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    "Sbaglio ma mi piaccio"

    Il fantasista della Samp parla a ruota libera a "Che tempo che fa". Ammettendo i suoi errori: "Ma il personaggio è questo e non si può cambiare". Promettendosi scherzosamente " a vita" alla Samp. E ironizzando su Capello: "Ha impressionato gli inglesi? E come, a livello estetico?"

    10 febbraio 2008 - Divertente, e puntualmente fuori dal comune, intervista di Antonio Cassano rilasciata stasera a Che tempo che fa, la trasmissione condotta su Raitre da Fabio Fazio. Il fantasista barese ha parlato di tutto non facendo mancare una buiona dose di umorismo, compreso un remake della nota imitazione di Capello. Ecco qualche stralcio

    IL PESO - "Sono dimagrito, quando giocavo bene (ride) alla Roma o al Madrid avevo 7-8 chili in più. Sono arrivato alla Samp a 90 chili, ora sono 81, è il mio peso forma. A Genova si vive bene, a Madrid si vive troppo di notte e si ingrassa".

    IL CARATTERE - "Sono nato la notte dopo la vittoria dell'82, non c'erano dottori, forse è per quello che sono venuto con una testa un po' particolare... a volte porto allegria, altre volte porto problemi. Con me devi dire le cose in faccia. Ho molto genio e molta sregolatezza, certo, ma è così che mi piaccio".

    L'ESTERO - "Il calcio all'estero si vive molto meglio, con meno pressioni e polemiche. Io il calcio lo vivo così, mi diverto, qualche eccesso ma sempre nei limiti. Allenarmi? Se devo dire la verità non mi piace. Avevo preso la Spagna con grande entusiasmo ma dopo 3 mesi volevo tornare. Lì si fa la bella vita, belle donne, si dorme poco e devi scegliere: o non fai il calciatore o lo fai. Ho scelto la seconda".

    ERRORI - "Ne ho fatti tanti, ma il personaggio è questo, non posso cambiare. Prendere a calci la bandierina? Lo faccio nelle partite importanti, lo farò anche settimana prossima".

    I SOLDI - "Ho fatto 17 anni la fame, 7 da milionario, devo fare altyri 10 anni. Sono riuscito con la mia intelligenza - perché mi reputo molto intelligente - a fare il mestiere del calciatore usando un dono naturale. Però lo faccio soprattutto per passione".
    GLI SCHEMI - "Gli schemi? L'allenatore deve fare gli schemi. Ma io già nella vita sono fuori dagli schemi e anche un po' dalle regole, così il tecnico sa che per quanto mi riguarda deve arrivare la palla avanti e poi qualcosa succede.

    MATRIMONIO - "Il matrimonio? Per ora no, è troppo difficile sopportarmi".

    BARI - "Ho la mia città nel cuore, ma credo di aver fatto bene ad andarmene".

    IL GOL -"Il gol più bello è quello con l'Inter segnato a 17 anni: mi ha cambiato la vita, sono diventato ricoo e famoso".

    LA NAZIONALE E LE DONNE - Con Donadoni ho un gran rapporto, parliamo di tutto, mi accetta nel bene e nel male. Per la nazionale rinuncerei a uscire con una donna la sera prima (spesso in ritiro ho trovato la soluzione: lei prendeva la camera disotto o di sopra). Io penso che Donadoni 18-19 giocatori li ha già in mente, l'unico dubbio suo su di me deve essere la testa:

    GLI ALLENATORI - "Con Mazzarri mi trovo bene, mi sono trovato bene con Fascetti. Il premier inglese Gordon Brown si è detto impressionato da Capello? E come, a livello estetico....?".

    I GIORNALISTI - "Parlo poco nelle interviste, non sono bravo a parlare, ho la terza media... Ma tutti i giornalisti sono una frana".

    LA SAMP - "Se il presidente mette la mano al taschino, in 3-4 anni arriviamo allo scudetto. Me ne tolgo un po' dal mio, di taschino, purché accada. Quanto sto bene alla samp da 1 a 10? Mille. Anche a Genova sto benissimo, ma la cucina no, a quella pensa mia madre che fa piatti pugliesi. Un contratto a vuita con la Samp? Sì, lo firmerei".
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    Cassano: "Non mi sento secondo a nessuno"

    Il barese, dopo lo show nel derby, parla a ruota libera: "Io sono fatto così, la gente o mi ama o mi odia. La Nazionale? Diciamo che è un'altra patata bollente nelle mani di Donadoni. Capello può dire quello che vuole"

    MILANO, 17 febbraio 2008 - "Io sono fatto così, la gente o mi ama o mi odia. Ma non mi sento secondo a nessuno". E' Antonio Cassano. Perché lui è fatto così. Irriverente, dispettoso, levantino, ma capace di cancellare tutto con una magia. Oggi nel derby ha infilato colpi di bacchetta da antologia, culminati con l'assist finale e decisivo per Maggio. Ora sorride. Sa di essere il re di Genova. Dell'altra parte di Genova. Sornione parla a ruota libera. A cominciare dalla maglia azzurra: "La Nazionale? Dovete chiedere a Donadoni, con il quale ho un ottimo rapporto". Scherza Antonio: "Diciamo che è un'altra patata bollente nelle mani del commissario tecnico; comunque l’importante è stare come oggi, poi tutto viene", afferma il barese. Europei compresi.

    DIVERTIMENTO - Fabio Capello ha detto: "Mi sembra che Cassano sia tornato ad essere quello che volevo e quello che speravamo tutti, un giocatore di una qualità unica, che come ha detto lui stesso ha qualche difetto, qualche comportamento un po' strano, ma non si può discutere come giocatore. È migliorato, forse ci sono squadre dove riesce a diventare un vero leader, lì si trasforma, quando ne trova altri in squadra forse si aggrega e si perde un po'". E Antonio, senza peli sulla lingua, ribatte: "Capello può dire quello che vuole, io ho mia la mia personalità molto forte, non mi devo aggregare a nessuno, dico quello che penso a tutti, anche allenatori e dirigenti. Non voglio fare polemiche, devo fare solo il calciatore. Capello a volte mi fa i complimenti, a volte mi tira delle frecciatine, ma non voglio parlare di altre persone, voglio pensare a giocare e divertirmi".

    SACRIFICI - Insomma l’idillio tra Cassano e la Samp, continua in un momento cruciale. Il club genovese nei prossimi giorni dovrebbe cercare di riscattare il talento pugliese dal Real Madrid. Cassano ne approfitta per lanciare un appello alla dirigenza. "Io vorrei tanto rimanere qui. Mi auguro che Garrone possa fare un sacrificio per tenermi qui", ha concluso, "con due o tre acquisti questa squadra, con questa gente, può arrivare lontano".
  3. Quanti Teddy bisogna inventare per tutta la vita ?  
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    Contro il Portogallo
    ATTACCANTI: Marco Borriello (Genoa), Antonio Di Natale (Udinese), Raffaele Palladino (Juventus), Fabio Quagliarella (Udinese), Luca Toni (Bayern Monaco).

    Gila o Lucarelli al posto di Borriello e Cassano al posto di Palladino come li vedete?
    Non consiste forse nel rompere il tuo pane con chi ha fame, nel portare a casa tua i poveri senza tetto, nel vestire chi è nudo, senza trascurare quelli della tua stessa carne?

  Tutto Cassano da Fazio

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