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    L'ex portiere dell'Udinese, la scorsa stagione in serie B al Cesena, ha appeso le scarpe al chiodo a 37 anni e ora per divertimento fa il pivot della squadra di basket di Grado in Promozione

    MILANO, 28 novembre 2007 – Il richiamo della terra dove si è stati bene per diversi anni è tanto forte quanto irrinunciabile. Talmente forte che, una volta tornati, capita di fare un po’ di tutto; anche attività mai prese in considerazione in precedenza. O comunque che erano sempre state solo degli hobby. Luigi Turci ne sa qualcosa. Dopo aver detto basta con il mondo del calcio a 37 anni, reduce anche da una stagione non proprio esaltante a Cesena, l’ex portiere dell’Udinese è tornato in Friuli, dove aveva giocato per sei anni, dal 1996 al 2002. Un periodo esaltante, quello: l’era Zaccheroni, la coppa Uefa, il 3-4-3 che per un po’ fu l’infatuazione segreta degli allenatori di mezza Italia.

    TALE PADRE, TALE FIGLIO – Dopo il ritiro, quindi, Turci si è trasferito a Grado, in provincia di Gorizia, dove già aveva una casa. Nonostante lui sia nativo di Cremona, è qui che ha trovato l’habitat naturale. Come lui, anche i figli. Il maggiore, Matteo, ha già infilato i guantoni, e gioca nelle giovanili della Gradese. Con papà che, ogni tanto, viene a dare qualche consiglio a lui e agli altri baby portieri della squadra. Ma Turci, a Grado, non vive di solo calcio. “In realtà ne ho quasi il rigetto”, ci spiega. Da questa stagione, poi, è tesserato per la squadra di basket locale, che disputa il campionato di promozione e che in sei giornate ha perso una sola volta

    PIVOTTONE – Le avversarie non si chiamano più Milan, Inter o Juventus, bensì Cormons, Edera, Villesse e Mossa. Ecco il racconto del diretto interessato: “Mi hanno chiesto di giocare e ho accettato, visto che non volevo stare fermo. Con loro mi alleno una volta alla settimana, e poi nei weekend ci sono le partite. Rimango sul parquet in media una ventina di minuti, comunque. Il mio ruolo? L’unico che posso ricoprire, essendo il più alto del gruppo: il pivot”. E tecnicamente, com’è Gigi Turci? “La meccanica di tiro è rivedibile, anche perché sono un neofita del gioco. Però sotto canestro me la cavo. Finora il mio record è di 4 punti, 7 rimbalzi e una stoppata”.

    CHE SFIDE IN PALESTRA – Una passione, il basket, nata ai tempi dell’Udinese: “Noi portieri – ricorda – ci allenavamo nei canestri in palestra. Mi ricordo le sfide con De Sanctis e Zampa, il preparatore, uno che secondo me avrebbe potuto fare strada nella pallacanestro. Purtroppo né alla Sampdoria né al Cesena, poi, ho potuto continuare perché mancavano le strutture”. Turci come numero di maglia ha il 12; teoricamente il portiere di riserva. “Non è stata una scelta romantica, anzi. Della mia taglia c’era solo quella”.

    :D :D

  Luigi Turci cambia sport

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