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    Mancini critica medici, è polemica
    La categoria: "Adesso deferitelo"

    E' polemica tra Roberto Mancini e la Federazione dei medici sportivi. Il tecnico dell'Inter in una intervista aveva detto che "i medici sportivi sono peggiorati e tendono sempre a fermare i giocatori e a frenare il loro rientro in campo". Pronta la replica di Maurizio Casasco, presidente della Fims. "La salute prima di tutto, le sue frasi sono gravi e irresponsabili, chiederò il suo deferimento". Nel mirino anche Spalletti.

    Una volta pronunciata quella frase, Mancini ha anche aggiunto. "E' solo una battuta, altrimenti domani arriva la risposta dell'ordine dei medici". Buon profeta il Mancio che ha visto, nel giro di pochi minuti, la reazione del medico della nazionale Castellacci che gli ha inviato una lettera aperta nella quale, tra le atre cose si legge: "non credo che lei abbia usato sensibilità e correttezza nei confronti dei medici del calcio che non hanno lo stesso riscontro nè economico e neppure mediatico, ma dalla loro hanno soltanto la cultura...lei mi fa tenerezza, la medicina è una cosa seria...".

    Al medico azzurro ha fatto seguito il presidente della Fims (Federazione Italiana Medici Sportivi), Maurizio Casasco che chiede immediate e dure conseguenze per le dichiarazioni di Mancini. "Sono dichiarazioni irresponsabili e gravi, ho già avviato le procedure legali per portare in consiglio federale anche l'eventuale clausola compromissoria per preocedere alle vie legali, intanto mi auguro che venga deferito".

    Mancini, insomma, non ha fatto altro che aprire la porta dello spogliatoio, dove, solitamente, le frizioni tra allenatore e tecnico sono all'ordine del giorno. "La salute prima di tutto -ha continuato Casasco- e non mi fermo solamente a Mancini, ma è un problema di sistema perchè ho parlato anche di Spalletti e di altre situazioni. Ci vuole una presa di coscienza seria in cui la salute degli atleti, come quella delle persone, è un bene sovrano in assoluto. La prima considerazione è che la legge sui professionisti dello Stato concede al medico sociale la responsabilità della tutela degli atleti, la seconda è di tipo professionale ed etico. E' evidente che quando un giocatore ha un trauma cranico contusivo come è accaduto a Ibrahimovic o come è successo anche alla Roma è evidente che molte federazioni addirittura in automatico bloccano l'attività ed è molto grave quindi che si discuta sui tempi di rientro. I medici sportivi sono gli stessi che hanno fermato Kanu, idoneo in altre federazioni, la Uefa dopo il caso Fuente ha ripreso i protocolli italiani, Fioravanti è stato bloccato in prevenzione e non l'abbiamo portato ad Atene per dimostrare che il sistema sportivo italiano antepone la salute a medaglie olimpiche".

    tgcom.it

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    :rolleyes:
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    Spalletti cosa c'entra ? é appurato che col medico della Roma non ci parla, il secondo è arrivato a dare le dimissioni (respinte :( ) a causa dei contrasti con l'allenatore... il primo convoca Mexes, il secondo lo blocca... l'unico risultato che ottengono oltre a dimostrare gravi carenze di comunicazione interna è far arrabbiare Mexes che dopo essersi allenato per tutta la settimana (era convocato addirittura col Cagliari una settimana fa...) si vede bloccare dal medico chiedendosi "ma se non sono idoneo perchè non m'hanno bloccato prima ? non è che in allenamento non ci si fa male per un contrasto fortuito..."
  3.     Mi trovi su: Homepage #4709081
    più che con i medici me la prenderei con i preparatori Atletici (ammesso non ci si riferisca proprio a loro)

    1) in stragrande maggioranza i giocatori si fanno male in allenamento
    2) se si gioca troppo dovrebbero diminuire gli allenamenti .. invece ho il sospetto si faccia il contrario ..
  4.     Mi trovi su: Homepage #4709082
    Il caso medici-Mancini in Procura federale

    Indagine sulle dichiarazioni del tecnico, che sabato ha accusato i medici di essere "peggiorati" e di "ritardare" il rientro dei giocatori. Stizzita la reazione dei rappresentanti della categoria. Chiamato in causa anche Spalletti che reagisce a muso duro: "Io non c'entro".

    26 novembre 2007 - Il Procuratore Federale ha disposto l'apertura di un'indagine sulle dichiarazioni di Roberto Mancini, che sabato sera aveva accusato i medici sportivi di essere "peggiorati", di tendere a fermare i giocatori e a ritardare il loro rientro in campo. Il tentativo immediato di salvataggio in corner ("è una battuta, altrimenti domani mi arriva la risposta dell'Ordine dei medici") non è dunque bastato. Ieri è subito arrivata per lettera la risposta di Enrico Castellacci, medico della nazionale campione del mondo nonché presidente della Libera associazione medici italiani del calcio.

