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    Il cileno ha trovato finalmente spazio e si candida ad essere la "nuova" mezzapunta che manca all'Inter, dopo l'infortunio di Figo. Il gol al Fenerbahce in Champions e una grande prova nel derby potrebbero dare la svolta alla sua stagione

    MILANO, 24 dicembre 2007 - “Grazie a tutti i tifosi, sono stati fantastici.” Luis Jimenez esce tra gli applausi nel derby che l’ha consacrato. L’infortunio di Figo e un gran gol col Fenerbahce in Champions sono le possibili chiavi di una svolta che ha “girato” la stagione della mezzapunta di Santiago e che hanno permesso al giocatore ex Ternana di esprimere sul campo tutto il talento che da sempre gli viene accreditato. Eppure se Jimenez è questo ed è ancora qui a dimostrarlo, molto lo deve anche a Marcelo Bielsa, allenatore argentino oggi c.t. del Cile.

    GRAZIE BIELSA - Bielsa, tecnico e studioso di calcio molto apprezzato per il suo "futbol", che gli ha fruttato diversi titoli in patria e solo un torneo Olimpico con la nazionale argentina, simbolo di un calcio propositivo, ha accettato di guidare il Cile all’inizio di agosto di quest’anno e ha sempre tenuto un posto nel gruppo anche per Jimenez. Nonostante il “Mago” come l’han sempre chiamato, non riuscisse a guadagnarsi un posto tra i convocati dell’Inter oppure offrisse micro-spezzoni, e mai convincenti appieno. Per di più, Jimenez aveva avuto un brutto rapporto con l’ex c.t., Nelson Acosta,e in un match contro la Giamaica in preparazione per la Copa America aveva rifiutato di entrare in campo all’85’ per sostituire un compagno: vicenda che lo aveva esposto a una condanna pressoché unanime.

    TECNICAMENTE PARLANDO - Più efficace quando svaria dietro gli attaccanti e punta la porta, Jimenez ha il fiato necessario per giocare da centrocampista esterno e spesso anche le attitudini mentali per esercitare tale ruolo: con Beretta, alla Ternana, sua prima esperienza in Italia, partiva dalla fascia mentre Bolchi lo rimette in mezzo, dove anche il Mago ama più stare. Con Bielsa può spendersi in diverse posizioni e variare anche durante il match grazie al suo intuito e a una capacità di giocare con precisione anche in situazione di precario equilibrio del corpo grazie alla sua grande forza fisica. Roberto Mancini, un altro che al talento del cileno ha sempre creduto (appuntarsi l’episodio della gara d’andata di Champions in Turchia: “Figo deve lasciare battere il corner a Jimenez”, disse in quello che è un vero e grande attestato di stima) ha fatto di tutto per averlo in campo nel derby, e i risultati sono stati evidenti: forse che la ricerca sul mercato di una mezzapunta, all’Inter, è già terminata?

  La favola di Jimenez

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