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    Poche ma significative parole per dare il via alla nuova campagna elettorale. Le ha pronunciate al Quirinale Franco Marini, presidente incaricato, sottolineando l'impossibilità di formare una maggioranza di governo dopo la caduta dell'esecutivo guidato da Romano Prodi, dunque rinunciando al suo mandato.
    Il discorso - Queste le parole di Marini: "Il 30 gennaio il Presidente della Repubblica mi ha conferito l'incarico di verificare le possibilità di consenso su una riforma della legge elettorale e di sostegno ad un governo funzionale all'approvazione di una tale riforma nell'assunzione delle decisioni più urgenti". Si sarebbe trattato di quel "governo funzionale e finalizzato" la cui esistenza rappresenta principale novità costituzionale di questa crisi. "Ho incontrato le delegazioni delle forze politiche, i presidenti delle organizzazioni imprenditoriali, i segretari delle organizzazioni sindacali più rappresentative, nonché il comitato promotore del referendum e il comitato per la riforma elettorale", ha proseguito Marini leggendo da un foglio. Questa la conclusione di quattro giorni di lavoro: "E' diffusa tra le forze politiche la consapevolezza della necessita' di modificare la legge elettorale vigente". Fin qui tutti d'accordo. Però "non ho riscontrato l'esistenza di una significativa maggioranza su una precisa ipotesi di riforma elettorale". Conclusione: "Nel rammaricarmi della impossibilità di raggiungere un obiettivo che ritengo necessario per il Paese, voglio ringraziare tutti coloro che hanno partecipato agli incontri. Per queste ragioni ho rimesso nelle mani del Presidente della Repubblica l'incarico che mi è stato conferito". Parole che annunciano come imminente la chiusura della legislatura.
    Poli opposti - La posizione del centrodestra era stata ribadita poco prima dell'incontro Marini-Napolitano, da Gianfranco Fini, presidente di An: "Non esistono condizioni per formare una maggioranza e procedere nella riforma elettorale. Si vada subito alle urne". Il centrosinistra ha ribadito la necessità di rifare la legge elettorale prima del voto. Posizioni inconciliabili che hanno reso il compito di Marini impossibile. Sfumata l'ipotesi del governo-ponte, si apre la corsa alla campagna elettorale prima del ritorno alle urne che probabilmente avverrà il 6 o il 13 aprile prossimo.
  2.     Mi trovi su: Homepage #4744871
    Almeno risparmiamo 15 miliardi di EURO di pensioni d' oro per questi COMUNISTI : ANDATE A LAVORARE !

    :asd: :asd:
    chi ha un' idea GIUSTA, e' un FOLLE, finche' tutti non capiscono che e' GIUSTA, poi diventa un GENIO, ma lui lo sapeva fin dall' inizio di esserlo, per cui ...

    Bresciani si NASCE, smerdostrisciati SI DIVENTA : c'e' una bella differenza, poveretti

  Marini: "Rinuncio, non esiste una maggioranza"

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