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    Svelata al Lingotto la nuova moto di Rossi. E' simile all'ultima versione del 2007. Il cambiamento nel motore e nelle gomme.

    di Guido Meda

    Eccola nelle fotografie che vedete qui pubblicate, la nuova Yamaha M1. Il giorno è arrivato. La moto della riscossa è davvero molto simile a quella che ha finito di correre nel 2007. Almeno esternamente. Non sbagliavamo affatto ipotizzando che la silouhuette vincente fatta di ciclistica, carena e telaio, non sarebbe poi tanto cambiata. Che la rivoluzione, se ci sarà, non si sarebbe vista ad occhio nudo. Baffi nuovi sulle carene, dettagli aerodinamici che riguardano soprattutto il codone, la Yamaha M1 va a cercare la sostanza più sotto.

    L'estetica della moto che sarà affidata di nuovo a Valentino Rossi e a Jorge Lorenzo è figlia della matita di Aldo Drudi, designer caro a Valentino, ma effettivamente anche numero uno indiscusso di tutto il settore. Anche questa edizione della M1 nasce dal confronto di Drudi con il gusto di Valentino Rossi. Per lui che con la moto ha un rapporto sentimental-carnale il fatto che sia bella è tra i requisiti essenziali per cominciare bene la stagione.

    Il motore: lo scorso anno, dal primo Gp all'ultimo, la potenza della Yamaha M1 era salita del 4% (8 cavalli su un totale di 200). Se ricordate la differenza abissale che si vedeva sul rettilineo del Qatar (ma anche in Cina), ecco, si potrebbe pensare che la Ducati ne aveva almeno cinque in più. La differenza si è ridotta nel finale di stagione, quando Ducati forse aveva smesso di spingere allo spasmo per rimanere generosa in affidabilità. Le velocità massime si erano avvicinate. Difatti era cambiata molto anche l'aerodinamica. Non garantiva affidabilità invece il motore con la distribuzione a valvole pneumatiche che , con certezza, tradì Rossi in almeno un paio di occasioni.

    Eppure, nonostante l'ingegner Furusawa in una conferenza stampa tecnica a Valencia avesse bocciato il sistema peneumatico come strada non percorribile, le due opzioni rimangono valide entrambe.

    Yamaha torna in pratica a fornire due diverse soluzioni di motore ai suoi piloti, da sperimentare nei test del prossimo mese e mezzo. Come dire che Rossi è stato accontentato e che la Yamaha ha deciso di fidarsi di nuovo ciecamente dei suoi piloti per stabilire con cosa correre. Il tutto dando per scontato che il sistema pneumatico abbia raggiunto l'affidabilità che serviva. Non possiamo entrare nei misteri dell'elettronica, ma il lavoro fatto deve essere stato di quelli importanti perché la moto dello scorso anno secondo alcuni era troppo scorbutica anche a dispetto della configurazione degli scoppi che toglieva qualcosa in rotazione massima, ma doveva garantire qualcosa in più in gestibilità.

    Al primo test bisognerà tendere l'orecchio con attenzione e ascoltare se la moto grida o ruggisce. Nel caso gridasse allora sapremo che una rivoluzione vera c'è stata anche nella parte meccanica e vedremo allora una M1 con velocità sensibilmente più alte di prima.

    Le gomme: per ora piacciono a Lorenzo le Michelin, piacciono a Rossi le Bridgestone ("Ho trovato qualcosa che immaginavo già" disse Valentino alla fine del primo test ). Le Bridgestone garantiscono più grip e più trazione. L'anteriore durissima sul genere che piace a Stoner piace anche a Rossi che come l'australiano guida una moto molto carica sull'anteriore.

    Il resto sono nevrosi da cronometro e questioni di serenità da ritrovare. Il manico non manca a Rossi (nè a Lorenzo), anzi non è mai mancato.


    http://controcampo.mediaset.it/fotogallery/fotogallery_30.shtml
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    Tutti i compiti del Dottore nella stagione della verità

    Le Bridgestone, Lorenzo e le variabili di una stagione importante per Rossi

    di Giorgio Terruzzi

    Per Valentino Rossi sta iniziando un anno decisivo. Non serve una intelligenza particolarmente sveglia per affermare una cosa del genere. Non vince da due anni, è reduce da una stagione clamorosamente farcita di guai.