    CASTELLACCI - "Caro Mancini — scrive fra l’altro Castellacci — lei è stato un grande giocatore, è un grande allenatore, ha un grande ritorno mediatico ed economico. Non penso abbia usato molta sensibilità e correttezza nei confronti dei medici del calcio, che non hanno lo stesso riscontro né economico né mediatico, ma hanno dalla loro solo cultura e, mi spiace per lei, professionalità. Fino a ieri questi stessi medici venivano attaccati perché cercavano di recuperare troppo in fretta i giocatori; oggi lei afferma che sono peggiorati perché aspettano troppo a farli rientrare. ìMa come si fa a non recuperare in un mese da uno stiramento...'; 'ma come si fa a non far rigiocare velocemente un giocatore con un trauma cranico...'. Lei mi fa un po’ di tenerezza: la medicina è una cosa seria, forse più di un gioco. Ha fatto bene il dottor Combi a usare cautela con Ibrahimovic per il trauma cranico e in occasione di lesioni muscolari: se i medici stanno più attenti alla salute dei giocatori, allora è un bene che siano peggiorati".

    CASASCO - Più duro Maurizio Casasco, presidente della Federazione italiana medici sportivi: "Le affermazioni di Roberto Mancini non solo non ci sono piaciute ma credo siano gravi, inaccettabili e irresponsabili - ha dichiarato -. E non mi fermo solamente a Mancini, è un problema di sistema perchè ho parlato anche di Spalletti e di altre situazioni. La salute degli atleti, come quella delle persone, è un bene sovrano in assoluto. È evidente che quando un giocatore ha un trauma cranico contusivo come è accaduto a Ibrahimovic o come è successo anche alla Roma è evidente che molte federazioni addirittura in automatico bloccano l'attività ed è molto grave quindi che si discuta sui tempi di rientro. I medici sportivi sono gli stessi che hanno fermato Kanu, idoneo in altre federazioni, la Uefa dopo il caso Fuente ha ripreso i protocolli italiani, Fioravanti è stato bloccato in prevenzione e non l'abbiamo portato ad Atene per dimostrare che il sistema sportivo italiano antepone la salute a medaglie olimpiche. Il calcio con i suoi interessi spesso dimentica che gli atleti sono uomini e non delle macchine. Dopo pochi giorni di preparazione ad esempio si mandano, per interessi televisivi e commerciali, i giocatori a disputare gare internazionali, così come le partite in notturna con il ghiaccio. È evidente che questo porta all'aumento di rischi e i medici, con grande professionalità riconosciuta a livello internazionale, sono sempre molto attenti: la responsabilità legale che quella professionale-medica compete al medico e non ad altri".

    SPALLETTI - "Casasco non doveva tirarmi in ballo". Decisa la reazione di Spalletti dopo le parole del presidente dei medici sportivi, che ha fatto il suo nome: "Io non so quello che è successo con Mancini - ha proseguito il tecnico giallorosso - e non voglio entrare nella questione, ma non capisco perché si è fatto il mio nome. Questo non lo accetto. Non si può dire che Spalletti va contro la tutela dei propri calciatori, perché questo non è vero. Mi hanno detto che Taddei è recuperato, ma siccome lui mi ha detto di non sentirsi ancora a posto allora l'ho tenuto a riposo. Giovedì ho dato un turno di riposo alla squadra. Voglio vedere chi lo fa, quando gli impegni sono così ravvicinati. Perrotta era a riposo precauzionale prima della nazionale, è andato in Nazionale ha giocato e poi l'ho tenuto nuovamente a riposo. Stavolta sono stato tirato in ballo gratuitamente".
  5.     Mi trovi su: Homepage #4709083
    Polemiche sui medici, Moratti difende Mancini

    MILANO - L'apertura di un inchiesta federale su Roberto Mancini per le polemiche sui medici sportivi e' un provvedimento "esagerato" secondo il presidente dell'Inter Massimo Moratti. "Qualche anno fa noi abbiamo avuto un problema con Ronaldo e forse da allora, ci mettiamo un po' di piu' perche' vogliamo essere sicuri che il giocatore stia bene quando torna". Il patron neroazzurro si spinge oltre: "La scarsa sintonia tra medico e allenatore c'e' sempre in una societa' perche' il medico e' quello che deve dir di no all'allenatore e questo nell'Inter e' un problema ancora maggiore - spiega - perche' Combi dipende direttamente da me". In ogni caso Moratti non intende intervenire in prima persona: "Se la caveranno tra loro" ha concluso.

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