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    L’ad bianconero fissa il traguardo stagionale

    TORINO, 8 febbraio - A inizio stagione, con la Juve appena risalita dal bagno di umiltà della Serie B, non abbiamo dubbi che Blanc e tutto lo staff bianconero avrebbero firmato per trovarsi al terzo posto in classifica, dietro soltanto a Roma e Inter. Proprio per questo il sogno Champions piano piano ha preso piede, concretandosi in desiderio sempre più realizzabile e, a questo punto della stagione, decisamente da non fallire: questo pensa l’amministratore delegato della Juventus.

    CHAMPIONS LEAGUE, NON DOBBIAMO FALLIRE – Settembre 2008: Buffon, Del Piero e compagni escono dal tunnel e raggiungono il centrocampo: a quel punto parte l’inno della Champions. Ecco il traguardo bianconero, da non fallire: «Se ti chiami Juventus, conta vincere. Il che non significa che se arrivassimo terzi la stagione dovrà essere considerata un fallimento. Il punto da tenere ben presente è da dove siamo partiti l'estate scorsa, quando sembrava un'utopia l'obiettivo di raggiungere la Champions. Sarà importante non solo dove, ma come ci arriveremo: se ci metteremo sempre il carattere e la volontà visti nella prima parte del campionato, potremo continuare a frequentare i quartieri alti. Non ho mai nascosto che per tornare ai vertici assoluti ci vorrà tempo».

    DELLE ALPI, SI CONTINUA A RIMANDARE – Se dovesse arrivare la Champions, lo stadio in cui scenderebbe in campo la Juve non sarebbe sicuramente il «Delle Alpi», la cui ristrutturazione in stile inglese continua a subire ritardi e dilazioni nei tempi, e la cosa non può certo fare contento l’ad Juve: «È una decisione importante che spetta al Consiglio di Amministrazione. Sono in ballo decine di milioni e troppo spesso si dimentica che Torino è l'unica città ad avere uno stadio di proprietà. L'obiettivo è sempre quello di dare una casa ai nostri tifosi».

    MERCATO, VALUTAZIONI A GIUGNO – Arrivi e partenze, i conti si fanno alla fine: «Per dare un giudizio complessivo sul mercato dobbiamo attendere il termine della stagione, tenendo conto anche della nostra capacità di prendere decisioni rapide non certo semplici per continuare a far crescere la qualità della squadra – precisa Blanc ai microfoni di Juve Channel. A quel punto guarderemo la classifica, valuteremo il rendimento dei singoli e avremo a disposizione i dati per fare un bilancio. Nel frattempo lavoriamo: gli osservatori collaborano attivamente con la direzione sportiva e con l'allenatore e la prossima estate cercheremo di fare gli inserimenti giusti per un ulteriore salto di qualità. L'Europa ci aspetta e non possiamo deludere».

    ARBITRI, APRIAMO ALLE TECNOLOGIE – Blanc è favorevole all’introduzione delle tecnologie in casi particolarmente delicati, soprattutto nelle situazioni di Gol-non Gol: «Anche se ci sono situazioni - spiega Blanc - in cui è molto difficile non commentare e non fare polemiche, il nostro atteggiamento è quello di alimentare fiducia nelle istituzioni e lo abbiamo portato avanti con coerenza. Sarebbe opportuno che le istituzioni sottolineassero il valore di questa scelta, comune peraltro ad altre società. Credo però che sarebbe tempo di valutare seriamente l'uso di tecnologie in casi particolarmente delicati, per esempio per capire se la palla ha superato la linea».
  2. Roma non deve essere capitale  
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    Blanc se non vuoi fallire la champions inizia a far fuori Alessio Secco e la sua parrucca a banano.
    Se si vuole dare un senso alla propria vita, non occorre pensare di diventare dei grandi, ma si deve partire dal fare ogni giorno un qualcosa di piccolo all'interno del proprio micromondo.
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    La Juve mette Ranieri sotto esame

    Da Udine scatta il mese-verità: se fallisce, rischia grosso. Come Secco

    Comunque vada sarà un successo. La stagione della Juve, dopo Calciopoli e la serie B, era cominciata più o meno così. "Grandi fra cinque anni", lo slogan disegnato dai sobri Blanc e Cobolli al ritorno in A. Poi, in estate, i rinnovi dei grandi campioni bianconeri (Buffon, Trezeguet, Camoranesi, Nedved), seguiti da una avvio di stagione a razzo. E da nuove ambizioni: "Per il titolo ci siamo anche noi", le dichiarazioni più cliccate, su siti e giornali, dai tifosi juventini, fino a poche settimane fa. Poi qualcosa è cambiato. E ora tutti sono sotto esame: Ranieri e Secco compresi.