    Guai tecnici in primo luogo sui quali si sono sovrapposti problemi fiscali che hanno determinano a loro volta problemi di immagine e di comunicazione, che hanno poi scatenato problemi di relazione e di gestione del tutto. Vale aveva bisogno, comprensibilmente, di riposo. Credo l'abbia avuto, scomparendo dalla scena per un bel po', lasciandoci soltanto uno spot scanzonato.

    Un buon segno, per aprire il 2008. Ma la scaletta delle verifiche è roba da far impallidire il governo Prodi. Le Bridgestone sulla Yamaha e la Yamaha con le Bridgestone, per cominciare. Si tratta del tema chiave perchè Rossi non avrà alcun termine di comparazione su questa miscela, perchè un po' tutti aspettano al varco le risultanze di questa scelta. Che rappresenta comunque un rischio ma anche una possibile strada felice.

    In compenso, Valentino avrà un compagno di squadra, Lorenzo, debuttante, cazzuto, gommato Michelin. Anche questo diventerà a brevissima un polo di attenzione, con le tasse, oh sì, che comporta il curriculum di Valentino. Un curriculum che, curiosamente, non produce alcuno sconto ma -al contrario- severità assolute. E' molto probabile che Rossi porterà a bilancio 2008 una risoluzione chiara e felice del suo rapporto con il fisco italiano, è molto probabile che la condizione di vantaggio che ha accompagnato la corsa di Stoner lo scorso anno venga parzialmente a mancare. Ma il resto spetta a Valentino. Che dovrà tra l'altro presentare una squadra nuova sul fronte della gestione-personaggio.

    Comunicazione, per intenderci, bonificata dopo un anno di conflitti accaniti. Un altro tassello che servirà a mettere Valentino in condizioni di serenità. E cioè ad occuparsi della sua moto, dei suoi avversari, delle sue corse. Una condizione che è saltata di brutto nel 2007. Rossi ha sempre dichiarato di cercare stimoli per il suo fare. Ne ha moltissimi. Ma ciò che più gli serve, crediamo, è uno stato di grazia a noi molto noto e caro. Qualcosa che arriva dal gioco, da quella miniera d'oro che Valentino ha salvato nei passaggi dall'infanzia all'adolescenza, dall'adolescenza all'età adulta.

    Ecco, questo sì è un compito difficile. Perchè l'impatto con l'età adulta è stato un cazzotto micidiale e sarebbe miracoloso, bellissimo e decisivo ritrovare intatto quel patrimonio là, qualcosa che solo a lui appartiene e che solo lui sa trattare con una grazia, appunto, vincente.
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    Test infuocati per la MotoGp a Sepang

    Valentino cade, esplode la Honda di Pedrosa

    Inizia nel peggiore dei modi per Valentino Rossi la trasferta in Malesia. Nella giornata inaugurale dei test di Sepang il fenomeno cade dopo appena due giri. Colpa delle gomme fredde, nessuna consguenza fisica per Rossi che ha ripreso a girare.

    "La scivolata? Ho fatto un bel volo, la moto mi ha lanciato, ma il primo giorno è egualmente positivo. Il nuovo motore con valvole pneumatiche va già bene, abbiamo fatto un test di durata e sembra più robusto del precedente. Anche l'elettronica è migliorata". Queste le prime battute di Valentino alla fine della giornata.

    Tante le cadute, protagonisti anche Jorge Lorenzo e Dani Pedrosa. La Honda del vice campione del mondo ha anche preso fuoco andando completamente distrutta, mentre Pedrosa lamenta una frattura alla mano destra che chiude in anticipo i suoi test. Il pilota spagnolo tornerà a casa per farsi curare.

    Problemi all'elettronica hanno rallentato il lavoro della Ducati. Stoner ha chiuso con il quinto tempo, Melandri è addirittura diciottesimo.

