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    Il tecnico commenta l'assenza del brasiliano dall'allenamento di ieri: "Ha avuto dei problemi, oggi c'era. La cosa più importante per lui è che faccia una vita normale sempre, non per due settimane"

    MILANO, 6 novembre 2007 - La Champions e la partita di domani sera con il Cska, Figo e le polemiche del dopo Juve-Inter, Blatter e l'attacco alla scarsa identità italiana dell'Inter. E poi il caso Adriano. I nerazzurri sono primi in serie A e anche in Europa. Eppure sembra esserci sempre qualcosa da chiarire.

    ADRIANO - Ieri il brasiliano non si è allenato con i compagni. Un'assenza "poco giustificata", come dimostra il commento di Roberto Mancini: "Credo che la cosa più importante per Adriano sia fare una vita normale e il proprio lavoro nel migliore dei modi. Ma si deve fare questo sempre, non per due settimane... E allora tutti i problemi si risolveranno". L'Imperatore oggi si è presentato regolarmente alla Pinetina, come confermato dallo stesso tecnico_ "Ieri ha avuto dei problemi, oggi c'era", ma il malessere resta. "Bisogna fare una vita sana - ha aggiunto Mancini - E ci si deve allenare molto bene. Ma sempre... Non mi sembra che lui qui stia vivendo un disagio leggendo le interviste che ha rilasciato, deve solo fare una vita da atleta. Se io ritengo non sia in condizione di giocare non gli faccio un dispetto, semplicemente è così. Io spero che lo possa capire e faccia qualcosa di diverso".

    CHAMPIONS - Rispetto all'inizio complicato dalla sconfitta di Istanbul, l'Inter in Europa naviga in acque tranquille. "Dobbiamo vincere per avvicinarci alla qualificazione - ha sottolineato il Mancio -. La gara sarà difficile ma se ne avremo l'occasione dovremo chiuderla subito". Un appuntamento al quale l'organico nerazzurro si presenta ridotto all'osso. Un'emergenze seria, soprattutto a centrocampo. Eppure Mancini assicura che "a gennaio non interverremo sul mercato. Voglio recuperare Stankovic per la prossima partita (contro la Lazio a San Siro, ndr) e conto di avere Vieira nelle prossime due settimane". Anche Javier Zanetti ha introdutto la sfida al Cska Mosca parlando di "una partita importante. Se vinciamo siamo davvero molto vicini alla qualificazione. Occhio però soprattutto al loro attacco, a cominciare da Vagner Love". Il capitano, utilissimo grazie alla sua duttilità in un periodo segnato dai tanti infortuni, ha aggiunto: "Purtroppo abbiamo tanti giocatori fuori. Io sto benissimo, non sono stanco e posso rendermi utile in più ruoli. Nessun problema".

    LA JUVE - La partita di Torino non è stata ancora digerita. Almeno da Zanetti: "Gli striscioni contro Ibrahimovic sono stati brutti - ha detto - ma credo sia stato peggio quello che ci è accaduto all'arrivo del pullman allo stadio. Eravamo in ritardo e non c'era nessuno dell'ordine pubblico, i tifosi bianconeri ci hanno lanciato di tutto. Poteva succedere di peggio. Sapevamo fosse una partita sentita, ma cose del genere non possono e non devono accadere". In campo, poi, c'è stato il fallo di Nedved che ha causato la rottura del perone della gamba destra a Figo. Il presidente Moratti ha avuto parole di fuoco per il centrocampista ceco. "È stata un'entrata molto dura, che purtroppo ha causato un infortunio grave - ha detto Zanetti -. Dispiace molto quello che è successo a Luis, che per noi è un punto di riferimento importante. Proprio non ci voleva visto che abbiamo anche altri problemi...".

    BLATTER - Il presidente della Fifa, Sepp Blatter, che ha detto di avere seguito Juve-Inter, aveva tirato le orecchie al club nerazzurro dichiarando alla Gazzetta dello Sport che l'Inter gioca con troppi stranieri, trascurando l'identità nazionale del club. "Ma io ho il passaporto italiano - la risposta con il sorriso di Zanetti -. E siamo in tanti ad averlo...".
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    << Roberto Mancini, tecnico nerazzurro, alla vigilia della sfida di Champions con il Cska torna sull'argomento Adriano: "Se lo vedo bene? No, altrimenti giocherebbe. La cosa più importante è fare una vita normale e svolgere bene il proprio lavoro - dice il tecnico parlando del brasiliano -. Quando Adriano arriverà a fare questo, non però due settimane ma per sempre, allora tutti i suoi problemi passeranno". >>


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    Grande Mancio come sempre :approved:
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    Adriano, si riparla del Milan

    Atteso in Italia il suo procuratore.

    Adriano? Non pervenuto. Assente all’allenamento di ieri causa un malessere non meglio precisato che però nasconderebbe un disagio profondo: dopo l’ennesima esclusione (la terza consecutiva), l’Imperatore si sentirebbe ormai scaricato da Roberto Mancini e ormai estraneo a un progetto che lo vede relegato al ruolo di quinta punta. Nei prossimi giorni è atteso in Italia, Gilmar Rinaldi, suo procuratore, che ha già provveduto a fissare un appuntamento con l’Inter: l’obiettivo è approfittare della sosta per mettere a punto una strategia comune che possa soddisfare le parti. Al momento le distanze sono siderali perché mentre a Palazzo Durini guardano con interesse verso l’Inghilterra (West Ham e Mancheser City), il giocatore e il suo entourage non intendono accettare altra destinazione fuorché il Milan, tanto che potrebbe profilarsi anche l’ipotesi che venga richiesta (a sorpresa) la rescissione del contratto. Ovviamente Adriano deve fare i conti tanto con l’Inter quanto, soprattutto, con Massimo

    Moratti che non intende nella maniera più assoluta avallare questa pazza idea. A tal proposito sono paradigmatiche le parole del dt Marco Branca: «Credo che Adriano in questo momento non sia felicissimo visto che qualsiasi giocatore vuole giocare e sentirsi protagonista. Non gli resta che lavorare per mettere in difficoltà l’allenatore». Chiusura totale - ma c’era da aspettarselo - sull’ipotesi di un addio dell’Imperatore alla riapertura del mercato «Per gennaio non prevedo niente», tuttavia difficilmente questa situazione può andare avanti ancora a lungo, considerato che un Adriano messo ai margini e furibondo con l’allenatore, può destabilizzare l’ambiente e creare tensioni che al momento l’Inter, peraltro in tutt’altri problemi affaccendata, non può certo permettersi. Tutti temi che saranno argomento della riunione tra Gilmar e i vertici di Palazzo Durini. Parallelamente la società ha comunque iniziato a scandagliare il mercato alla ricerca di un sostituto. Il primo nome in lista è quello di Karim Benzema, centravanti franco algerino classe ‘87 dell’Olympique Lione autore di 11 reti in 13 partite di campionato.
  4.     Mi trovi su: Homepage #4702064
    Originally posted by common
    sinceramente non vedo il guadagno per la Roma, con tutto che Mancini vale la metà di quel che valeva un paio di stagioni fa ..
    Io credo che all'inter faccia comodo un'ala di quel tipo.Alla Roma aspettiamo il centravanti di "peso" (non facciamo battute.....)dai tempi di Batistuta.

  Mancini-Adriano, ci risiamo "Si comporti da atleta"

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