1.     Mi trovi su: Homepage #4738857
    Le immagini di un mezzo corazzato dell'esercito italiano colpito da una mina nel deserto dell'Afghanistan svelano un particolare inquietante: i nostri soldati vanno in missione con la palma dell’Afrika Korps hitleriano dipinta sulle jeep


    In Afghanistan sognando El Alamein. Perché sembra proprio che i commandos delle forze speciali italiane vadano in missione con la palma dell'Afrika Korps dipinta sulle jeep. Sì, il simbolo inconfondibile dei reparti di Rommel che portarono la bandiera hitleriana alle porte del Cairo. E poi si ritirarono mollando proprio i parà italiani a coprirgli le spalle. Ora alcune foto di un attentato talebano contro le forze Nato hanno fatto nascere il giallo. Le immagini riguardano una jeep corazzata italiana e un blindato spagnolo colpiti da mine nel deserto afghano verso il confine iraniano. Sono foto sfuggite alla censura del nostro Stato maggiore, finendo sui siti web di Madrid e da lì nel forum di "Pagine di Difesa", la più attenta rivista telematica del settore. La buona notizia è che il veicolo blindato dell'Esercito, una delle nuove jeep speciali Iveco Vtlm, ha funzionato, salvando la vita dell'equipaggio. Il mezzo, progettato proprio per sopravvivere agli agguanti con ordigni nascosti nel terreno, sta venendo adottato da molte nazioni.
    La cattiva notizia è quella palma dipinta sulla fiancata, che riproduce esattamente il simbolo dell'Afrika Korps: è stata omessa solo la svastica. Un'iniziativa di pessimo gusto: estanea alla tradizione militare italiana, ma soprattutto lontana da quei principi democratici che dovrebbero ispirare le missioni all'estero. Gli scatti non permettono di identificare a quale reparto appartenga il veicolo coinvolto nell'attentato: nella zona operano squadre di parà del Col Moschin e di incursori di marina del Comsubin. Nell'autunno 2006 i soldati tedeschi in servizio in Afghanistan vennero fotografati con un simbolo praticamente identico dipinto sulle loro jeep. Le immagini pubblicate sul settimale Stern spinse il ministero della Difesa ad aprire un'inchiesta e sospendere dal servizio sei militari.

    http://espresso.repubblica.it/dettaglio/Battglione-Rommel/1980887

    http://espresso.repubblica.it/multimedia/1631639/1/2
  2.     Mi trovi su: Homepage #4738860
    Originally posted by deckard
    Che sciocchezza..


    Le immagini pubblicate sul settimale Stern spinse il ministero della Difesa ad aprire un'inchiesta e sospendere dal servizio sei militari.


    Occorre appurare se sia vero o no....

    Se fosse vero..altro che sciocchezza:rolleyes: :muhehe:
  3.     Mi trovi su: Homepage #4738861
    Originally posted by SUPERPADREPIO
    Le immagini pubblicate sul settimale Stern spinse il ministero della Difesa ad aprire un'inchiesta e sospendere dal servizio sei militari.


    Occorre appurare se sia vero o no....

    Se fosse vero..altro che sciocchezza:rolleyes: :muhehe:


    Stupidaggini. Un modo per esorcizzare la paura. E l'Africa Korps (come simbolo di coraggio) non ha niente a che vedere con il nazismo e compari.
    [font=impact]- Spikey Hair Campione Lega Champion Pigs 2004-05 - 2006-07[/font]
    [font=impact]- Real Trieste Campione Lega TW Superliga 2004-05 - Campione Coppa del Nonno 2005-06[
  4.     Mi trovi su: Homepage #4738862
    Il ministro della Difesa, Parisi, ha annunciato di avere disposto accertamenti dopo la diffusione di una foto che mostra un simbolo dell’Afrika Korps dipinto su un veicolo militare italiano in Afghanistan. http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=238103

    Per me sono peggio che imbecilli...e mi vergogno che l'esercito italiano vada in giro così addobbato. (Se trattasi di un caso singolo....andranno puniti...e sospesi...così come hanno fatto in Germania).


    Il Deutsches Afrika Korps (più semplicemente Afrika Korps o DAK) fu il quartier generale di corpo d'armata che controllava le divisioni di panzer tedesche In Libia e nel deserto occidentale dell'Egitto, durante la seconda guerra mondiale. Poiché ci fu poco ricambio nelle unità distaccate al corpo d'armata, il termine viene comunemente usato per indicare il quartier generale più le unità combattenti associate, come un tutt'uno.

    "Heiss über Afrikas Boden die Sonne glüht,
    Unsere Panzermotoren singen ihr Lied!
    Deutsche Panzer im Sonnenbrand,
    Stehen zur Schlacht gegen Engeland"



    :rolleyes: :rolleyes:


    Ohi...meglio una palma che rimembra il nazismo sul carro che gli stupri in Somalia...senza dubbio....

