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    Il Ghana fa sul serio
    con Asamoah e Muntari


    Nella gara di apertura della coppa d'Africa, i padroni di casa non deludono davanti a Blatter e Platini: segna su rigore l'attaccante dell'Udinese, poi il decisivo raddoppio dell'ex friulano. Nel finale applausi per l'esordio del figlio di Abedì Pelè

    ACCRA (Ghana), 20 gennaio 2008 - Il nylon che vibra dietro la porta di Kemoko Camara dopo la saetta di Muntari scoccata da fuori area regala i primi tre punti della 26ª edizione della coppa d'Africa ai padroni di casa del Ghana e probabilmente l’emozione più forte, nello stadio e nel Paese, ai connazionali dell'ex centrocampista dell'Udinese. Emozioni che sono scorse a fiotti per tutta la giornata ad Accra, capitale dell'ex Costa d'Oro, impegnatissima ad offrire il profilo migliore del Paese. La partita d'apertura con la Guinea è finita 2-1.

    PARATA DI VIP - Agitazione visibile sulle tribune dove siedono, oltre al capo di stato John Kufuor, pure Michel Platini e Sepp Blatter insieme ai notabili della CAF, la confederazione africana, capitanata dall’immarcescibile presidente Issa Hayatou. Tribune che non si limitano a ospitare semplici spettatori ma che divengono protagoniste esse stesse sia durante la cerimonia di inaugurazione del torneo che a match in corso, tra padroni di casa e Guinea: in Africa il pubblico si lancia in balli, canti, musiche ed è tutto colore e festa. Tre pali per il Ghana nel primo tempo aumentano i battiti del cuore, spingono a credere a qualche strana maledizione o a brutti presagi, poi tutto si sistema, almeno sul tabellone della partita, però c’è da stare poco allegri.

    DOMINIO - Il centrocampo della squadra di Claude Leroy è devastante anche senza Appiah, seduto ai bordi del campo ad incitare la squadra e impossibilitato a partecipare alla Coppa per un infortunio: Kingston sulla destra è una spina nel fianco, Essien inizia piano ma è una furia e sa regalare equilibrio in mezzo al campo. Il problema è, come ampiamente preventivabile, l'attacco. Asamoah, che mette a segno su rigore la prima rete della manifestazione, non è bomber di razza, ma è un ottimo attaccante che sa svariare, Leroy gli inventa Agogo come partner: il centravanti del Nottingham Forrest è un lottatore da minors inglese, forte fisicamente, piazzato, con la bava alla bocca per tutto il match e anche se possiede pochissimo talento e vede poco il gioco è utile alla sua squadra almeno spalle alla porta: si procura il rigore e di testa si fa valere.

    MUNTARI CHE GOL - Una mano gliela dà anche il giovanissimo figlio di Abedì Pelè che entra nell’ultimo quarto d’ora e crea scompiglio nell'area guineana. Il leader della Guinea, Pascal Feindouno, un principe del gioco, dopo un inizio a marce basse trascina la sua nazionale al pareggio che arriva su incornata di Kalabane in occasione di un corner. Poi arriverà la sventola di Muntari e le lacrime di Kemoko Camara, portiere della Guinea senza squadra, protagonista di una grande partita e sicuro soprattutto sulle uscite alte. Accra è un fiume in piena e i festeggiamenti dureranno tutta la notte: non hanno vinto la coppa del Mondo, stanno solo vivendo la Coppa d'Africa, ed è sempre una gioia.
  2.     Mi trovi su: Homepage #4733891
    Costa d'Avorio, primo colpo
    Bene anche Marocco e Mali


    Nella seconda giornata della coppa d'Africa, gli Elefanti si aggiudicano il big match con la Nigeria: decide un gol dell'attaccante del Chelsea, Kalou. Nel girone B, la nazionale allenata da Henri Michel batte 5-1 la Namibia con tripletta di Alloudi. Un rigore di Kanoute piega il Benin

    ACCRA (Ghana), 21 gennaio 2008 - Nella seconda giornata di coppa d'Africa si sono disputati incontri del girone A e del girone B. Il Marocco ha sconfitto 5-1 la Namibia: tripletta di Alloudi, gol di Sektioui su rigore e di Zerka. Per la Namibia, a bersaglio Brendell. Vittoria anche per la Costa d'Avorio nel big match contro la Nigeria. Decisivo un gol di Kalou a metà del secondo tempo.

