1. In questo momento stai...  
        Mi trovi su: Homepage #4729422
    Cecilia Carreri, magistrato a Vicenza, in permesso per sei mesi
    a causa di un forte mal di schiena, partecipava a gare estreme in barca a vela
    Malata per il tribunale, era in regata
    giudice punita col trasferimento
    Il Csm le ha tolto un anno di anzianità e l'ha spostata d'ufficio
    Ha detto che lo sport le era stato prescritto come cura


    "Mare verticale"
    ROMA - In ufficio non poteva andare per un mal di schiena talmente forte da impedirle di stare addirittura seduta. In barca vela, però, riusciva a muoversi con disinvoltura tanto da partecipare a una difficile regata in preparazione di una transaoceanica. Cecilia Carreri, giudice per indagini preliminari in servizio a Vicenza, è stata "condannata" dalla sezione disciplinare del Csm a una sanzione tutto sommato lieve: la perdita di un anno di anzianità e il trasferimento ad altro ufficio.

    La vicenda risale al 2005 ed è arrivata al Consiglio superiore della magistratura grazie a un rapporto del presidente della Corte d'appello competente che raccontava come la collega si fosse "assentata dall'ufficio a più riprese e per periodi molto lunghi per motivi di salute" ma che tutto ciò non le aveva impedito di "svolgere 'attivita' fisica altamente impegnativa". Quindi il Pg della Cassazione Mario Delli Priscoli aveva promosso il procedimento contestando alla donna di aver "gravemente mancato ai propri doveri".

    Nel 2005, la skipper con la toga aveva goduto prima di 45 giorni, poi di sei mesi di aspettativa per ragioni di salute, dal 26 febbraio al 26 agosto. Ma tra luglio e agosto di quell'anno aveva partecipato, a bordo di "Mare verticale" alla Rolex Fastnet race, una gara tra le imbarcazioni di altura che si disputa al largo delle coste della Gran Bretagna e che è preparatoria della transoceanica Transat Jacques Vabre. Una circostanza impossibile da negare, visto che della presenza del giudice-skipper dava conto il diario di bordo scaricato da un sito Internet, con tanto di foto e di un suo pensiero. Ma non era bastato. Dal 30 agosto al 28 ottobre il magistrato con la passione della vela aveva preso un ulteriore periodo di aspettativa per malattia, al termine del quale aveva partecipato in congedo ordinario alla transoceanica. La sua presenza a quest'ultima regata aveva avuto una "vasta eco" sulla stampa nazionale e locale e persino sul quotidiano francese "Liberation". Delle sue avventure estreme, in mare, in montagna, anche in solitaria, esiste in rete abbondante documentazione. Cecilia Carreri ha anche un bel sito nelle quali le racconta e ne ha scritto almeno un libro intitolato, appunto, "Mare verticale".

    Lei, però, raggiunta telefonicamente dall' Ansa, dice: "Non sono io. Non mi riconosco in quella notizia. Ma se se vuole parliamo di vela e di alpinismo. La regata transoceanica che ho fatto l' ho compiuta in un periodo di ferie accordato dal presidente del Tribunale. Il ritorno mediatico che c'è stato è stato solo un fatto positivo che ha dato onore e prestigio alla magistratura".

    Tutto ciò, però, aveva provocato "disagio" e "commenti critici" tra i colleghi e gli avvocati del suo distretto, quantomeno sorpresi dal fatto che il giudice-skipper avesse potuto partecipare a una "prova così fisicamente impegnativa" dopo 9 mesi di congedo per malattia.

