1. Quanti Teddy bisogna inventare per tutta la vita ?  
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    ANGELA ABBRESCIA Roma. «Ho saputo una cosa sconvolgente: ci sono bimbi che si giocano a dadi centinaia di euro e che poi organizzano la baby-prostituzione per pagarsi i debiti. Questo accade in Italia, tra di noi, e la politica deve cogliere questi fenomeni. Se non lo fa condanniamo il nostro Paese». La rivelazione choc arriva dal ministro dell’Interno Giuliano Amato nel corso di in convegno a Benevento per ricordare la visita di Aldo Moro nella città sannita avvenuta trent’anni fa. La frase è come una doccia fredda: rileva uno scenario sconosciuto di devianza giovanile di cui lo stesso ministro sembra stupirsi al punto da lanciare il richiamo di un forte impegno alla politica in primo luogo. Forse non si può parlare di un vero e proprio fenomeno, ma le parole di Amato non possono non allarmare, anche se si trattasse di casi isolati. È un fenomeno che assomiglia al pizzo: ragazzini indotti a consumare droga, alcol ma anche a sperperare soldi ai videopoker diventano ricattabili. E per ripianare i debiti, vergognandosi di chiedere aiuto ai genitori, sono costretti a «pagare il pizzo» loro imposto da adulti ma anche da coetanei». Fenomeni che sfuggono al controllo dei genitori, assenti o poco attenti al variegato mondo degli adolescenti che sempre più si articola su piani di eccessi, irregolarità, violenza, bullismo, azzeramento dei valori consolidati. Un tragico esempio è stata la vicenda scoperta nel settembre scorso a Parma che ha coinvolto alcune ragazzine di 14 anni cadute in un giro di prostituzione in cambio di ricariche per il cellulare. Il fenomeno è d'altronde sempre più all'attenzione delle forze dell'ordine e della magistratura, insieme a quello della devianza di gruppo (le baby gang), che interessa soprattutto le aree metropolitane, come ha sottolineato l'ultima Relazione al Parlamento sull'attività delle forze di polizia. A prostituirsi non sono più solo le ragazzine ma anche i ragazzi. Non esistono dati sicuri sull'entità del fenomeno: secondo stime Interpol, in Italia il numero di minorenni sfruttati oscilla tra 18 mila e 23 mila. Quelli segnalati all'autorità giudiziaria sono molto meno: le ultime cifre ufficiali, dell'Osservatorio sulla prostituzione del Ministero dell'interno, dicono che sono stati 118 i minorenni sfruttati nell'intero 2006 e 21 nei primi tre mesi del 2007. Anche la devianza minorile di gruppo è una realtà che coinvolge sia italiani che immigrati. I reati sono soprattutto rapine, furti, atti vandalici, piccole estorsioni. Spesso nelle «bande» si inseriscono anche maggiorenni, e in questi casi, i reati compiuti sono più gravi: rapine a negozi, banche, uffici postali e spaccio di stupefacenti. Le vittime - secondo la Relazione - sono soprattutto coetanei e, occasionalmente, persone adulte. Spesso il valore del bottino è basso: denaro sottratto ad adolescenti, telefonini, strumenti elettronici, capi di abbigliamento. «L'allarme deve far riflettere - ha commentato Sandra Cioffi, parlamentare Udeur della commissione infanzia - Va approvata al più presto la legge per l'istituzione del Garante dell'Infanzia». «La denuncia del ministro è la punta dell’iceberg» commenta il pm minorile di Milano Ciro Cascone.

    http://www.ilmattino.it/mattino/view.php?data=20071119&ediz=NAZIONALE&npag=9&file=KIK.xml

    :mad: :eek: :muhehe:
    Non consiste forse nel rompere il tuo pane con chi ha fame, nel portare a casa tua i poveri senza tetto, nel vestire chi è nudo, senza trascurare quelli della tua stessa carne?

  «Baby squillo per pagare debiti di gioco»

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