    MAROCCO – NAMIBIA 5-1
    Passeggia alla prima uscita, il Marocco. Mette sotto 5-1 la Namibia, cenerentola del girone e forse del torneo, senza sudare granché, anche perché dopo la prima verticalizzazione è già avanti uno a zero. Le marcature si susseguono, c’è il tempo anche di far gioire qualche decina di tifosi giunti in Ghana dalla Namibia per il gol del 2-1, ma la partita rimane sotto controllo anche se qualche smagliatura il 4-2-3-1costruito da Henri Michel ce l’ha. E proprio il tecnico francese la intravede, consumando le poche parole che regala ai suoi solo incitando alla ricostituzione della linea di centrocampo dopo ogni attacco. Trio delle meraviglie (Sektioui–Hadji -Alloudi) dietro Chamakh che funziona, ma a illuminarlo è il nome meno noto: Alloudi. Namibia che fa il suo, non si difende con ordine e attacca con volontà, ma la generosità porta in dono il primo gol del torneo, che sarà un’esperienza breve ma intensa per un calcio che sta tentando di costruirsi.

    Il migliore - Soufiane Alloudi, 24 anni, segna tre gol che chiudono subito la partita, prima di venire azzoppato da un paio di interventi duri e pilota molti osservatori sulle sue tracce: gioca negli Emirati agli ordini dell’ex c.t. del Camerun, Schaefer.

    La curiosità - Bella prova in mezzo al campo di Kabous, l’altro giocatore che proviene dal campionato del Golfo. Recupera palloni, regala equilibrio al centrocampo, non tira indietro al gamba quando c’è da “far legna”. Anche sotto i pozzi di petrolio ci sono calciatori all’altezza.


    COSTA D’AVORIO – NIGERIA 1-0
    La Costa d’Avorio si aggiudica meritatamente il primo scontro tra titani di questa Coppa d’Africa. Il c.t. degli Elefanti, Gili, vuole un 3-4-3 che offre la possibilità di pressare a Zokora e Yaya Touré e di spingere ai due terzini Eboué e Boka, senza lasciare la difesa condotta da Kolo Touré in parità numerica con gli avversari. Risultati egregi, almeno finché gli ivoriani tengono alto il ritmo della gara. La Nigeria è attendista oltre misura e quando aspetta raramente è pericolosa, eccezion fatta per i missili da fuori area di Taiwo, che preoccupano non poco l’incerto Copa. Martins a sinistra, Yakubu al centro e Utaka a destra, con dietro Kanu, servono a poco se sono continuamente costretti a rientrare o a giocare spalle alla porta. Mikel può far poco. L’equilibrio è poi rotto nel secondo tempo da una giocata di Salomon Kalou, più incisivo del leader carismatico del team e suo compagno nel Chelsea, Didier Drogba, ancora un po’ indietro di condizione dopo l’infortunio.

    Il migliore - Zokora si ritrova magicamente nella sua Costa d’Avorio dopo le magre londinesi di questi mesi. Gioca con personalità, pressa, propone, incita, dà suggerimenti: il Tottenham è proprio lontano.

    La curiosità - Salomon Kalou questa partita non doveva nemmeno giocarla se le autorità olandesi un paio d’anni fa gli avessero sottoscritto il passaporto olandese come voleva Marco Van Basten, c.t. degli Orange, e grande estimatore del giocatore portato al Feyenoord dal fratello Bonaventure. Non superò l’esame di lingua e "restò" ivoriano. In patria molti non lo volevano più tra gli Elefanti: il talento ha poi messo d’accordo tutti.


    MALI-BENIN 1-0
    Esordio vincente per il Mali, ma quanta fatica! Nonostante la presenza di Kanouté, la formula offensiva del Mali non funziona. Keita e Diarra in mezzo al campo non riescono a velocizzare l’azione, hanno l’appoggio sull’esterno esclusivamente del sorprendente Amadou Sidibe ( ragazzo dell’86 molto interessante, gioca ancora in Mali) e il gioco stagna al centro. Si arriva anche ai sedici metri, ma si conclude spesso da fuori area, unica soluzione credibile al momento. Urge fantasia. Il Benin si difende facendo densità dietro, non riesce ad innescare Omotoyossi in contropiede, ma fisicamente tiene botta e nei minuti finali dice la sua e rischia di pareggiare.

    Il migliore - Frederic Kanoute ha il merito di cercare il tiro da fuori non trattenuto dal portiere avversario che dà il la al rigore, nonché della trasformazione dello stesso. Non è al meglio ma cerca almeno di razionalizzare le giocate, senza grandi risultati soprattutto per la scarsa assistenza altrui.

    La curiosità - Alain Gaspoz, svizzero con sangue del Benin nelle vene, ha registrato la sua migliore stagione nel 1997 sotto Albertino Bigon al Sion. Ne è passato di tempo. Aveva già detto addio al calcio ma è stato richiamato perché la sua esperienza faceva comodo: peccato sia stato proprio lui, e pure con ingenuità non degna della sua carta d’identità (che scrive 1970), ad atterrare Dramane Traoré nell’azione del rigore. Meglio, molto meglio Damien Chrysostome che, anche se con un po’ di ruvidezza, ha tenuto a bada i mostri sacri del Mali: i tifosi e gli amici di Casale, dove gioca, nella nostra serie D, saranno contenti.
  3.     Mi trovi su: Homepage #4733892
    Quattro gol dell'Egitto
    Ma il Camerun dov'è?