    Invano davanti al Csm, la Carreri si è difesa spiegando che attività sportive di una certa difficoltà e di livello elevato le erano state "caldamente prescritte" per la sua patologia e che in ogni caso le sue assenze non avevano determinato alcun disservizio. "Le fatiche sportive, sicuramente, non sono state oggetto di prescrizioni mediche" l'ha contraddetta il Csm, citando i suoi stessi certificati medici. Nessun dubbio, dunque, sulla sua colpevolezza: "Nel partecipare alle regate veliche nei periodi di aspettativa concessi per motivi di salute ha violato i doveri di correttezza". Ma non solo: la grande eco data alla sua partecipazione alla regata "ha determinato indubbiamente un grave danno alla immagine del magistrato e alla credibilità dell'istituzione giudiziaria".
    quando ho pensato di iniziare a capire le donne ho capito che non avevo capito un caxxo
    :azz:
  2.     Mi trovi su: Homepage #4729424
    Qualcuno ricorda le maxi consulenze pagate dalla Moratti a 91 presunti professionisti (molti neanche laureati), quasi tutti ex candidati del centrodestra che non hanno superato le elezioni? Ebbene, pare proprio che l’inciucio non sia piaciuto alla Corte dei conti della Lombardia che sta per chiudere la «vertenza» sulle maxi consulenze.

    La procura si appresta a contestare formalmente al sindaco un danno alla casse del Comune pari ai due milioni e mezzo di euro: gli stipendi percepiti dai consulenti fino ad oggi.

    Ovviamente tutti gli assunti con maxi stipendi sono soprattutto ex candidati di centro-destra “non-eletti” (anche di altre regioni). Oltre alla vertenza che pende come una ghigliottina sulla testa della Moratti, è stata aperta anche una bella inchiesta penale per abuso d'ufficio.

    La signora Moratti rischierebbe di dover sborsare di tasca propria il danno subito alle casse comunali. L'esposto riguarda 63 assunzioni esterne, 54 delle quali nel ruolo dirigenziale per pagare le quali, secondo i calcoli dei consiglieri di minoranza, il Comune dovrà affrontare fino al maggio 2011 — quando le consulenze scadranno insieme con la giunta — una spesa di 9 milioni e 20 mila euro, di cui 8 milioni e 56 mila per i soli dirigenti con una media di stipendio dai 140 ai 190 mila euro.

    Ma veniamo alle presunte irregolarità.

    La maggior parte degli assunti non è laureata. Uno scoglio che SEMBRAVA insormontabile, ma che è stato abilmente bipassato da una modifica introdotta tre giorni prima del varo delle consulenze.

    Un “ritocchino” del regolamento comunale che autorizza, anche in mancanza del titolo universitario, il conferimento di incarichi dirigenziali e di alta specializzazione con contratto a tempo determinato a «soggetti esterni di particolare e comprovata qualificazione professionale che possano sopperire alla mancata formazione universitaria».

    Un cambiamento che secondo gli investigatori contabili sarebbe illegittimo, dato che discosterebbe il regolamento comunale dalle leggi nazionali.

    Il caso emblematico: la qualifica di vice capo servizio di un fotografo assunto a poco meno di 80 mila euro lordi l'anno. Non male per uno che come unica esperienza vanta di essere stato «fotografo personale di Letizia Moratti» dal dicembre 2005 al giugno 2006 durante la «campagna politica», come scritto nel curriculum allegato alla delibera d'incarico.

    Ovviamente LEtizia Moratti ha ottenuto la solidarietà dei suoi colleghi di cordata, Berlusconi in primis, il qulae ha parlato di solita strategia delle Toghe Rosse.

    -----------------------------------------------------
    qua si parla dello stesso caso
    http://www.ilsole24ore.com/art/SoleOnLine4/Italia/2007/11/milano-moratti-indagata.shtml?uuid=e81c7e1c-9e84-11dc-a475-00000e251029&DocRulesView=Libero

    __________________________________
    __________________________________


    niente di definitivo, ovvio ... solo un documento da mostrare a chi continua a parlare di nord/sud
    __________________________________
    __________________________________

    e ricordo di altra roba anche peggiore riguardante tanti soldi fatti arrivare ad amici, direttamente o indirettamente

    appena trovo notizie più precise ..

  C hanno la caccia come un k...

Commenta

Per scrivere su Videogame.it devi essere registrato!

         

Online

Ci sono 0 ospiti e 0 utenti online su questa pagina