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    L'ex giocatore dei Minnesota Timberwolves è morto a 25 anni per un tragico incidente. Un talento cristallino rovinato da una vita segnata dall'alcol e dalla droga

    NEW YORK, 22 agosto 2007 - Scioccante rivelazione della polizia di Houston che nella giornata di martedì annuncia il decesso dell’ex giocatore dei Timberwolves Eddie Griffin. Venerdì scorso il 25enne Griffin era rimasto vittima di uno sconvolgente incidente stradale. L’ex giocatore di Minnesota, infatti, aveva ignorato uno stop e si era scontrato, con il suo Suv, con un treno in corsa. La sua auto si era incendiata e le fiamme avevano così reso irriconoscibile il corpo del cestista settima scelta assoluta al draft del 2001. Solamente nella serata di martedì, grazie alle impronti dentali, la polizia ha potuto effettuare il riconoscimento della vittima che è risultata appunto essere Eddie Griffin.

    VITA TORMENTATA - Finisce nel modo più tragico la storia di un cestista dal talento cristallino incapace però di gestire la fama e il successo. Dopo una breve ma comunque burrascosa carriera alla Seton Hall University, Griffin era stato scelto al primo giro da Houston ma non aveva mai espresso il suo potenziale finendo spesso nei guai con la legge. Passato ai Timberwolves nel 2004, le cose non erano migliorate per il giocatore che aveva anche dovuto combattere contro l’alcolismo e la depressione.

    SENSIBILE - Nemmeno l’aiuto di Kevin Garnett aveva fatto cambiare rotta a Griffin il quale dopo una serie di prestazioni altalenanti a marzo era stato tagliato dai Timberwolves, dopo aver ricevuto anche una squalifica di cinque giornate dalla Nba lo scorso gennaio per essere risultato positivo a un test antidroga della Lega. "Eddie era un ragazzo molto sensibile – commenta l’ex compagno di squadra con i T-Wolves Mark Madsen – credo che sia stato uno dei migliori rimbalzisti e stoppatori con il quale io abbia mai giocato. Ci mancherà molto".

    IN CLINICA - Nei suoi primi due anni nella Nba Griffin aveva fatto venire il mal di testa alla dirigenza di Houston per il suo atteggiamento e le sue assenze ingiustificate a troppi allenamenti. Nemmeno un tentativo di disintossicazione alla famosa Betty Ford Clinic nel 2003 era servito. Anche a Minneapolis, infatti, il giocatore era ricaduto nella palude dell’alcol. "Abbiamo cercato di aiutare Eddie in tutti i modi – dice l’ex allenatore dei Timberwolves Dwane Casey – però non c’è stato nulla di fare. Eddie, in fondo, era un bravo ragazzo, quello che è successo mi intristisce molto".


    :(

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