    Una delle squadre più ricche di tradizione del continente africano crolla sotto i colpi degli egiziani, che vingono 4-2 trascinati dal loro Zidan ma anche agevolati dalla lentezza e dalla mancanza di idee degli avversari, a cui non basta la presenza di Eto'o

    ACCRA (Ghana), 22 gennaio 2008 - Brutto tonfo del Camerun nell’esordio in coppa d'Africa: viene asfaltato sotto 4 gol dell’Egitto. Il risultato (4-2) rispecchia l’andamento della partita, sostanzialmente già chiusa nel primo tempo con gli egiziani in vantaggio di tre gol.

    SPINTA SULLE FASCE - Linea a tre dietro, Shawky e Hosni a dirigere pressing e operazioni in mezzo, buona spinta sulle fasce in fase di accompagnamento della transizione e contropiede - quando possibile - perfetto con grande movimento delle tre punte Zidan, Zaki e Emad anche a difesa schierata: l’Egitto non sbaglia nulla e umilia un Camerun lento e prevedibile, che gioca senza idee.

    ETO'O NON BASTA - I Leoni Indomabili si limitano a lanciare lungo e ad aspettarsi qualcosa di Eto’o che pecca in personalità, ma a cui francamente non si può chiedere di partire da fermo a trenta metri dalla porta e di decidere la partita… Il Camerun fa sempre meno paura, si intestardisce ad attaccare a testa bassa individualmente. Il c.t. Pfister prova già nel primo tempo con le sostituzioni, escludendo Makoun, ma è l’organizzazione generale che manca e le responsabilità sono anche sue: non è accettabile che i "nomi" (anche giovani e interessanti: nella seconda parte ha esordito il Song "giovane", Alex, un ’87 di proprietà dell’Arsenal) che mette in campo il Camerun rendano così male. Le critiche che monteranno da stasera non lo aiuteranno certo.

    IL MIGLIORE - Mohamed Zidan sbaglia un gol nella prima azione del match, ma ha la gamba giusta e la tecnica necessaria per affondare nella difesa ballerina del Camerun. Testa matta, litigò con Tardelli rifiutando la nazionale e sperimentando la possibilità di giocare per la Danimarca, dove allora evoluiva (nel Midtjylland), prima di arrivare in Germania (ora è all’Amburgo). Nemmeno con l’attuale c.t. Shehata le pubbliche relazioni sono inizialmente andate benissimo, poi, per fortuna dell’Egitto, tutto è andato a posto.

    LA STORIA - Vedere giocare certe ottime partite a Hosni continua a far pensare alla sua gioventù (anche se ora ha solo 24 anni), quando tutti gli pronosticavano un futuro da grandissimo. Emissari europei avevano bussato alla porta dell’Ismaily subito dopo il Mondiale under 20 del 2003 negli Emirati: pare ci provarono anche club italiani, tra cui la Juve. Non se ne fece nulla e, addirittura, alla prima esperienza in Francia deluse enormemente, e tornò in Egitto senza rimpianti. Pronto per il viaggio di ritorno?
  4.     Mi trovi su: Homepage #4733895
    Zambia troppo aggressivo
    per un generoso Sudan


    Tre gol a zero sono un passivo pesante per i sudanesi, che hanno cercato di imbrigliare il ritmo altissimo degli avversari con un gioco più manovrato, ma non hanno quasi mai trovato la porta. In gol Chamango, Mulanga e Katongo

    KUMASI (Ghana), 22 gennaio 2008 - Lo Zambia si impone sul Sudan, il risultato mente un po’ però nelle proporzioni. Zambia che parte forte e arriva subito al gol con una bella combinazione Mulanga-Chamango che fa secco il poco reattivo portiere sudanese. Poi scontro tra due stili di gioco differenti con lo Zambia impegnato a tenere altissimo il ritmo, anche a costo di più di un errore di precisione, e Sudan che predilige giocare a ritmi bassi con appoggi frequenti e corti prima della verticalizzazione. I sudanesi spaventano più volte la difesa zambiana ma sono poco precisi. Secondo tempo spezzato in due dalle reti dello Zambia (in gol Mulanga e Katongo), fiducia dei sudanesi sotto i tacchi e risultato che si gonfia a dismisura e oltre i meriti dei Chipolopolo.

    IL MIGLIORE - Felix Katongo esce alla distanza, ma nel primo tempo l’azione del capitano Clive Hachilensa è determinante per abbattere muro e certezze difensive dei Falconi del Deserto. Hachilensa è una lama che fende la fascia destra sudanese, ha buona tecnica e bel tempo di inserimento . Ha giocato nel freddissimo, specie per lui, campionato finlandese dove non ha impiegato molto a divenire idolo del club di Mariehamn, nelle isole Aland.

