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    - È stato ancora un emozionante e avvincente weekend quello andato in scena per la 2° giornata della Serie A, iniziato sabato sera con il primo successo stagionale dell’Inter Campione d’Italia e conclusosi eccezionalmente di lunedì con il pari di San Siro tra Milan Fiorentina, causa l’impegno dei rossoneri nella Supercoppa Europea di Montecarlo. 31 gol e ancora tante emozioni, un Cagliari-Juve d’altri tempi con colpi di scena in successione, l’apparizione del nuovo ‘Messia’ a Napoli, un equilibrio ritrovato che dà maggiore imprevedibilità e suspense al nostro campionato.


    ROMA E JUVE SPRINT

    Dopo 180 minuti di gioco, Roma e Juventus guardano tutti dall’alto verso il basso a punteggio pieno, tentando la prima ‘mini’ fuga di questo inizio di stagione. Era dal 2000 che le due nemiche storiche del calcio italiano non si ritrovavano a braccetto in cima alla classifica, nella stagione che poi vide trionfare la ‘stellare’ Roma targata Capello all’ultima giornata sulla Juve ‘operaia’ di mister Ancelotti. Sembrano passati anni luce da quel giorno, ma le due grandi rivali hanno in un certo qual modo mantenuto le proprie peculiarità, i tratti distintivi e le sfumature che le contraddistinguono da sempre. Totti & soci si affidano alla ‘magica’ orchestra costruita e diretta con sapienza da Spalletti, tutta miele e poesia, e al canto soave dei suoi solisti; Del Piero & company, invece, puntano sul cuore e sul carattere, sulla capacità di non mollare mai e di sputare sangue fino al fischio finale, facendo leva anche sull’orgoglio e l’esperienza della ‘Vecchia Guardia’. È ancora presto per dire se giallorossi e bianconeri saranno la coppia ‘regina’ del torneo, il faccia a faccia del 23 settembre all’Olimpico, intanto, servirà per testare le capacità e le prospettive future delle due rivali.


    FANTASIA AL POTERE

    La seconda settimana di Serie A, comunque, ha messo in risalto la ‘rinascita’ di una razza data da molti come in esaurimento e in via di estinzione, troppe volte bistrattata da sadici alchimisti. Stiamo parlando del fantasista, dell’uomo di classe croce delizia di allenatori e tifosi ma anche, e soprattutto, anima ed essenza dello sport più bello al mondo. Ibrahimovic, soprano principe dell’esclusivo club, aveva dato un saggio delle ‘particolarità’ della categoria già sabato in quel di Empoli, sciolinando giocate d’alta scuola e numeri da circense. In un’Inter sempre più votata alla forza e alla fisicità, muscolare e robotica, l’istinto e la classe unica dello svedese rappresentano la vera arma letale della squadra nerazzurra. L’attaccante nato a Malmö è imprescindibile per la banda di Mancini, è lui a fare la differenza, il vero ago della bilancia del campionato. Se Ibra gioca da par suo sarà difficile per le dirette concorrenti strappare il titolo al club meneghino. A ruota dell’ex juventino recitano una parte da leone anche talenti made in Italy come Rosina e Foggia, e la new entry sudamericana Lavezzi. ‘Rosinaldo’ è ormai un habituè delle pennellate d’autore, già nella scorsa stagione aveva mostrato mirabili lampi del suo genio. L’asso del Torino è in possesso di un sinistro da urlo, capace di qualsiasi meraviglia, come testimonia il ‘cucchiaio’ alla Lazio. Resta ancora un mistero il perché dell’indifferenza di Donadoni in ottica azzurra. Pasquale Foggia, invece, ha ricevuto proprio domenica sera la sua prima chiamata a Coverciano, frutto di un inizio di stagione a dir poco scoppiettante e inatteso. L’ex ‘folletto’ di Ascoli, Lazio, Reggina e Milan, sta entusiasmando con la maglia del Cagliari: la ritrovata cura Giampaolo ha ridato fiducia al 24enne napoletano, imprendibile per gli avversari in questo momento. Capace di slalom alla ‘Tomba’, Foggia è una mezza punta creativa che parte dalle fasce laterali per poi accentrasi e tentare la sortita a rete, funambolo nell’uno contro uno e freddo dal dischetto. E poi c’è Lavezzi, il nuovo ‘San Gennaro’ di Napoli. Forse un po’ troppo sottovalutato al suo arrivo dai media, ‘El Pocho’ ha dato una superba dimostrazione delle sue notevoli credenziali nel roboante successo partenopeo a Udine. Scatto, dribbling e tiro con entrambi i piedi, inventiva e vena realizzativa. Lavezzi non sarà mai come Maradona, ma farà sicuramente infiammare i cuori dei tifosi napoletani. Senza dimenticare Miccoli, Mutu e Camoranesi, alfieri rispettivamente di Palermo, Fiorentina e Juventus, il calcio di casa nostra non ha di che lamentarsi: dietro agli ‘eterni’ Totti e Del Piero e all’atipico Kakà, non c’è il vuoto, anzi…

    http://www.calciomercato.it/dettaglioNewsCategoria.asp?hdnIdCategoria=1&hdnId=2589

  Redazionale: Ibrakadabra E I Suoi Fratelli - Video

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