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    Pancalli: "Il precedente della Juve farà da volano per altri casi". Il cda del club voterà il progetto a dicembre, non è cambiato rispetto a Euro2012

    Una volta scelti i disegni cui affidarsi, fra le ipotesi di realizzazione illustrate martedì al cda dall’architetto Gino Zavanella, dello studio Gau, la Juve potrà darsi una nuova casa con l’aiuto di finanziamenti agevolati, quelli che parevano sfumati dopo l’addio agli Europei 2012. Il progetto di massima, senza sostanziali variazioni estetico-funzionali, è rimasto lo stesso, ma a dicembre il consiglio bianconero dovrà decidere l’entità dell’investimento iniziale: la cifra, rigidamente non ufficiale, balla fra i 50 e i 120 milioni di euro dell’ipotesi originale. L’idea è quella di fabbricarsi il nuovo impianto, passo dopo passo, aggiungendo migliorie alla base di partenza. Quale sarà, è appunto l’oggetto della discussione. Fra le variabili, resta pure il destino della tensostruttura del Delle Alpi, la cui eventuale demolizione dovrà essere autorizzata dal Comune.

    Per la Juve, ieri, le buone notizie sono arrivate da Roma, perché, deciso il progetto, il club verrà catapultato in prima fila nella griglia delle società in corsa per ottenere il via libera ai finanziamenti agevolati: svolta non trascurabile.

    Il nuovo Delle Alpi sembra più vicino e realizzabile, perché a breve andrà a costituire il nuovo quadro normativo. L’assist lo ha messo a segno il Tavolo governativo per l’impiantistica sportiva sotto l’impulso del lavoro svolto dall’ex commissario della Federcalcio, Luca Pancalli: nessuna ricetta miracolosa, ma il metodo per tagliare il traguardo di stadi privatizzati e polifunzionali, questo il risultato voluto da Pancalli. Tradotto: l’obiettivo è quello di costituire un soggetto pubblico o a partecipazione mista pubblico-privata che assegni il certificato di qualità al progetto-stadio e il conseguente via libera per ottenere mutui agevolati. Per brindare alla nascita di quella che Pancalli chiama «agenzia», la tempistica impone passaggi obbligati e, quindi, una realizzazione non immediata. Ma, in attesa che prenda formalmente corpo il soggetto in grado di guidare e facilitare gli interventi dei club, un advisor (forse lo stesso Credito Sportivo) verrebbe indicato come la struttura in grado, fin dal nuovo anno, di assegnare il certificato di qualità ai progetti, aprendo le porte al finanziamento.

    Il terreno sul quale si muoverà il progetto del nuovo Delle Alpi, insomma, è pronto: venti sono i milioni già previsti dalla Finanziaria e destinati al Credito Sportivo. «Una banca dello sport» che, come afferma il presidente Andrea Cardinaletti, «possa fornire un’assistenza anche in termini gestionali, assumendo la funzione di banca tesoriera dell’operazione, interpretando il ruolo di finanziatore per la realizzazione degli impianti». Altri 35-40 milioni di euro sono quelli che potrebbero confluire già dal mese di febbraio nella Fondazione per la mutualità generale, così come prevede il decreto legislativo sui diritti televisivi.

    «Quello della Juve potrebbe costituire un precedente tale da far da volano per altri casi», spiega Pancalli. Un progetto che porterebbe il club bianconero a costituire il primo esempio di stadio privato e moderno. Il governo ha accelerato le sue mosse anche perché al ministero allo Sport fanno notare come la privatizzazione degli impianti possa costituire uno degli antidoti più efficaci nella lotta alla violenza.

  Aiuti pubblici per il Delle Alpi

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