    LA CURIOSITÀ - La musica e le danze accompagnano ogni partita della CAN, segnatamente dove sono impegnate nazionali dell’Africa Subsahariana. E’ un basso continuo che coinvolge anche gli spettatori neutrali. In questa occasione non sono mancate le fanfare: distinzione delle squadre che hanno avuto, come lo Zambia, una colonizzazione inglese (celebre è la truppa di fiati che segue la Nigeria). Le nazioni francofone lasciano invece maggiormente spazio agli strumenti a percussione. Insomma, il ritmo, anche sulle tribune, non manca mai.
  5. Quanti Teddy bisogna inventare per tutta la vita ?  
        Mi trovi su: Homepage #4733898
    Originally posted by niko72
    pez sai dove si può vedere qualche partita della coppa D'Africa,su quale emittente ?:) [/QUOTE]
    [QUOTE]Originally posted by Pezzotto
    Chiedi a Globo ;) :D


    http://www.coolstreaming.tk/
    Non consiste forse nel rompere il tuo pane con chi ha fame, nel portare a casa tua i poveri senza tetto, nel vestire chi è nudo, senza trascurare quelli della tua stessa carne?
  6.     Mi trovi su: Homepage #4733899
    Coppa d'Africa, due pari aprono il girone D

    Divertente 2-2 tra Senegal e Tunisia: il Senegal ribalta il match dopo lo 0-1 iniziale ma i magrebini riacciuffano il pari con un gran gol di Traoui. Il Sudafrica si salva (1-1) contro l'Angola lanciata dal neo giocatore del Manchester Utd, Manucho

    TAMALE (Ghana), 23 gennaio 2008 - Nella prima partita del giorne D, scoppiettante 2-2 tra Tunisia e Senegal. Pari (1-1) anche nella seconda sfida del gruppo, tra Sud Africa e Angola.

    TUNISIA-SENEGAL 2-2
    Primo tempo che premia la razionalità e l’ordine dei tunisini che vanno in vantaggio grazie a un bel diagonale di Jemaa e poi gestiscono un Senegal che fa fatica a rimettersi in carreggiata. Piano piano però, il Senegal riesce a scovare il ritmo giusto, non perde la testa (anche se certi atteggiamenti polemici di Diouf innervosiscono i compagni) e soprattutto trova con il giovane Baya Sall un gol nel recupero che cambia la direzione del match.
    La perfetta Tunisia dei primi 45 minuti mostra tutti i suoi limiti quando è costretta a fare la partita e non solo a giocare negli spazi. In più, il nuovo assetto dei Leoni della Teranga, che prevede il tridente con l’ingresso di Henri Camara che affianca Diouf e Niang, dà molto più fastidio all’ottima linea a 4 delle Aquile di Cartagine diretta da Jaidi. La maggior generosità dei senegalesi è premiata da un gol in mischia dell’ex Modena Diomansy Camara: la Tunisia, che soffre il centrocampo molto fisico e potente degli avversari, riesce a trovare il pareggio grazie a una sventola da fuori di Traoui che coglie dormiente il portiere del Lille, Silva.

    IL MIGLIORE - Recupera palloni, cerca di impostare senza forzare la giocata, mantiene la calma , trova il gol del pareggio: il ventunenne Baya Sall mostra le sue qualità. D’accordo, il fisico non si insegna (195 cm, spalle larghe e coordinazione sono un bel dono dall’Altissimo) epperò le doti di maturità che tanti gli attribuiscono e che hanno spinto il Saint Etienne a “rubarlo” ai norvegesi dell’IK Start cominciano a fare bella mostra. Da seguire.

    LA CURIOSITÀ - Ottime giocate anche quelle del terzino sinistro Wissem El Bekri, bravo a pescare Jemaa nell’azione del primo gol e continuamente pronto ad accompagnare l’azione della Tunisia. Bekri gioca nell’Esperance di Tunisi ma è nato e cresciuto in Francia da genitori maghrebini. Si è distinto nel suo paese natale per essersi imposto nel piccolo club del Chateauroux, con cui arrivò, nel 2004, pur militando nella serie B francese (Ligue 2), fino alla finale di Coppa di Francia, persa poi in finale col PSG. L’anno dopo attraversò il Mediterraneo.