    I MONITI DI BLANC
    "Il terzo posto è necessario perché siamo la Juve. Le operazioni di mercato? Le valuteremo a campionato finito". In un'intervista a Hurrà Juventus, l'amministratore delegato Blanc ha fatto il punto sulla stagione e tracciato la linea dei traguardi minimi che la squadra dovrà raggiungere nei prossimi quattro mesi. La Champions è indispensabile per la sopravvivenza del club: dovrà portare rinnovato prestigio e soldi. Tanti. Ecco perchè la società non ammetterebbe altri sorpassi in classifica: "Il terzo posto non sarebbe un fallimento, ma conterà anche come ci arriveremo...". Ranieri è avvertito.

    LE "SCONFITTE" DI RANIERI
    E' stato lui, del resto, a sponsorizzare tutti (o quasi) i colpi di mercato bianconeri. E' stato lui a scegliere la preparazione atletica, compreso il richiamino invernale di Malta. E' stato lui a parlare di scudetto e di finale di coppa Italia come traguardi possibili. Eppure quasi tutti i nuovi arrivi hanno fallito. Eppure la condizione fisica sembra appannata. Eppure la Juve è scivolata a -12 dal primo posto, avvicinata pericolosamente da Fiorentina e Milan e fatta fuori dall'Inter-2 nel secondo torneo nazionale.

    TUTTO IN UN MESE
    Nei prossimi quattro mesi in molti si giocheranno il posto. Che nella nuova Juventus non è garantito a nessuno, almeno a sentire Blanc e soci. Udinese, Roma, Reggina, Torino e Fiorentina: sono le prossime avversarie dei bianconeri da qui al 2 marzo. Un esame senza appello per il tecnico e per il ds Secco. Se le Juve ne uscirà indenne, se resterà in alto e punterà dritto ai primi 3-4 posti, bene. Ma se le inseguitrici dovessero agganciarla (o, peggio, superarla), se il capitale-Tiago dovesse svalutarsi defintivamente, se anche lo sponsorizzatissimo Sissoko dovesse fallire, a giugno scatterebbero le bocciature. E la rivoluzione.
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    non credo come possano diventare grandi in così poco tempo.
    L'inter ha 200 giocatori tutti di discreto livello+ibra(che fa storia a se).
    Il milan ha il miglior giocatore al mondo, tutta gente di primo livello(negli 11 la migliore al mondo per me) e gli tocca solo sostituire i vecchi con gente nuova. Prendendo per fatto l'acquisto di zambrotta(che praticamente mette a posto il problema difesa) gli manca da pigliare solo un centrocampista per far rifiatare i titolari.
    Il ricambio può essere fatto con calma avendo l'attacco giovane, difensori di ottimo livello che possono durare ancora per un bel po.
    La giuve si trova in una situazione di difficile interpretazione invece.
    La difesa a parte forse chiellini è da rivedere totalmente, il centrocampo è composto da gente da pensione(nedved), camoranesi che è secondo me fortissimo ma che anche lui da poco affidamento(vedi pure infortuni), zanetti che fa schifo, nocerino che è un giocatore di medio livello e sissoko che boh...è stato scartato dal liverpool...non saprei..in attacco trezeguet non durerà in eterno, del piero lasciamo stare...cmq ottimo iaquinta che potrà dare ancora tanto...praticamente secondo me a parte buffon nei 3 anni è da rivoluzionare totalmente per far si che lotti per qualcosa di importate...cosa impossibile con le valutazioni attuali.

  Blanc: Juve, non fallire la Champions

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