    Dall'esercito di un Paese democratico, però, ci si aspetterebbe altro...

    Ma forse mi sbaglio... :cool:
  5.     Mi trovi su: Homepage #4738863
    Mi ricredo...chi fa' 'ste cose (vedi totto) è normale che vada in giro addobbato da nazi....

    Le nostre torture in Somalia
    Articolo tratto da da IL FOGLIO, 13 maggio 2004

    Milano. Le fotografie delle torture nel carcere iracheno di Abu Ghraib hanno un precedente italiano nell'inchiesta condotta dal settimanale Panorama nel giugno del 1997. Anche allora furono pubblicate fotografie con immagini di soldati che abusavano di persone tenute in custodia dall'esercito occupante. I responsabili di questi atti erano italiani, somale le vittime. Le foto risalivano al 1993, ai tempi della missione di pace Ibis in Somalia, ma lo scandalo scoppiò quattro anni più tardi, quando il magazine della Mondadori, diretto da Giuliano Ferrara, pubblicò le foto e condusse una clamorosa e al contempo sobria campagna giornalistica. A differenza delle torture in Iraq, denunciate dall'esercito americano e oggetto di un'inchiesta militare tre mesi prima che la Abc mostrasse le foto, le torture italiane in Somalia sono state scoperte dalla stampa e le inchieste che seguirono non hanno portato a nulla. Nessuno è stato condannato, nessuno è stato allontanato, nessuno è stato punito.
    A ricordare la campagna di Panorama è l'allora vicedirettore Umberto Brindani, oggi direttore del settimanale Gente: "Nel giugno del 1997 si presentò a Panorama una agenzia fotografica pugliese che ci mostrò l'immagine di un ragazzo somalo nudo e sdraiato per terra, al quale alcuni soldati italiani avevano legato mani e genitali agli elettrodi. Accertammo la veridicità e pubblicammo la foto". Panorama non sparò lo scoop in copertina: "Fin dall'inizio non abbiamo ceduto al sensazionalismo delle immagini", dice Brindani. Una scelta che accompagnò tutta la campagna, tanto che nel mezzo del caos successivo, quando tutti si aspettavano chissà quale altra copertina shock, Panorama uscì con una cover sul centenario dello scrittore Robert Louis Stevenson, dal titolo "Ritorno all'isola del tesoro".
    Al tempo della pubblicazione delle fotografie il governo era guidato da Romano Prodi e il ministro della Difesa era Beniamino Andreatta. Ma, a differenza di quanto ha scritto recentemente Claudio Rinaldi sull'Espresso, non fu una campagna para-berlusconiana contro il governo dell'Ulivo in carica, per un motivo molto semplice: la missione Ibis nacque e si concluse prima ancora della nascita dell'Ulivo (1992-94). Il governo dell'Ulivo, invece, avviò inchieste e commissioni di indagini ("formalmente fu ineccepibile", dice Brindani) eppure tutto finì "a tarallucci e vino", come scrissero gli imbarazzati giornali della sinistra a insabbiamento realizzato.
    A quella prima fotografia ne seguirono altre. La più orribile fu quella dello stupro di gruppo di una donna somala. La foto mostrava alcuni soldati italiani che introducevano una bomba illuminante cosparsa di marmellata nella vagina della ragazza. "Anche in questo caso non sbattemmo la foto in prima pagina. La copertina di quel numero era completamente nera, salvo il titolo 'Le nuove foto della vergogna'. Facemmo tutte le verifiche, compreso un terzo grado all'autore della foto, Stefano Valsecchi, che durò fino alle tre del mattino. Nello stesso numero, però, pubblicammo anche un altro servizio, con una foto che mostrava un gruppo di somali uccisi sul bordo di una strada. L'autore dell'altra foto, Stefano Bertini, ci disse in un'intervista che erano stati massacrati dagli italiani che si divertivano a sparare all'impazzata dalle loro jeep. Era una bufala, che scoprimmo solo qualche giorno dopo. Andammo subito in televisione a chiedere scusa. La settimana successiva il titolo di copertina fu 'Verità e bufale', nei servizi cercammo di spiegare che l'errore non doveva inficiare la veridicità delle altre torture documentate". Mentre la sinistra di governo era in imbarazzo perché un po' non voleva insabbiare un po' doveva difendere l'esercito, i bertinottiani chiedevano giustizia a voce alta. Brindani ricorda che Panorama fu duramente attaccato da alcuni parlamentari di destra, in particolar modo da Carlo Giovanardi, i quali intendevano difendere l'onore delle forze armate e si aggrappavano a quell'unica fotografia falsa per smontare l'intero scandalo. Panorama pubblicò anche una videocassetta, girata e montata dagli stessi militari della missione Ibis, nella quale non si vedevano atti di violenza ma si notava l'atteggiamento rambistico e il disprezzo per la popolazione locale di molti dei nostri soldati.
    Otto procure della Repubblica aprirono un fascicolo d'inchiesta. L'Esercito avviò un'indagine disciplinare, condotta dal generale Francesco Vannucchi. La stessa cosa fece la Procura militare, con il procuratore generale Tonino Intelisano. Il Ministero istituì la Commissione Gallo. Il Parlamento affidò l'inchiesta a Libero Gualtieri. I due capi della missione Ibis, Carmine Fiore e Bruno Loi si autosospesero. Per un attimo sembrò che ci fosse la volontà di andare fino in fondo. Successe il contrario.
    Le inchieste della magistratura ordinaria si sono perse per strada. La Commissione dell'esercito, col segreto militare, emise 12 provvedimenti disciplinari, ma non si sa nei confronti di chi né per quali abusi. La Procura militare, nel 1999, archiviò l'inchiesta per "omessa esecuzione di incarico e violazione delle consegne" nonostante l'accertamento di "azioni inopportune, gravi disfunzioni e sicure anomalie". La Commissione governativa guidata dal compianto professor Ettore Gallo, nella relazione finale di 114 pagine del 1998 scrisse di fatti "veri, verosimili o quantomeno da riscontrare", ma concluse di non avere, purtroppo, i poteri per farlo. L'indagine parlamentare censurò "i responsabili diretti" e chi aveva taciuto, ma non fece nomi né individuò colpevoli. Fiore e Loi furono reintegrati e poi promossi. L'unico condannato è stato Valerio Ercole, il militare che nella prima foto collegava gli elettrodi al somalo. In primo grado fu condannato per "abuso d'autorità" a 18 mesi. La pena fu sospesa e in appello, nel febbraio 2001, il reato fu dichiarato prescritto. L'America del generale Antonio Taguba e di Donald Rumsfeld è un'altra cosa.