    SUDAFRICA-ANGOLA 1-1
    Più che l’organizzazione, poté la voglia. Se l’inizio educato del Sudafrica, con giocate palla a terra e movimenti sincronici, aveva prodotto poco e si era sgonfiato presto sotto i colpi dei contropiedi angolani, un secondo tempo disordinato, a tratti disarmante (sembrava essere tornati a l’era pre Parreira della confusione assoluta), porta in dote al Sudafrica, grazie a un gran tiro da fuori di van Heerden, un punticino prezioso e l’entusiasmo di proseguire il progetto che il CT brasiliano sta costruendo giorno dopo giorno. L’Angola sorniona doveva approfittare maggiormente degli spazi lasciati dai Bafana Bafana, ma l’atteggiamento oltremodo contenitivo, fatto di contropiedi con pochissimi “rimorchi” attivi, quindi esclusivamente di solo soluzioni primarie o gestione del pallone senza affondare, non ha pagato come altre volte.

    IL MIGLIORE - Flavio, attaccante dell’Al Ahly è davvero un bel giocatore, una specie di Rocchi minore: bravo anche a controllare palla, bene al tiro e grande uomo assist: stupendo il controllo e l’assist per il gol angolano di Manucho. Con un fisico più importante l’Egitto non l’avrebbe nemmeno visto, anche se sotto le piramidi, grazie alla sua QI calcistico, si è tolto più di una soddisfazione.

    LA CURIOSITA’ - Primo gol della manifestazione per Manucho, appena acquistato dal Manchester United. Classe ’83, alto, longilineo, dinoccolato, ha grande forza fisica, segna (oggi grande colpo di testa in anticipo con perfetta coordinazione) e sa giocare spalle alla porta. Scommessa di Ferguson che su consiglio del lusofono suo secondo Carlos Queiroz l’ha pescato direttamente dall’Africa portoghese.
  7.     Mi trovi su: Homepage #4733900
    La Guinea risorge
    Ghana: basta poco


    Il gol di Bangoura e la doppietta di Feindouno decidono la sfida col Marocco, non bastano ai magrebini le reti di Aboucherouane e Ouaddou: finisce 3-2. I padroni di casa si impongono sulla modesta Namibia, ma soltanto per 1-0: Agogo fa la differenza

    TAMALE (Ghana), 24 gennaio 2008 - Nel gruppo A di coppa d'Africa successo come da copione del Ghana sulla Namibia, anche se solo per 1-0, e vittoria a sorpresa della Guinea sul Marocco.


    GHANA-NAMIBIA 1-0
    Non rischia praticamente nulla il Ghana nel match contro la poco competitiva Namibia , ma è poco bene augurante che la vittoria sia arrivata, nonostante la grande mole di gioco, solo per uno striminzito gol (Junior Agogo al 41’). Il Ghana è perfetto fino alla conclusione, varia le combinazioni palla a terra, con buona sincronia di movimenti, alla ricerca diretta delle punte (Agogo ancora obiettivo delle aperture di centrocampo e difesa), ha giocatori con ottime doti di inserimento e "sparo" (Essien, Muntari), sa usare le fasce anche se l’ex olandese Quincy dovrebbe essere più concreto, però fa una fatica tremenda a finalizzare, e questo non è mai un buon segno. Certo, le Black Stars potranno anche arrivare fino in fondo (e la solidità del gruppo spinge in tale direzione), ma quando gli avversari avranno nomi e potenziali differenti da quelli di stasera, lo sforzo da profondere per ottenere il massimo risultato sarà notevole.

    IL MIGLIORE - Claude Leroy ha inventato Manuel Agogo punto di sbocco della squadra: le caratteristiche, fisiche soprattutto di "Junior" (180 cm e magliette xl) erano adatte per "aprire" il gioco di una squadra che doveva avere più varietà rispetto a quella tutta (e solo) corsa dei mondiali tedeschi. Quindi, Agogo: cresciuto in Inghilterra, nello Sheffield Wednesday , ha girato parecchio sottobosco britannico prima di fare un salto negli USA, journey-man pure laggiù, con tre squadre in due anni e poi ritorno ad Albione. Diverse annate nelle periferie con tre anni al Bristol Rovers e dal 2006 al Nottingham Forest (precipitato dalle Coppe Campioni di Brian Clough – fine Settanta- all’attuale League One, la C inglese).

    LA CURIOSITA’ - È In condizioni migliori l’erba del campo Ohene Djan di Accra. Claude Leroy era imbufalito dopo il match inaugurale, avendo trovato un prato indecente: "Con tutti gli sforzi che si sono fatti in questi tempi e i soldi spesi per quest'impianto, trovare uno scempio del genere è difficile da digerire" aveva detto. "Abbiamo giocato il torneo delle “4 Nazioni” e l’erba era perfetta, l’abbiamo poi ritrovata in questo stato, con il pallone che non rotola. Speriamo che di qui alla fine vada meglio. Però è un vero peccato, soprattutto per questa gente, che ha lavorato tanto e bene in questi anni e deve essere mortificato dalla leggerezza di pochi irresponsabili".


