1. Quanti Teddy bisogna inventare per tutta la vita ?  
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    Gli appassionati che condividono musica non sono ladri. I musicisti canadesi si stanno ribellando alle cause contro il p2p, ai risarcimenti obbligatori, al DRM e alla legislazione anti-aggiramento. Hanno lanciato una nuova associazione chiamata Canadian Music Creators Coalition [Coalizione dei Creatori di Musica Canadesi] «Gli appassionati che condividono musica non sono né ladri né pirati», affermano inequivocabilmente. «La condivisione di musica è in atto da decenni».
    Tra i membri, vi sono: Barenaked Ladies, Avril Lavigne, Sarah McLachlan, Chantal Kreviazuk, Sum 41, Stars, Raine Maida (Our Lady Peace), Dave Bidini (Rheostatics), Billy Talent, John K. Samson (Weakerthans), Broken Social Scene, Sloan, Andrew Cash e Bob Wiseman.
    Di seguito riportiamo il loro primo documento programmatico con la speranza che possa fungere da spunto e contribuire a generare una simile coscienza anche negli ambienti nostrani.

    Una nuova voce: posizioni politiche della Coalizione dei Creatori di Musica Canadesi

    I dibattiti sul modo in cui la legge sul copyright e la politica culturale influenzano la musica canadese da molto tempo ormai sono dominati da un piccolissimo numero di lobbysti direttamente interessati. Nel mezzo della disputa sulle esigenze dei potenti rappresentanti delle compagnie di produzione e diffusione musicale, delle società collettive e dell'industria della radiotelediffusione, gli artisti canadesi sono stati spinti fuori dalle discussioni sul copyright. Benché alcuni lobbysti pretendano di parlare a nome degli artisti, le voci delle persone che concretamente fanno la musica – autori, compositori, esecutori, musicisti e simili – sono state perlopiù trascurate. Questo documento segna l'inizio del tentativo di cambiare la situazione, esprimendo in modo veritiero i desideri degli artisti canadesi riguardo al futuro della legge sul copyright e della politica culturale in Canada.

    Chi siamo

    Siamo un gruppo sempre più nutrito di creatori di musica canadesi che condividono l'intenzione di far sentire la loro voce quando si creano le leggi e si attuano le politiche che influiscono sui loro mezzi di sussistenza. Siamo le persone che creano concretamente la musica canadese. Senza di noi, non ci sarebbe musica che leggi sul copyright possano proteggere.
    I nostri background ed interessi musicali sono disparati. Rappresentiamo un ampio assortimento di generi musicali. Creiamo di tutto, da canzoni popolari da classifica a dischi acclamati dalla critica, a pezzi folk rurali. Facciamo rock, pop, blues, jazz, R&B, hip hop, folk, country e perfino musica classica. Ricopriamo vari ruoli nel processo di produzione musicale. Non siamo solo cantanti e autori, benché la maggior parte di noi tendenzialmente scriva e suoni la propria musica. Alcuni di noi sono anche produttori discografici e promotori musicali, per noi stessi e per altri artisti.
    Abbiamo vinto dozzine di Juno e di Grammy e abbiamo venduto decine di milioni di album in tutto il mondo. La maggior parte di noi, non tutti, è associata con etichette discografiche, società d'incasso e associazioni industriali “major”. Ci siamo accorti che le nostre voci vengono soffocate all'interno di questi gruppi, se non proprio da questi gruppi. Essi non rappresentano autenticamente i nostri interessi.