    La classifica della prima giornata:

    1. De Puniet (Honda-LCR) 2.01.377 (68 giri)
    2. Pedrosa (Honda-Repsol) 2.01.864 (47)
    3. Vermeulen (Suzuki-Rizla) 2.02.074 (57)
    4. Capirossi (Suzuki-Rizla) 2.02.416 (61)
    5. Stoner (Ducati-Marlboro) 2.02.457 (36)
    6. Rossi (Yamaha-Fiat) 2.02.490 (44)
    7. Edwards (Yamaha-Tech 3) 2.02.549 (29)
    8. Hayden (Honda-Repsol) 2.02.558 (85)
    9. Lorenzo (Yamaha-Fiat) 2.02.563 (43)
    10. Nakano (Honda-Gresini) 2.02.622 (63)
    11. Hopkins (Kawasaki) 2.02.628 (62)
    12. Dovizioso (Honda-Scot) 2.02.783 (52)
    13. Toseland (Yamaha-Tech 3) 2.03.264 (45)
    14. De Angelis (Honda-Gresini) 2.03.301 (47)
    15. West (Kawasaki) 2.03.387 (51)
    16. Jacque (Kawasaki) 2.03.863 (53)
    17. Elias (Ducati-Alice) 2.03.954 (55)
    18. Melandri (Ducati-Marlboro) 2.04.414 (52)
    19. Canepa (Ducati) 2.05.580 (48)
    20. Guintoli (Ducati-Alice) 2.06.000 (36)
    21. Serizawa (Kawasaki) 2.23.590 -
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    MotoGP: a Sepang è già lotta tra i gommisti

    Michelin ottime sul giro veloce, Bridgestone meglio per la gara

    I test di Sepang hanno offerto il primo vero aperitivo di quello che sarà il mondiale MotoGP nel 2008. Tutti i piloti hanno lavorato sodo per sviluppare le nuove moto: c'è chi si è concentrato sul giro veloce e chi sul passo di gara, con i giovani talenti che si fanno già pericolosi. E leggendo tra le righe delle classifiche si scoprono cose interessanti.

    La prima riguarda le gomme, con le Michelin da qualifica che si sono dimostrate superiori alle Bridgestone. Lo aveva pre-annunciato Rossi, lo hanno confermato i tempi. Situazione che si ribalta se parliamo delle coperture da gara, con cui Stoner (B) ha staccato un pauroso 2.00.900 seguito da Edwards (M) con 2.01.179.

    Fortunatamente per Rossi e Lorenzo, da un meeting fatto dai vertici del Team Yamaha a conclusione dei test malesi, è emerso che la M1 si comporta in modo efficace con entrambe le gomme. Che la moto 2008 vada forte e sia già competitiva lo testimoniano i tempi fatti da Edwards e Jorge. Entrambi più veloci di Valentino che però si è concentrato sul passo di gara. Il dottore vuole preparare la sua stagione fin dai minimi dettagli e in pista non si è certo risparmiato.

    Occhi puntati anche sulla Honda. La RC212V 2008 si è dimostrata già molto competitiva e se Pedrosa non si fosse rotto una mano cadendo il primo giorno, probabilmente il tempo migliore l'avrebbe fatto segnare lui. Bisogna comunque dare merito a Hayden e De Puniet di aver fatto bene i compiti. In particolare l'americano ha saputo ben sfruttare il motore a valvole pneumatiche messogli a disposizione dalla HRC. Propulsore ancora "in forse" che, se i risultati dei prossimi test saranno incoraggianti, potrebbe essere ufficializzato da Honda nei test di Jerez.

    Nonostante la spalla ancora malconcia, abbiamo rivisto uno Stoner "martello". Pochi giri per non affaticarsi troppo, in cui però l'australiano è riuscito a piazzare sempre tempi da podio. A dimostrazione che il feeling tra la Ducati e il giovane campione è più saldo che mai. Lo stesso non si può dire del nostro Melandri che si ostina a voler adattare la moto al suo stile di guida, piuttosto che chiudere la visiera e dare gas.

    Macinano chilometri anche Capirossi e Vemeulen che viaggiano in tandem per sviluppare la nuova Suzuki, mentre pare aver fatto la mossa giusta Hopkins che, passando alla Kawasaki, ha già fatto vedere belle cose. Merito anche dell'abbandono del motore "Big bang" in favore della configurazione "Screamer".

    Con queste premesse, nei test ufficiali di Jerez si prevedono scintille.

  Torino: la Yamaha svela la nuova M1

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