1.     Mi trovi su: Homepage #4712502
    Dopo che ieri i 3 quotidiani sportivi si sono occupati dell'incredibile situazione che riguarda Roberto Chiacig oggi l'ottimo Marco Martelli su ''La Repubblica'' offre una bella intervista sul giocatore friulano, azzurro, ma ''non formato'' che dice ''Basket, che regole assurde: così sono diventato straniero''.

    «Vi rendete conto? Io, dieci anni da professionista in Italia, quasi duecento volte in Nazionale, per la Federazione sono straniero. Straniero nel mio paese». Chi parla è Roberto Chiacig, pivot della Virtus Bologna, nato 33 anni fa a Cividale del Friuli, che con la nostra Nazionale ha vinto l´Europeo del 1999 da centro titolare, ha vinto l´argento olimpico ad Atene 2004ed è il quarto in attività per presenze (185) e secondo per punti (1478). Eppure, per la grottesca burocrazia della Federbasket, quest´anno non è considerato italiano. È, disgraziatamente, «italiano non formato», ovvero equiparato a qualsiasi straniero con passaporto del nostro paese, status che la Fip limita a due per squadra. Per la Fip, infatti, si considera ''formato'' l´atleta che ha disputato almeno 4 stagioni nei tornei giovanili. Chiacig, che ha preso in mano il pallone a 15 anni, ne ha fatti solo tre, dal ´91 al ‘94. E si trova, per questo, discriminato. «Sono stranito - dice - è una decisione arbitraria che mi piomba addosso come un fulmine a ciel sereno. Sono friulano, ex azzurro, e scopro ora che sono come un qualsiasi comunitario. In pratica, straniero nel mio paese. Ma vi sembra logico che un italiano, per essere italiano nel basket, debba per forza iniziare entro i 14 anni, facendo poi 4 anni da junior? E´ assurdo. Penso a quello che inizia tardi, a quel«Vi rendete conto? Io, dieci anni da professionista in Italia, quasi duecento volte in Nazionale, per la Federazione sono straniero. Straniero nel mio paese». Chi parla è Roberto Chiacig, pivot della Virtus Bologna, nato 33 anni fa a Cividale del Friuli, che con la nostra Nazionale ha vinto l´Europeo del 1999 da centro titolare, ha vinto l´argento olimpico ad Atene 2004ed è il quarto in attività per presenze (185) e secondo per punti (1478). Eppure, per la grottesca burocrazia della Federbasket, quest´anno non è considerato italiano. È, disgraziatamente, «italiano non formato», ovvero equiparato a qualsiasi straniero con passaporto del nostro paese, status che la Fip limita a due per squadra. Per la Fip, infatti, si considera ''formato'' l´atleta che ha disputato almeno 4 stagioni nei tornei giovanili. Chiacig, che ha preso in mano il pallone a 15 anni, ne ha fatti solo tre, dal ´91 al ‘94. E si trova, per questo, discriminato. «Sono stranito - dice - è una decisione arbitraria che mi piomba addosso come un fulmine a ciel sereno. Sono friulano, ex azzurro, e scopro ora che sono come un qualsiasi comunitario. In pratica, straniero nel mio paese. Ma vi sembra logico che un italiano, per essere italiano nel basket, debba per forza iniziare entro i 14 anni, facendo poi 4 anni da junior? E´ assurdo. Penso a quello che inizia tardi, a quello che si fa male e perde un anno e a quello bravo che può subito giocare in prima squadra».
    Chiacig, va precisato, sta regolarmente giocando. Ma solo perché il suo club, la Virtus Bologna, dispone ad oggi di tre americani, un comunitario e due giocatori di passaporto italiano. Le regole, nel basket, permettono un massimo di 4 extracomunitari e 2 comunitari, oltre al minimo di 6 italiani (ma solo 2 di passaporto). Se la Virtus decidesse di ingaggiare un quarto americano e un secondo comunitario, dovrebbe mandare in tribuna uno dei ''passaportati'' (tra cui, di fatto, Chiacig). La Fip, a inizio stagione, aveva pure provato a mettere una pezza alla delibera, ''riabilitando'' gli oriundi che hanno partecipato alle massime competizioni con l´Italia (Fucka, Radulovic, Calabria, Rocca, probabilmente anche Chiacig). I club, con il campionato già partito, avevano poi deciso di rimandare l´ordinanza alla prossima stagione. Ma il paradosso-Chiacig è inquietante e la Virtus è decisa a cavalcarlo. Agendo presso il Tribunale del Lavoro, non potrà che ottenere l´obbligo ad utilizzare il pivot come italiano e non ''straniero'', smascherando l´incomprensibile nodo burocratico e aprendo le porte a un nuovo scontro Legabasket-Fip sull´eleggibilità dei giocatori italiani.
    -------------------------

    E anche x quest'anno la FIP ha fatto la sua :cool:
    NON LASCIARE MAI CHE LA PAURA DI PERDERE TI IMPEDISCA DI PARTECIPARE!!!

  Ecco un piccolo saggio del paese in cui viviamo...

Commenta

Per scrivere su Videogame.it devi essere registrato!

         

Online

Ci sono 0 ospiti e 0 utenti online su questa pagina