    “Non nel nostro interesse”
    Finora, è stato un gruppo di etichette discografiche multinazionali a parlare dei benefici che gli artisti canadesi trarrebbero dal copyright. Ma parliamo chiaro: le etichette major badano ai loro azionisti, non agli artisti canadesi. I lobbysti dell'industria discografica, nonostante dichiarino di rappresentare gli artisti, raramente parlano per il nostro interesse. Le proposte di legge, in particolare quelle che faciliterebbero azioni legali contro i nostri fan o accrescerebbero il controllo delle etichette sulla fruizione della musica, sono fatte non per il nostro interesse, ma a vantaggio degli azionisti delle aziende estere legate alle etichette stesse.
    Le compagnie discografiche e le case editrici musicali non sono nostre nemiche. Spesso sono gestite da persone che amano la musica e cercano di promuovere la cultura canadese con passione. Tuttavia, i rappresentanti dell'industria di produzione fonografica e di diffusione musicale sono essenzialmente in conflitto di interesse. Questo conflitto ha generato problemi fondamentali nel modo in cui gli artisti canadesi sono stati rappresentati nel processo di riforma del copyright.
    I lobbysti dell'industria sostengono di rappresentare i nostri interessi. In realtà, questi rappresentanti spesso hanno degli obblighi verso i dirigenti e gli azionisti di maggioranza di un piccolo numero di compagnie multinazionali la cui sede centrale non è in Canada. In uno dei modi solitamente utilizzati per tentare di massimizzare i profitti, le etichette discografiche cercano di acquisire, non di proteggere, il copyright degli artisti.
    Molte delle campagne effettuate a vantaggio delle etichette discografiche major non riguardano la protezione degli artisti o la promozione della cultura canadese, ma sono tese a sostenere modelli di mercato che stanno rapidamente diventando obsoleti e insostenibili nell'industria discografica. Ci si mobilita per conservare le strutture di potere e per rafforzare il ruolo delle etichette come portinaie dell'industria. Gli sforzi lobbystici sono tesi ad ottenere leggi che limitino la possibilità degli artisti di avere il controllo sulla loro musica, raggiungere i fan in modo più diretto e guadagnarsi da vivere grazie alla musica senza sacrificare la propria autonomia.
    Gli artisti canadesi sono profondamente interessati non solo alla loro autonomia e sicurezza finanziaria, ma anche alla creazione, la conservazione e la diffusione dell'ineguagliabile patrimonio culturale del Canada. Le leggi che contribuiscono a cedere il controllo sull'industria musicale canadese a etichette straniere non vengono incontro a queste preoccupazioni. È responsabilità del governo proteggere gli artisti canadesi dallo sfruttamento. Questo richiede un forte impegno nel realizzare programmi che supportino il talento musicale canadese e un nuovo approccio al processo e alla sostanza della riforma della legge sul copyright.

    Princìpi-guida

    Noi, come creatori di musica canadesi, abbiamo identificato tre semplici princìpi che dovrebbero guidare la riforma del copyright e la politica culturale:

    * 1. Far causa ai nostri fan è dannoso e ipocrita,
    * 2. I catenacci digitali sono rischiosi e controproducenti,
    * 3. La politica culturale dovrebbe supportare gli artisti canadesi presenti.


    Far causa ai nostri fan è dannoso e ipocrita

    Noi non vogliamo far causa ai nostri fan. Siamo contrari a ogni tipo di riforma del copyright che agevolerebbe in questo senso le compagnie discografiche. Le etichette stanno intentando causa ai nostri fan contro la nostra volontà, e le leggi che consentono queste azioni legali non possono essere giustificate a nome nostro.
    Crediamo che l'attuale atmosfera di litigiosità all'interno dell'industria musicale sia dannosa. Le cause ci alienano ingiustamente la simpatia dei fan. Gli artisti non possono dire prima «Ci vediamo al processo» e poi «Ci vediamo in autunno al concerto alla Massey Hall». Pochi altri Paesi hanno creato un clima legale nel quale processare i fan è la norma. Le cause contro gli appassionati di musica non avvantaggiano nessuno. Se c'è una minaccia agli artisti canadesi, questa non è il downloading o la condivisione di musica peer to peer, ma le cause intentate dall'industria discografica contro i nostri fan.
    I fan che condividono musica non sono ladri né pirati. La condivisione di musica è praticata da decenni. È ipocrita che le etichette facciano causa ai fan per qualcosa che tutti all'interno dell'industria musicale hanno fatto. Le nuove tecnologie possono aver cambiato il modo in cui i fan condividono musica, ma non possono aver cambiato il fatto che la condivisione è benefica per la carriera degli artisti.
    Riguardo alle specifiche riforme del copyright, questo principio suggerisce che il governo dovrebbe abrogare le vigenti clausole del Copyright Act che consentono alle etichette di punire i fan con risarcimenti che vanno dai cinquecento ai ventimila dollari a canzone. Risarcimenti obbligatori di questa portata sono ingiustamente duri, laddove gli appassionati di musica condividono canzoni a scopi non-commerciali. La minaccia di un obbligo legale così smisurato non scoraggia il file sharing, ma costringe ingiustamente persone vulnerabili a cedere alle prepotenti strategie delle etichette senza che le loro motivazioni vengano prese in considerazione. Per processare chi pratica la condivisione di musica a scopi non commerciali, le compagnie discografiche dovrebbero almeno esser tenute a provare i danni o i mancati profitti subiti, come di solito è richiesto dalla legge.

