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    La storia dei supporter del Bengasi dopo i torti orchestrati da Saadi Gheddafi

    Saadi non solo portava il pallone. Ma anche gli arbitri e le guardie del corpo armate. Normale, vien da pensare, che volesse vincere. Questa è una storia che con il pallone dovrebbe centrare poco, sulla quale la Fifa non si è mai voluta esprimere, lasciando che la legge libica facesse il suo corso tra un lassismo internazionale generalizzato. Estate 2000, l'Al-Ahly di Bengasi riceve l'Al-Ahly di Tripoli, la squadra di Saadi Gheddafi, figlio del colonnello Muammar. I padroni di casa chiudono in vantaggio 1-0 il primo tempo. Nella ripresa, il vento modifica la traiettoria del fischio arbitrale. Due rigori generosi e un gol in netto fuorigioco permettono al Tripoli di vincere. Poche settimane dopo, il Bengasi affronta l'Al-Bayada, città natale della madre di Saadi.

    Il direttore di gara concede un rigore inesistente proprio contro il Bengasi. Invasione di campo, partita sospesa. Fuori dallo stadio scoppiano i disordini: auto bruciate, tra cui quella di Saadi, e atti vandalici. Il giorno dopo i tifosi a dir poco stizziti prendono un asinello e gli dipingono sopra il nome di Al Saadi facendolo razzolare per la città. Casualmente il 28 agosto la squadra del Bengasi si scioglie, le infrastrutture della società vengono distrutte con i bulldozer e decine di persone arrestate. La Fifa non fa una piega. Solo le organizzazioni per la difesa dei diritti dell'uomo si fanno sentire nel 2001. Il governo libico dice che i tifosi arrestati collaboravano con i servizi segreti stranieri per un colpo di stato. Una scusa per giustificare la detenzione e la condanna a morte. Balle.

    Il 10 febbraio del 2002 tre imputati condannati a morte vengono portati sul luogo dell'esecuzione. Legati a un palo, con gli occhi bendati. Per un'ora. Il plotone non arriverà mai. Una tortura psicologica. Nell'ottobre 2005 il Consiglio Supremo libico libera tutti i condannati. Oggi il Bengasi è tornato a essere un club calcistico e l'anno scorso è arrivato quinto in campionato. E la Fifa? Ha confermato l'organizzazione della Coppa d'Africa 2014 alla Libia. Un applauso.

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