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    Torino, Cairo: "Garritano lavorerà per noi"
    21.09.2007 10.58 di Giuseppe Di Napoli articolo letto 779 volte

    Salvatore Garritano una prima battaglia l’ha vinta, nella guerra contro la leucemia e l’indifferenza del mondo del calcio. Voleva una risposta dal suo Toro, con cui aveva vinto il tricolore nel 1976, e in maniera particolare da Cairo, chiamato in causa «non per un’elemosina, ma per poter pagarmi le cure facendo l'osservatore dal Sud». E la risposta è arrivata puntuale e soprattutto positiva dal presidente granata. «Io non ho dimenticato Garritano e la volontà di poterlo aiutare c’era già. Ci siamo conosciuti al Centenario a dicembre: era malato, gli ho parlato a lungo e lì era nata l’idea che lui potesse diventare un nostro osservatore per il Sud, visto che vive a Cosenza. La disponibilità nostra c’è sempre stata e avevo dato mandato ad Antonio Comi, responsabile del settore giovanile, di seguire la situazione».

    Volontà che però non si è tradotta nei fatti, ma su questo punto Urbano Cairo è stato il primo ad accelerare dopo la richiesta d’aiuto pubblicata ieri su La Stampa. «Ho subito dato l’impulso a Comi, che rimane il referente della vicenda, di sveltire il tutto. So che Salvatore e Antonio si erano già parlati a dicembre e avevamo mantenuto un contatto telefonico, ma ora troveremo il modo di accelerare». Ogni promessa è un debito, sottolinea dunque il numero 1 del Torino. «C’è la volontà di aiutarlo: è un bravo ragazzo che è stato colpito da una malattia importante. So che si sta riprendendo poco per volta, a maggior ragione va aiutato e rispettato. Garritano può darci una mano importante per una collaborazione doverosa».
    Ma non sarà soltanto Cairo ad impegnarsi. Chiamato in causa, ieri s’è fatto vivo anche l’agente internazionale Ernesto Bronzetti, grande amico di Garritano. «È vero, di recente ho trascurato Salvatore per problemi di lavoro. Però resta sempre nel mio cuore e non solo. L’asta su E-bay in suo favore è nata dai discorsi fatti con Graziani e Bruno Conti, mesi fa. In più, martedì gli ho inviato un pensiero personale che gli arriverà presto». Anche il Toro di Comotto e Rosina si sta muovendo. «Io la mia parte la farò - rilancia Cairo -. Ora spero che altri aderiscano. So che la squadra sta studiando qualcosa e anche l’Associazione ex calciatori granata è in prima linea. Se poi ritroverà l’unità, penso che l’intero mondo granata si batterà ancora di più per Garritano».

    Un modello da imitare a livello di intesa c’è già ed è quello di un Toro che si sta caricando per il derby del 30 settembre. A Giaveno, dove ieri i granata hanno battuto il Lottogiaveno di serie D per 2-0 (un gol per tempo: Barone e Guasch Olmedo, paraguaiano in prova). I mille presenti gli chiedono solo della Juve e Cairo prova a frenare. «Prima c’è il Siena e sarà dura, ma sono sicuro che una vittoria ci darà la giusta carica e farà esplodere come non mai la febbre da derby. Vedo già un impeto incredibile: la gente è in coda per i biglietti, vuole esserci e mi spiace non accontentare tutti, ma l'Olimpico è quello che è ed ora non si può fare nulla». Qualcuno teme problemi di ordine pubblico, anche perché la partita manca da oltre 4 anni. «Non penso ci saranno disordini: questo sarà un derby all'insegna del fair play e della sportività, senza dimenticare che il nostro pubblico è maturo. Certo, ci sarà più attenzione e ci saranno anche più steward allo stadio».

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    chi è Salvatore Garritano


    Forza Salvatore ! :approved:
  2. Quanti Teddy bisogna inventare per tutta la vita ?  
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    Salvatore Garritano: "Adesso sto bene, lavoro per il Toro e ringrazio Prandelli"



    Salvatore Garritano ha avuto una menzione speciale ieri durante la premiazione della Panchina d'Oro, vinta per la seconda volta consecutiva da Cesare Prandelli. Violaplanet ha interpellato l'ex attaccante di Torino, Fiorentina, Atalanta e Ternana a proposito di questo evento.

    Garritano, se l'aspettava questa dedica da parte di Prandelli?
    No ed è stata una cosa davvero piacevole. Ho già ringraziato personalmente il tecnico viola, con il quale siamo spesso in contatto e veri amici. Sono contento che abbia vinto questo premio per la seconda volta consecutiva, lo merita davvero.

