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    È in corso a Milano la riunione di Lega tra il comitato di presidenza e gli Advisor per la concessione dei dritti tv

    MILANO, 13 febbraio - Campionato spezzatino. È questa la formula che sembra avere in mente la Lega. Tutto per favorire la spalmatura delle partite di campionato, soprattutto quelle di cartello, e che permetta una maggiore quantità di introiti per grandi e piccoli club, chiaramente avvantaggiati che le squadre di cartello giochino in orari diversi dai loro. L'unico aspetto che nessuno in Lega sembra aver considerato è quello dei tifosi. Il più importante, perché senza di loro neanche esisterebbe un campionato. Eppure il pubblico continua ad essere penalizzato anche se tutti i presidenti, arrivati di buon ora questa mattina in Lega per la riunione tra comitato di presidenza ed Advisor per i diritti tv, non sembrano essere d'accordo: «Sta succedendo quello che avviene in ogni paese sportivo del mondo - ha detto Galliani questa mattina - Plaudo a questa divisione. Fa specie soprattutto che i media siano contrari, soprattutto perché ci stiamo avvicinando al modello inglese che sempre ci è stato indicato come quello da imitare. Quando decidiamo di fare come loro non possiamo essere accusati».

    CONTENTO ANCHE CAIRO - Dello stesso avvisio il presidente del Torino Urbano Cairo che ha detto: «A me questa modifica piace. Questo serve per valorizzare tutte le partite e il fatto che in una stessa giornata giochino Roma , Milan , Juventus e Roma è positivo perché permetterebbe di creare "slot" specifiche per ogni squadra, anche per le cosidette piccole. La verità è che stiamo andando verso il calcio inglese. Dobbiamo imparare da loro. D'altra parte non credo neanche che i tifosi siano scontenti. Questa modifica piacerà anche a loro». Non hanno rilasciato dichiarazioni, invece, Cellino, Lotito e Riccardi. Assenti Rosella Sensi e Lugaresi.

    MATARRESE CONTENTO - «Vogliamo movimentare il format del campionato, non danneggiare i tifosi. E tutti i presidenti sono d'accordo». Sono queste le parole di Antonio Matarrese, presidente della Lega Calcio che ha spiegato così la scelta di adottare orari che rendono il campionato simile in parte a quello inglese e in parte a quello spagnolo. La novità, però, non sembra aver fatto felice i tifosi che ancora una volta si sentono perseguitati e danneggiati. Non è di questo avviso Matarrese: «Noi non vogliamo penalizzare chi va allo stadio. Il derby romano alle 21.15 può portare più spettatori all'Olimpico. Roma a quell'ora è una citta molto vivace. Invece di lasciare i ragazzi in strada, noi li vogliamo portare allo stadio: meno vizi notturni e più calcio».

    IL PROGRAMMA - Nel corso della giornata i vertici della Lega si incontreranno con due istituti bancari e con una nota agenzia di sponsorizzazioni.

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