quinta rete di SuperPippo nel Berlusconi. Un film già visto, ma che gli avversari proprio non riescono ad evitare. Si va al riposo sull'1-0.
    SECONDO TEMPO - Nella ripresa si riparte con parecchi cambi. Interessante l'ingresso di Tiago non per Nocerino, ma per Almiron. Come a indicare che i due sono alternative e non giocatori complementari, e che devono giocare con a fianco un interditore. Pronti, via e Pippo concede il bis. Angolo da sinistra, Criscito prolunga sul secondo palo, dove Inzaghi anticipa Salihamidzic e mette dentro. La Juve reagisce subito, e una girata spettacolare di Nedved non ha fortuna. Seedorf lo imita nell'area opposta: c'è Buffon. I cambi si susseguono, il ritmo cala un po', Nedved da buona posizione calcia malamente a lato. La Juve nel finale attacca forte, dimostrando buone gambe e un carattere già messo in mostra nelle altre amichevoli, ma un sinistro di Nedved, non trova la porta, mentre Dida alza sopra la traversa un destro di Tiago.

  Trofeo Berlusconi: Il Milan Riparte Da Inzaghi

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