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    Maldini ammette di non avere rimpianti per non aver fatto parte della spedizione azzurra che l'anno scorso trionfò in Germania: "Quando guardo ai miei numeri non posso fare a meno di vedere che l'Intercontinentale l'ho persa più volte di quanto l'abbia vinta. Mi piacerebbe chiudere la mia carriera aggiustando queste statistiche"

    MILANO, 13 novembre 2007 - Il film Paolo Maldini riserva nuove emozioni.E come in un sequel cinematografico non è dato sapere quando finirà. Il capitano del Milan si è raccontato a Fifa.com, partendo da un'ammissione: non rimpiange di non aver fatto parte della spedizione azzurra che l'anno scorso in Germania ha vinto il Mondiale: "Semmai ero molto deluso nel 1990 quando abbiamo perso contro l'Argentina in semifinale e nel '94 quando siamo stati battuti in finale del Brasile".

    CONQUISTA - Adesso il totem rossonero, in quella che sembra ormai la sua ultima stagione, guarda a un trofeo che troppe volte si è visto sfuggire di mano: il Mondiale per club. Anche se ne ha vinti due. "Diamo molta importanza a questa manifestazione perché ti permette di diventare un campione del mondo, è la vetta del calcio per club, è una strada che ho percorso diverse volte lungo la mia carriera e che, sfortunatamente, nelle ultime tre occasioni, nel '93, nel '94 e nel 2003, non si è conclusa con una vittoria". Rispetto all'ultima volta, però, il Milan troverà un nuovo format, con 7 squadre ai nastri di partenza. "L'approccio alle partite sarà diverso - ammette il capitano - perché staremo in Giappone per un periodo più lungo. Ci sono meno certezze, ma hai la possibilità di prepararti meglio e di dedicare più tempo alla competizione". Tutti però parlano già di una finale annunciata tra Milan e Boca, le due squadre più titolate del mondo. "Ma prima abbiamo una semifinale da giocare - avverte - e tutti noi sappiamo che col passare degli anni la prima partita è diventata sempre più difficile. Se poi giocheremo contro il Boca incontreremo una squadra storicamente compatta".

    KAKA' E RONALDO - Sul Milan è fiducioso, "credo che il momento più duro sia stato superato", e sul suo ritorno a tempo pieno chiede ai tifosi dfi avere pazienza: "Sento ancora dei dolori a causa dei lunghi mesi di inattività. Ho ancora bisogno di qualche partita per arrivare in Giappone al meglio e Ronaldo è nella mia stessa condizione". E proprio il Fenomeno e il connazionale Kakà sono tra i protagonisti più attesi. "Kakà è un ragazzo che lavora duro - sottolinea Maldini - che unisce una tecnica eccellente alla capacità di segnare con una velocità eccezionale, cosa vitale nel calcio moderno. Ronaldo è un giocatore di classe mondiale; appena sarà pronto darà qualcosa in più alla squadra in termini di tecnica e personalità. Ha un innato senso del gol perché ha l'abilità unica nel trasformare ogni palla che tocca in un'occasione da rete".

    CHIUDERE IN BELLEZZA - A due brasiliani e al loro istinto del gol Paolo chiede di fargli un regalo: "Quando guardo ai miei numeri non posso fare a meno di vedere che questa è l'unica competizione in cui ho perso più volte che non vinto. Mi piacerebbe chiudere la mia carriera aggiustando queste statistiche, vorrei sollevare questo trofeo assieme ai miei compagni: vincere il titolo mondiale con il Milan significa tutto per me".
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  Maldini: "Il Mondiale col Milan significa tutto per me"

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