    Dove ha conosciuto Prandelli?
    Siamo stati compagni ai tempi dell'Atalanta e lì è nata la nostra amicizia che continua ancora ora. Lui poi ha saputo della mia malattia e si è sempre informato sulla mia salute, anche perchè purtroppo in famiglia, come tutti sapete, ha vissuto una situazione analoga.

    Si dice che lei abbia contratto questa malattia a causa dei suoi trascorsi calcistici, conferma?
    Non ho mai puntato il dito contro nessuno, c'è un'inchiesta in corso e presto dovrei essere convocato dal tribunale. Guariniello ha in mano la mia cartella clinica e so che sta indagando su altri casi. Certo in alcune squadre ho preso più farmaci, ma non voglio fare nomi anche perchè non sarebbe corretto. Ci tengo solo a scagionare il Torino, io in granata sono stato all'inizio della mia carriera e sinceramente lì non ho mai preso nulla, alla fine dei miei anni come giocatore le cose sono peggiorate sotto questo punto di vista.

    Sotto accusa ci sono proprio gli anni settanta, dove pare si facesse uso improprio di medicine, un caso emblematico quello dell'ex viola Beatrice.
    Ho giocato con Beatrice nella Ternana così con Gorin al Torino, morto anche lui ancora giovane per malattia. Personalmente ho sempre collaborato nelle indagini, dichiarando la verità, senza mai tirarmi indietro. Però preferisco non dire altro.

    Adesso come sta?
    Direi bene, è chiaro, queste sono malattie croniche per cui bisogna sempre stare sotto controllo e fare esami, ma grazie a Dio le cose stanno andando bene.

    Lei e suo figlio Francesco siete osservatori del Torino per la zona del sud, Cairo appena ha saputo dei suoi problemi l'ha subito aiutato. E' andata così?
    Sì, devo proprio ringraziare il presidente del Torino e anche Antonelli, una persona molto competente che sta facendo molto per ricostruire il settore giovanile. Negli ultimi anni, con quello che è successo al Toro, era stato un po' abbandonato, mentre è sempre stato un fiore all'occhiello della società granata. Ci sono tanti giovani interessanti qui nel sud e spero di poterne portare qualcuno in granata.

    Prima della malattia cosa faceva?
    Sono sempre stato nel mondo del calcio, ho fatto il mediatore di mercato per Bronzetti, ho lavorato tanto a Madrid, dove tra l'altro mi sono curato, ho trovato un medico davvero in gamba nella capitale spagnola. Poi ho dovuto smettere per via della malattia, ma ora sto vendendo la casa a Cosenza per trasferirmi proprio a Madrid e a questo punto lavorerò per il Torino anche in ambito internazionale, chissà che non arrivi in futuro qualche giocatore spagnolo.

    Passando all'attualità, come vede il campionato del Torino?
    Domenica a Reggio ha giocato bene, al di là delle polemiche sull'arbitraggio, il Torino ha meritato la vittoria. Le cose non sono andate bene prima per via degli infortuni, ma Novellino è un altro tecnico che stimo moltissimo e che è secondo solo a Prandelli, ha vinto molto sia in B che in A e conosce tanti giocatori. Direi che con l'arrivo di Diana e Pisano le cose sono migliorate e il Toro si risolleverà, da non dimenticare che ha anche molti giovani interessanti.

    La Fiorentina del suo amico Prandelli ce la farà ad arrivare quarta?
    Prandelli è un fenomeno e ha un grande carattere, si è visto come ha reagito alla tragedia famigliare che l'ha colpito, ha una forza enorme, ma è anche aiutato dalla grande famiglia che ha accanto e lo sostiene. Passando alla parte sportiva, la sua Fiorentina gioca bene, sta inserendo molti giovani e direi che ce la può fare a stare nelle prime quattro. I giovani vivono sempre un po' di alti e bassi, vanno sulle ali dell'entusiasmo e poi peccano d'inesperienza. Tuttavia la Fiorentina è rimasta sempre nelle prime posizioni per cui può rimanerci fino al termine del campionato. Glielo auguro di cuore a Prandelli, se lo merita davvero.

    http://www.tuttomercatoweb.com/index.php?action=read&id=92645


    :)
    Non consiste forse nel rompere il tuo pane con chi ha fame, nel portare a casa tua i poveri senza tetto, nel vestire chi è nudo, senza trascurare quelli della tua stessa carne?

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