    I catenacci digitali sono rischiosi e controproducenti
    Gli artisti non supportano l'uso dei catenacci digitali per accrescere il controllo delle etichette sulla distribuzione, l'uso e la fruizione di musica, tanto meno supportano leggi che proibirebbero l'aggiramento di simili misure tecnologiche. I catenacci digitali, e le leggi che li proteggono, sono rischiosi e controproducenti.
    La maggior parte delle etichette candesi non utilizza catenacci digitali nella distribuzione della musica dei propri artisti. Tuttavia, alcune case discografiche, in particolare le major straniere, desiderano aumentare il loro controllo sugli artisti canadesi e i consumatori di musica. Agli artisti è data poca o nessuna possibilità di scelta riguardo all'uso di catenacci digitali da parte delle loro etichette. Se venisse loro data l'occasione di poter scegliere, i più preferirebbero concedere ai consumatori la flessibilità nel determinare come e quando questi possono fruire della musica che comprano.
    Le strategie delle major sono come un boomerang e danneggiano gli artisti. L'uso dei catenacci digitali sta facendo scemare la fiducia dei consumatori nei prodotti di svago e sta generando risentimento contro l'industria musicale nel complesso. Le etichette che utilizzano queste strategie avvertono la reazione negativa, ma quelli che ne pagano le conseguenze sono gli artisti. Il recente caso dei sistemi DRM della Sony BMG illustra i rischi intrinseci al tentativo di controllare i consumatori attraverso la tecnologia.
    Le limitazioni tecnologiche alla musica sono anche controproducenti, perché indispongono gli appassionati. Privare i consumatori della possibilità di scegliere genererà un processo per cui sarà minore il numero di ammiratori che comprerà la nostra musica. Gli artisti vogliono garantire che i fan abbiano un accesso semplice e conveniente a un ampio assortimento di musica canadese, in termini che siano equi e ragionevoli. Questo significa che quando gli appassionati comprano musica, dovrebbero riuscire ad usarla come e quando vogliono. Non è giusto che ai fan che comprano canzoni – si tratti di canzoni scaricate o di canzoni su un CD – possa essere impedito di riprodurle su certi apparecchi. Tuttavia, anziché dare agli artisti e ai consumatori opzioni flessibili, le compagnie discografiche pretendono un maggior controllo sull'uso e la fruizione della musica.
    Perciò, il governo non dovrebbe sottoscrivere ciecamente convenzioni progettate per dare il controllo alle major e privare gli artisti e i consumatori della possibilità di scegliere. Le leggi dovrebbero proteggere gli artisti e i consumatori, non le tecnologie restrittive. Se mai decretate, le leggi che proibiscono l'aggiramento delle misure tecnologiche dovrebbero rimanere limitate. Ogni nuova legislazione non dovrebbe proibire tecnologie o dispositivi che possano accrescere la flessibilità e facilitare la scelta per gli artisti e i consumatori di musica. La legge dovrebbe anche garantire che gli artisti e gli appassionati conservino la possibilità di accedere alla musica e di usarla in maniera equa.
    Riguardo al tema dell'uso equo della musica, la legge sul copyright dovrebbe essere cambiata per chiarire che trasferire canzoni da un formato all'altro non è una violazione del copyright. È iniquo richiedere ai consumatori di pagare due volte per poter trasferire le canzoni comprate su un iPod o su qualche altro apparecchio imponendo un sovrapprezzo. Al contrario, eliminare i rigidi cavilli degli articoli che attualmente regolamentano il commercio equo e passare a un concetto più flessibile di equo uso può portare a una soluzione del problema.