    GUINEA-MAROCCO 3-2
    Risorge la Guinea, mette sotto per 3-2 il Marocco e guadagna molte chance di qualificazione, dato che nell’ultimo match incontrerà la non irresistibile Namibia. La partita è molto godibile fin da subito e non ha un padrone certo almeno fino a secondo tempo inoltrato, quando il vantaggio dei guineani va oltre il gol. La velocità d’esecuzione del tridente marocchino è meno efficace rispetto alla prima uscita, anche perché manca Alloudi, autore di una tripletta nel match inaugurale e uscito ammaccato per qualche durezza di troppo dei namibani, e il suo sostituto Zerka ci mette molta volontà ma poco costrutto. La forza della Guinea risiede nella guida del suo leader Pascal Feindouno, che beffa il portiere marocchino e indirizza la partita nel primo tempo, grazie a un calcio di punizione dal lato corto dell’area che la mezzapunta del Saint Etienne indirizza sul primo palo invece che verso i compagni.

    LA REAZIONE DEL MAROCCO - Modificato il tabellino, l’esplosività di Fodé Mansare largo a sinistra viene comoda per le ripartenze dei guineani e soprattutto il Marocco denuncia poca fisicità in mezzo al campo, e il muro del Syli National non va più giù. Sektioui sbaglia partita, Hadji e Chamakh non riescono a incidere: d’un tratto ci si accorge dell’assenza di un bomber vero, che Michel non trova nemmeno coi cambi. Feindouno si fa cacciare per un fallo di reazione e lascia il fortino guineano agli assedi marocchini per venticinque minuti: c’è solo il tempo per accorciare le distanze con il difensore Ouaddou, ma la vittoria rimane della Guinea.

    IL MIGLIORE - Il carisma di Feindouno è indubbio, le sue giocate decidono il match, dato che dopo il primo gol piazza il rigore del terzo gol. Peccato per l’espulsione, meritata e poco intelligente: non da lui.

    LA CURIOSITÀ - Mansare ha distrutto fisicamente la retroguardia marocchina, e finalmente dà segni di vita Bangoura, giocatore della Dinamo Kiev dal talento cristallino, ma dalla poca applicazione: scompare un po’ troppo frequentemente dalla partita, stavolta invece firma il secondo, decisivo gol della sua nazionale. Entrambi sono cresciuti da giovanissimi nel settore giovanile del piccolo Gazelec di Ajaccio, oggi sparito dalle mappe del calcio francese d’élite.
  8. Quanti Teddy bisogna inventare per tutta la vita ?  
        Mi trovi su: Homepage #4733901
    Caso sospetto di tentata corruzione in Coppa d'Africa denunciato dal presidente della Federcalcio della Namibia John Muinjo. Secondo quanto riferito alla Reuters, "un uomo, che ha detto di rappresentare alcuni scommettitori, ha offerto ai nostri giocatori 30.000 dollari a testa per perdere lunedì prossimo contro la Guinea (seconda giornata del gruppo A, ndr)". Analoga denuncia è stata espressa nei giorni scorsi dal Benin.

    http://www.tuttomercatoweb.com/index.php?action=read&id=90727
    Non consiste forse nel rompere il tuo pane con chi ha fame, nel portare a casa tua i poveri senza tetto, nel vestire chi è nudo, senza trascurare quelli della tua stessa carne?
  9.     Mi trovi su: Homepage #4733902
    Costa d'Avorio a valanga
    Solo un pari per la Nigeria


    Nella seconda giornata del gruppo B di coppa d'Africa netto 4-1 della squadra di Drogba sul Benin. Deludente 0-0 della squadra di Martins contro il Mali trascinato da un grande Sissoko: la qualificazione per le Aquile di Vogts è ora un'impresa

    ACCRA (Ghana), 25 gennaio 2008 - La seconda giornata del gruppo B si apre con la goleada della Costa d'Avorio sul Benin (4-1) e si chiude con il deludente pareggio della Nigeria contro il Mali (0-0).


    COSTA D'AVORIO-BENIN 4-1
    Nemmeno la supponenza d’inizio partita frena la Costa d’Avorio, poco concentrata e consapevole della propria superiorità. Se lo può permettere, dato che rifila quattro gol (Drogba, Yaya Touré, Keita e Aruna Dindane) a un volenteroso Benin che poco può (qualche ripartenza e un gol al novantesimo dell’ottimo attaccante Omotoyossi). Gerard Gili, c.t. degli Elefanti, per una partita contro una squadra che mira essenzialmente a difendersi abbandona la linea a tre dietro, proposta contro la Nigeria, e schiera un 4-2-3-1 molto offensivo, con i quattro giocatori d’attacco (Drogba, Kalou, Aruna Dindane e il Keita del Lione) in grado di fare la differenza anche con le loro giocate individuali. Non rinuncia a pressare alto, e proprio un recupero di Yaya Touré oltre la metà campo dà il là al primo gol di Drogba e alla goleada. Un solo neo, ma bello grande: l’infortunio di Kolo Touré, fosse serio ci sarebbe di che preoccuparsi.

