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    - Quando meno te l'aspetti, ecco che torna a far parlare di sé. Zdenek Zeman, tecnico con un passato nella capitale sia sponda Lazio che Roma, ma soprattutto al centro dell'attenzione dei media per le critiche alla Juventus e più in generale verso i mali del calcio, come il doping, é di nuovo sulla cresta dell'onda, più spavaldo che mai. Stavolta, oltre a (s)parlare degli altri, preferisce fare un resoconto della sua carriera da allenatore, ritenuta a dir poco entusiasmante. "Io sono convinto di essere il più grande di tutti. Magari ho perso la voglia di dire solo io cose che sanno tutti. Io poi mi becco le multe e le squalifiche e le cose non cambiano. E, se cambiano, nessuno poi mi risarcisce". Queste le parole al vetriolo che ha confessato al periodico 'Number Ten'. Dunque, nessuno avrebbe fatto meglio di lui, nemmeno il campione del mondo Marcello Lippi. "Lippi? Non l’ho mai incontrato e spero che non mi capiti mai. Nel calcio pensavo di avere più amici, ma molti non si sono più fatti sentire". Se non é una critica squisitamente tecnica, sicuramente Zeman di certo non lo annovera tra gli allenatori degni della sua stima. Così come non risparmia frecciatine all'attuale tecnico della Lazio Delio Rossi e al suo presidente Lotito. "Delio Rossi non mi ha mai chiamato e tra diversi personaggi che predicano bene e razzolano male c’è un bel capitolo nel nuovo libro di Mario Giordano su Lotito. Piuttosto illuminante". Il boemo non finisce qui, nell'occhio del ciclone terminano anche la Roma e Totti. "Il gioco dei giallorossi è riconoscibile, come quello del Milan. Quelli dell’Inter invece giocano bene ma non se ne accorgono. Secondo me Totti ha sbagliato a rinunciare alla Nazionale. Significa che del Pallone d’Oro non gliene frega niente". Ma la critica alle due società capitoline é viziata dal dente avvelenato, risalente a quando era alla guida di Roma e Lazio, anni in cui poteva emigrare dell'Italia per sposare i progetti spagnoli. "Ho preso due fregature: due anni fa e quattro mesi prima di essere esonerato. A febbraio mi avevano cercato Real Madrid e Barcellona. Sensi lo seppe e mi fece firmare un foglio di carta per confermare il mio impegno a rinnovare il contratto. Ma poi cambiò tutto. Il sistema reclamò la mia testa. Me lo confermò Sensi in due lettere che successivamente mi mandò. Per scusarsi". Insomma, dopo la pausa Calciopoli, Zeman è tornato, più in forma che mai a criticare tutto e tutti, soprattutto chi lo ha tagliato fuori da un sistema, termine oramai oggi fin troppo ricorrente ma anche molto vago stando alla realtà dei fatti, che per lui non è ancora cambiato. E Zeman si sfoga così, ancora una volta. Di certo il coraggio non gli manca, lui le multe e le squalifiche se le è sempre prese, nel bene e nel male, nel torto e nella ragione.
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    Boemo di mexda , le sue avventure con Roma e Lazio sono state disastrose , non a caso l'hanno preso a calci nel culo.Poi parla tanto quando sta fuori dal calcio come i vecchi rincoglioniti:sbam:
    DALL'ULTIMA VOLTA IL CALCIO E' CAMBIATO , MA ESSER ULTRAS E' ANCORA REATO.

    Memento Audere Semper

  Zeman Ne Ha Per Tutti, Lippi, Delio Rossi...

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