    La politica culturale dovrebbe supportare gli artisti canadesi presenti
    Una parte estremamente consistente della nuova musica canadese non è promossa dalle major, che si concentrano perlopiù su artisti stranieri. Il governo dovrebbe perciò usare altri strumenti di politica generale per supportare quelli che sono gli artisti canadesi e una relativa scena musicale e culturale prolifica. Il governo dovrebbe proteggere gli artisti canadesi da chi ci vuole sfruttare.
    Il Canada Music Fund e il FACTOR sono esempi dei tipi di iniziative benefiche per gli artisti canadesi. Il governo dovrebbe assumersi la responsabilità positiva e a lungo termine di sviluppare e far crescere questi meccanismi di supporto. Dovrebbe incoraggiare la crescita e lo sviluppo del talento canadese, investendo in formazione ed educazione musicali a tutti i livelli. Il governo dovrebbe prendere in considerazione la creazione di limitati rifugi fiscali per le royalties guadagnate, grazie al copyright, dai singoli artisti, cosa che sarebbe di diretto beneficio per coloro che più hanno bisogno di supporto. I singoli artisti dovrebbero essere protetti dagli squilibri di potere contrattuale, e le società di riscossione dovrebbero avere una maggiore responsabilità ed essere più trasparenti.
    Fin quando gli artisti canadesi presenti non verranno supportati, il controllo concentrato sull'accesso al pubblico e ai mercati musicali impedirà loro di aprirsi un varco nelle scene musicali canadese e internazionale. Questo, a sua volta, limiterà lo sviluppo di un gruppo assortito e rappresentativo di talenti musicali canadesi e metterà in pericolo l'esistenza di un'identità musicale canadese distinta.

    http://www.p2pforum.it/forum/showthread.php?t=97344

    Versione originale in inglese.http://p2pnet.net/story/8648

    :cool:
    Non consiste forse nel rompere il tuo pane con chi ha fame, nel portare a casa tua i poveri senza tetto, nel vestire chi è nudo, senza trascurare quelli della tua stessa carne?
  2. Quanti Teddy bisogna inventare per tutta la vita ?  
        Mi trovi su: Homepage #4720728
    non leggo post troppo corti :yy: :asd:
    Non consiste forse nel rompere il tuo pane con chi ha fame, nel portare a casa tua i poveri senza tetto, nel vestire chi è nudo, senza trascurare quelli della tua stessa carne?
  3. Scudetto-Mod  
        Mi trovi su: Homepage #4720730
    Originally posted by LaBiRiNtO
    Condividere file protetti da copyright, farli scaricare o scaricarli equivale a rubare il costo del prodotto che invece andrebbe comprato in maniera legale, c'è poco da discutere.


    nn sono d'accordo...troppo assolutistico come discorso.

    quando io acquisto un prodotto musicale lo prendo per svariati motivi e nn solo per ascoltare la singola canzone, perchè mi piace conservare il prodotto come ricordo nn per semplice uso e consumo.gli mp3 sono degli usa e getta della musica.

    cmq qualsiasi cosa coperta da copyright, poi ci sono i strumenti per diffonderne semplicemente il contenuto per conoscenza. come si fanno le fotocopie dei libri, si registra su videocassetta,su cassetta, su hd ecc ecc, allora o sono tanti anni che si faceva illegalità oppure qualcosa nn quadra.

    ovvio che essendoci la legge ora si deve rispettarla, ma ciò nn significa che sia giusta che abbia senso o che solo accontenti le case discografiche a scapito della semplice utenza
    Superlega Serie A :cool:
    Campione Champions Superleague Apertura 2013/14 :cool:
    Campione Supercoppa Superleague Apertura 2013/14 :cool:

    di solito gli uomini quando sono tristi non fanno niente: si limitano a versare lacrime sulla propria situazione.Ma quando si arrabbiano, allora si danno da fare per cambiare le cose
  4.     Mi trovi su: Homepage #4720731
    Originally posted by LaBiRiNtO
    Condividere file protetti da copyright, farli scaricare o scaricarli equivale a rubare il costo del prodotto che invece andrebbe comprato in maniera legale, c'è poco da discutere.


    :rolleyes:
    [font=impact]- Spikey Hair Campione Lega Champion Pigs 2004-05 - 2006-07[/font]
    [font=impact]- Real Trieste Campione Lega TW Superliga 2004-05 - Campione Coppa del Nonno 2005-06[
  5.     Mi trovi su: Homepage #4720732
    Originally posted by marcomix
    nn sono d'accordo...troppo assolutistico come discorso.

    quando io acquisto un prodotto musicale lo prendo per svariati motivi e nn solo per ascoltare la singola canzone, perchè mi piace conservare il prodotto come ricordo nn per semplice uso e consumo.gli mp3 sono degli usa e getta della musica.

    cmq qualsiasi cosa coperta da copyright, poi ci sono i strumenti per diffonderne semplicemente il contenuto per conoscenza. come si fanno le fotocopie dei libri, si registra su videocassetta,su cassetta, su hd ecc ecc, allora o sono tanti anni che si faceva illegalità oppure qualcosa nn quadra.