    IL MIGLIORE - Tutti bene tra gli Elefanti. Aruna Dindane, riesce però a sommare un gol e due pali, oltre che una partita convincente. Gioiello della prima sfornata dell’Academie, che comprendeva anche Kolo Touré e Zokora, è sempre stato il giocatore più amato in patria e per lungo tempo ad Abidjan lo preferivano (e una larga fetta di appassionati lo preferisce ancora) a Drogba. Buone stagioni all’Anderlecht, poi offerte sfumate in Inghilterra per le esose richieste dei bianco-malva, che lo hanno ceduto anni dopo in Francia al Lens in un momento di grande frizione tra il club di Bruxelles e l’attaccante.

    LA CURIOSITA’ - Kolo fornisce l’assist del secondo gol al fratello Yaya. Originari della zona nord della Costa d’Avorio sono cresciuti non assieme nella celeberrima Academie (il creatore della struttura, Jean Marc Guillou consigliò direttamente a Wenger il difensore) che ha sede ad Abidjan la città più importante del Paese, all’estremo sud. I due potevano riunirsi anche all’Arsenal dove Kolo gioca da anni: due le opportunità per Yaya , la prima volta non convinse Wenger per l’atteggiamento un po’ troppo presuntuoso (il contrario della morigeratezza di Kolo) che esibì al provino, poi, quando giocava in Grecia, l’offerta dei londinesi non convinse l’Olympiacos, che lo spedì al Monaco. Poi arrivò il Barça prima del’Inter.


    NIGERIA-MALI 0-0
    Basterà un pareggio nel prossimo match con la Costa d’Avorio per qualificare il Mali ai quarti di finale, escludendo così la Nigeria dalle prime otto del torneo. Non facile ma possibile, e anche meritato, dopo il pareggio a reti bianche di stasera. Ennesima sconcertante prestazione della Nigeria di Vogts, che si limita a far girare gli attaccanti a disposizione della sua rosa, tra l’altro scontentandoli tutti, e a indicare il lancio lungo per le punte. Rare sovrapposizioni, limitate combinazioni a terra in fase di costruzione del gioco: tutti limiti già visti e mai corretti. Mali bene a centrocampo, piuttosto sicuro anche dietro e 4-1-3-2 che, se non elimina i problemi di finalizzazione, evidenzia una squadra più compatta, con grande ordine e buona spaziatura tra i reparti. Ultimi venti minuti con più frenesia e opportunità per entrambe le squadre di schiodare lo 0-0: poca mira e un punto a testa.

    IL MIGLIORE - Il centrocampo del Mali è di altissima qualità. La leadership e le doti di recuperatore di palla di Diarra coprono le scorribande di Keita, sempre pericoloso con inserimenti e tiro da fuori, e la freschezza nelle ripartenze di Momo Sissoko e Amadou Sidibe. Il quasi centrocampista della Juve ha facilità di corsa ottimo controllo di palla e sa stare in campo, Jodar ha ridisegnato la squadra per comprenderlo nell’11 titolare. A 23 anni folle liberarsi di questo giocatore, buon per la squadra di Ranieri.

    LA CURIOSITA’ - Ha preso un incrociatore e non ha ancor dimostrato si saperlo condurre. Dopo l’imbarcata con la Scozia, Berti Vogts rischia di fare una figura pessima anche sotto l’Equatore. Partite sempre poco convincenti, mai un progetto tattico definito, continui cambi che più che regalare opportunità a tutti minano la stabilità e le certezze del gruppo. In tutto ciò, il tedesco è riuscito solo a lamentarsi del fatto che “in questa federazione c’è poca organizzazione.” Molti ad Abuja sostengono che, se fosse migliore, Vogts sarebbe su un’altra panchina… Ha ancora una partita per convincerli del contrario.
  10.     Mi trovi su: Homepage #4733903
    Festa Camerun allo Zambia
    Troppo Egitto per il Sudan


    I Leoni Indomabili, pur non giocando bene, si rilanciano nella classifica del Gruppo C travolgendo gli avversari 5-1: doppietta di Job, in gol anche l'attaccante del Barcellona. I Faraoni non sbagliano e battono 3-0 i sudanesi grazie al rigore di Honsi e a una doppietta di AbouTrika

    KUMASI (Ghana), 26 gennaio 2008 - Nella seconda giornata del Gruppo C vittoria a valanga del Camerun sullo Zambia. E' finita 5-1, a segno anche Eto'o. I Leoni Indomabili si rilanciano così in classifica, raggiungendo proprio lo Zambia.