    Articolo tratto da da IL FOGLIO, 13 maggio 2004
  6.     Mi trovi su: Homepage #4738864
    Originally posted by SUPERPADREPIO
    Ohi...meglio una palma che rimembra il nazismo sul carro


    Rimembra l'Africa Korps. Non il nazismo.
    [font=impact]- Spikey Hair Campione Lega Champion Pigs 2004-05 - 2006-07[/font]
    [font=impact]- Real Trieste Campione Lega TW Superliga 2004-05 - Campione Coppa del Nonno 2005-06[
  7.     Mi trovi su: Homepage #4738868
    io non ci vedo nulla di strano. Tutti sappiamo "cosa" LA MAGGIOR PARTE di chi va a combattere è. Italiano o americano o altro che sia...Ora non facciamo finta di scandalizzarci....violenze, scritte di offese razziste sulle bombe da sganciare, umiliazioni e tortura di civili, uccisione di civili perché all' 1% possono essere sospetti ...è una cosa che avviene da SEMPRE e quotidianamente... e sempre di più dopo la guerra fredda, quando le guerre si vanno a combattere per interessi esclusivamente economici e sempre in paesi pseudo poveri. Poi non dico che tutti i soldati siano così, o che tutti i poliziotti siano così...ma quelli che mandano a combattere (come i poliziotti che mandano a caricare) lo sono al 90%. E pensate che quello che viene fuori è il niente. e così i militari e così i poliziotti...Se vi raccontassi cosa ho vissuto io a 17 anni...(lacrimogeni sparati ad altezza uomo e cariche contro ragazzini e donne immobili (come il nostro gruppo) ad una manifestazione per la pace ...o i miei amici superpacifisti (donne) rincorsi a manganellate fino sulla spiaggia!!! e per salvarsi si son dovuti buttare vestiti in mare (e ti ripeto...ti parlo di ragazze sedute per strada che di colpo sono state prese violentemente a manganellate...e meno male che vicino c'era il mare...(si trattava del g8)...ma comunque basta guardare qualsiasi servizio televisivo di una carica qualsiasi per vedere con che violenza si divertono a PICCHIARE la gente, specie quella più inerme e indifesa e che spesso non c'entra nulla con i tafferugli.
    Comunque, ovviamente e per fortuna non tutti i poliziotti e i militari sono così.
    E voi vi meravigliate se un gruppo di soldati italiani in afghanistan vanno in giro con il simbolo dell ' Africa Korps su una camionetta???
    Io mi meraviglierei del contrario.
    Ragazzi, ma in Italia abbiamo un politico (o una "politica") come la mussolini che canta sorridendo faccetta nera nelle trasmissioni in prima serata....figuriamoci...
    Per terre incognite vanno le nostre legioni
    a fondare colonie a immagine di Roma
    "Delenda Carthago"

  Afghanistan Korps

Commenta

Per scrivere su Videogame.it devi essere registrato!

         

Online

Ci sono 0 ospiti e 0 utenti online su questa pagina