    ovvio che essendoci la legge ora si deve rispettarla, ma ciò nn significa che sia giusta che abbia senso o che solo accontenti le case discografiche a scapito della semplice utenza
    La parola chiave che utilizzi all'inizio del discorso è "acquisto".
    Fotocopiare 1000 copie di un libro e distribuirlo in giro non è che sia tanto legale, lo stesso vale per fare 1000 copie di un film su cassetta e fare la stessa cosa, non c'è da discuterne, è illegale :)
  6. Scudetto-Mod  
        Mi trovi su: Homepage #4720733
    Originally posted by LaBiRiNtO
    La parola chiave che utilizzi all'inizio del discorso è "acquisto".
    Fotocopiare 1000 copie di un libro e distribuirlo in giro non è che sia tanto legale, lo stesso vale per fare 1000 copie di un film su cassetta e fare la stessa cosa, non c'è da discuterne, è illegale :)


    io posso e potevo fare quante copie volevo di un film in videocassetta..e potevo darle a chiunque...ovviamente senza venderle...e nn c'era il minimo problema.

    internet ne facilita solo la diffusione, ma la pratica esisteva da tempo, allora diciamo le cose come stanno:

    fino a quando le copie di qualsiasi cosa erano limitate al gruppo di amici o studenti, andava bene, e va tutt'ora bene( difficile trovare uno studente universitario che studia su un libro acquistato, se il prof nn li obbliga a portarlo all'esame).

    appena la diffusione si è estesa e resa + facile..le case si lamentano, perchè nn riescono + a vendere hit estate 2007 e baggianate del genere o album indecenti perchè l'utente prima ascolta e poi compra.

    il problema è che loro lo collegano alla diffusione su internet,ma nn significa che tutto ciò che scarico da internet lo comprerei. certe volte capita di prendere una cosa per ridere, ma mai mi sognerei di acquistarla...quindi come dici tu è questa la parola d'ordine.
    se dicono che è perchè la gente nn compra + la colpa nn è di internet, ma dell'indecenza del prodotto che nn induce la persona all'acquisto. anzi certe volte internet ha aiutato gruppi sconosciuti in determinati paesi a farsi conoscere, allora fatemi capire sta cosa:

    se il gruppo è sconosciuto e viene scaricato si parla di successo, se poi diventa famoso e viene scaricato si parla di pirateria?? va bene quando "serve" il mezzo, nn va bene quando si "utilizza" il mezzo??

    se credono che DJ francesco vende + dischi senza internet perchè magari la sua filastrocca è stata scaricata da qualcuno magari per farsi 2 risate...allora è alla fonte che c'è il problema.

    chi fermerà la musica??....se lo sapeva che sarebbe stato il figlio nn la cantava sta canzone:asd:
    Superlega Serie A :cool:
    Campione Champions Superleague Apertura 2013/14 :cool:
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    di solito gli uomini quando sono tristi non fanno niente: si limitano a versare lacrime sulla propria situazione.Ma quando si arrabbiano, allora si danno da fare per cambiare le cose
  7.     Mi trovi su: Homepage Homepage #4720734
    Originally posted by marcomix
    io posso e potevo fare quante copie volevo di un film in videocassetta..e potevo darle a chiunque...ovviamente senza venderle...e nn c'era il minimo problema.

    internet ne facilita solo la diffusione, ma la pratica esisteva da tempo, allora diciamo le cose come stanno:

    fino a quando le copie di qualsiasi cosa erano limitate al gruppo di amici o studenti, andava bene, e va tutt'ora bene( difficile trovare uno studente universitario che studia su un libro acquistato, se il prof nn li obbliga a portarlo all'esame).

    appena la diffusione si è estesa e resa + facile..le case si lamentano, perchè nn riescono + a vendere hit estate 2007 e baggianate del genere o album indecenti perchè l'utente prima ascolta e poi compra.