    CAMERUN-ZAMBIA 5-1

    LA PARTITA - Risorge il Camerun, rifila cinque gol allo Zambia dopo la brutta batosta contro l’Egitto, ma non è tutto oro quello che luccica. Nella prima fase della partita, infatti, i Leoni Indomabili pressano alto (buona l’intenzione di Pfister di inserire Emana dietro le punte Eto’o e Job), ma lo Zambia riesce lo stesso a ripartire, anche se finalizza poco. Un calcio di punizione di Geremi, finito in rete per l’errore di posizionamento del portiere zambiano, porta in vantaggio il Camerun e inaugura una serie incredibile di regali della difesa dei Chipolopolo, che si ritrovano sotto di tre gol senza aver subito azioni strutturate dei rivali. Un mani in area allunga il tabellino dei Leoni indomabili (Eto’o su rigore) e un’altra follia difensiva lascia a Job il gol, ma la seconda frazione è tutta per lo Zambia (gol di Chris Katongo: meritatissimo), con il Camerun sceso in campo solo per far presenza. La vittoria larga spegne tuttavia qualche polemica e regala la tranquillità necessaria prima del match col Sudan.

    IL MIGLIORE - Schierato stavolta dal primo minuto, Achille Emana, passione di Pantaleo Corvino, è l'uomo chiave della partita. Pressa e regala assist al bacio per i compagni proprio giocando dietro le punte, come faceva ai tempi del Valencia: società nella quale è cresciuto. Venticinque anni, centrocampista del Tolosa da diversi anni, come ha mostrato oggi può senza problemi bene evoluire nei sedici metri decisivi. Pensare che può giocare anche da difensore centrale. Polivalente. E pronto per una grande squadra.

    LA CURIOSITA' - Messo sotto dall’Egitto, il c.t. Otto Pfister e Ngweha Ikouam, suo assistente, hanno pensato a come ristrutturare il centrocampo, oggetto principale degli allenamenti di questi giorni. Numerose le prove, che hanno coinvolto tutti i giocatori del ruolo, provati in diverse posizioni e con le più varie strutturazioni. Fatto fuori Makoun già prima della fine del primo tempo coi Faraoni, Pfister ha scelto il piccolo Song davanti alla difesa e riscoperto Emana trequartista, rilanciando M’bami.


    EGITTO-SUDAN 3-0

    LA PARTITA - Vittoria larga ma maglietta sudata a fine match per gli egiziani conto i “cugini” del Sudan. Shehata sceglie la stessa formazione del primo match, rinunciando così al rientrante Ahmed Hassan (era squalificato, subentrerà nella ripresa), capitano e miglior giocatore della scorsa edizione della Coppa, vinta proprio dagli egiziani. Il 3-4-3 dei Faraoni, però, va più a intermittenza rispetto a quello ammirato nella prima uscita: c’è una maggior ricerca del lancio lungo per non scoprirsi dietro e un recupero della palla troppo basso. Zidan e Emad, i due attaccanti più di movimento, solo a tratti riescono a segnare la partita coi loro scambi a terra, e c’è meno appoggio dalle fasce, specie di Sayed Mohawwad, ottimo contro il Camerun. Il Sudan ci mette voglia e buona volontà, tatticamente è ancora acerbo ma ha grande corsa e fisicità in ogni zona del campo, riesce anche ad andare al tiro alcune volte senza però creare granché. Apre Honsi Abd Rabou su rigore, nel secondo tempo chiude il match una doppietta di AbouTrika, sempre più sulla via della miglior condizione: potrà venire comodo più avanti nel torneo, dove l’Egitto pone la propria candidatura autorevole al bis consecutivo.

    IL MIGLIORE - Partono ancora da Honsi le migliori giocate dell’Egitto. Centrocampista di sostanza, ex grande promessa, vede gioco, sa inserirsi e si mette al servizio della squadra in copertura quando serve. Al secondo rigore consecutivo segnato (il primo, nel match scorso con il Camerun), e anche stavolta con la ripetizione dell’esercizio. Giocatore che sta attirando le attenzioni di molti osservatori.

    LA STORIA - Nel 1959 si scontravano in finale (anche se l’Egitto aveva il nome di Repubblica Araba Unita per la “fusione” con la Siria per il sogno panarabo di Nasser), oggi si ritrovano dopo tanti anni e con storie calcistiche opposte. L’Egitto è campione d’Africa in carica mentre il Sudan sta cercando di ricostruire il movimento calcistico (oltre al Paese). Proprio il c.t. egiziano dei Faraoni, Shehata, prima dell’inizio del torneo esaltava il balzo in avanti dei Falconi del Deserto: “Negli ultimi anni il calcio sudanese ha fatto enormi passi avanti, e sono ancora in crescita, vedrete tra qualche anno.”

  Coppa d'Africa

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