    il problema è che loro lo collegano alla diffusione su internet,ma nn significa che tutto ciò che scarico da internet lo comprerei. certe volte capita di prendere una cosa per ridere, ma mai mi sognerei di acquistarla...quindi come dici tu è questa la parola d'ordine.
    se dicono che è perchè la gente nn compra + la colpa nn è di internet, ma dell'indecenza del prodotto che nn induce la persona all'acquisto. anzi certe volte internet ha aiutato gruppi sconosciuti in determinati paesi a farsi conoscere, allora fatemi capire sta cosa:

    se il gruppo è sconosciuto e viene scaricato si parla di successo, se poi diventa famoso e viene scaricato si parla di pirateria?? va bene quando "serve" il mezzo, nn va bene quando si "utilizza" il mezzo??

    se credono che DJ francesco vende + dischi senza internet perchè magari la sua filastrocca è stata scaricata da qualcuno magari per farsi 2 risate...allora è alla fonte che c'è il problema.

    chi fermerà la musica??....se lo sapeva che sarebbe stato il figlio nn la cantava sta canzone:asd:
    :asd: :asd:
  8. Quanti Teddy bisogna inventare per tutta la vita ?  
        Mi trovi su: Homepage #4720735
    Originally posted by marcomix


    chi fermerà la musica?


    L'aria diventa elettrica.L'uomo non si addomestica.:cool:
    Non consiste forse nel rompere il tuo pane con chi ha fame, nel portare a casa tua i poveri senza tetto, nel vestire chi è nudo, senza trascurare quelli della tua stessa carne?
  9.     Mi trovi su: Homepage #4720736
    Originally posted by marcomix
    io posso e potevo fare quante copie volevo di un film in videocassetta..e potevo darle a chiunque...ovviamente senza venderle...e nn c'era il minimo problema.

    E questo perchè ? perchè sennò diventa un operazione a scopo di lucro ? nel tuo caso avviene lo stesso, ogni copia che faresti di un cd o una cassetta coperta da copyright e che regaleresti ad un amico (poi spiegami cosa ti darebbe il diritto di farlo, semplicemente non puoi) comporta un danno economico e una violazione dei diritti d'autore.
  10. Scudetto-Mod  
        Mi trovi su: Homepage #4720738
    Originally posted by LaBiRiNtO
    E questo perchè ? perchè sennò diventa un operazione a scopo di lucro ? nel tuo caso avviene lo stesso, ogni copia che faresti di un cd o una cassetta coperta da copyright e che regaleresti ad un amico (poi spiegami cosa ti darebbe il diritto di farlo, semplicemente non puoi) comporta un danno economico e una violazione dei diritti d'autore.


    aspetta tu parli secondo le leggi vigenti e fin qui siamo d'accordo.

    io sto esprimendo una opinione riguardo alle leggi vigenti:

    esempio: c'è la pena di morte, in america la rispettano e la temono, ma ciò nn significa che una persona non si può fare l'idea che sia ingiusta no??

    tornando all'argomento, io reputo questa legge ingiusta per svariati motivi:

    1) paghiamo una caterva di tasse per usufruire di prodotti, delle stesse case che magari producono gli album, quali recorder, masterizzatori ecc ecc.

    2) il presupposto che se si scarica una canzone equivale all'acquisto di un album: un album, a parte quelli ridicoli, nn è solo la lista delle 12 canzoni, è un cimelio un ricordo di una passione musicale, credo che ognuno di noi tiene conservata la sua collezione del gruppo preferito.

    3) attribuire il calo di vendite alla diffusione dei file su internet è un errore: da internet un utente scarica sia l'album di un gruppo che gli interessa, sia un ritornello per prendere in giro, sia una canzone sconosciuta per curiosità. nel caso di qualcosa che gli interessa se vuole conservarselo per bene, se lo va a comprare, magari aspetta che calino un pò i prezzi( che è colpa della discografia) ma se lo compra. il ritornello divertente se nn lo può scaricare dubito fortemente che uno se lo va a comprare, mentre per la canzone sconosciuta l'assenza di internet sarebbe un grave danno a livello di esposizione e la possibilità di raggiungere il maggior numero di utenze.

    te ne ho detti 3 ma potrei stare giornate a parlarne, la mia è una opinione e difficilmente mi ricrederò, che poi c'è la legge e va rispettata è un conto, ma che la legge sia ridicola è un altro conto:cool:
    Superlega Serie A :cool:
    Campione Champions Superleague Apertura 2013/14 :cool:
    Campione Supercoppa Superleague Apertura 2013/14 :cool:

    di solito gli uomini quando sono tristi non fanno niente: si limitano a versare lacrime sulla propria situazione.Ma quando si arrabbiano, allora si danno da fare per cambiare le cose

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