1. Deus In Macchina  
        Mi trovi su: Homepage #4762185
    i nomi al posto dei cartelli pubblicitari delle elezioni:muhehe: almeno i Cittadini possono sputargli in faccia:rolleyes:
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    YOU GOT MUCH COMPLEX THAN THE FIRST MAY CONCERT!
    c'hai più complessi tu ch'er concerto der primo maggio
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    Originally posted by fralex
    i nomi al posto dei cartelli pubblicitari delle elezioni:muhehe: almeno i Cittadini possono sputargli in faccia:rolleyes:


    Il nome di qualcuno dei 400 sui cartelli pubblicitari elettorali c'è già...Solo che non ci vogliono dire chi è prima delle elezioni...
    Altrimenti magari non lo si vota....


    Intanto....in Campania....il Governator Bassolino resiste al suo posto....

    Veltroni gli ha detto di restare fino a fine emergenza:rolleyes: :rolleyes: :rolleyes: :asd:
  3. Deus In Macchina  
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    Originally posted by SUPERPADREPIO
    Il nome di qualcuno dei 400 sui cartelli pubblicitari elettorali c'è già...Solo che non ci vogliono dire chi è prima delle elezioni...
    Altrimenti magari non lo si vota....


    Intanto....in Campania....il Governator Bassolino resiste al suo posto....

    Veltroni gli ha detto di restare fino a fine emergenza:rolleyes: :rolleyes: :rolleyes: :asd:
    perfettamente daccordo:sbam: strno che a ribadirlo siano 2 * stranieri *
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  4.     Mi trovi su: Homepage #4762188
    primi nomi della lista dei 400 clienti della banca Lgt di Vaduz
    Ci sono l'industriale Aleotti e i petrolieri De Vita e Santoro
    Da D'Urso a Milva e Zanussi
    tutti i nomi del Liechtenstein

    di CARLO BONINI
    Da D'Urso a Milva e Zanussi<br />tutti i nomi del Liechtenstein

    ROMA- Lo stillicidio è cominciato. E il "segreto", ormai condiviso da molti e da molto tempo (la procura della Repubblica di Roma, la Guardia di Finanza, l'Agenzia delle Entrate), sulla lista dei 400 clienti della banca Lgt di Vaduz, Liechtenstein, goccia, nella piena discrezione delle fonti in possesso dell'elenco, i suoi primi sedici nomi.

    Sui quali, è importante sottolinearlo, il margine di errore (dovuto anche a possibili omonimie) resta ancora consistente, anche perché gli accertamenti tributari e penali non sono stati ancora conclusi e, soprattutto, fotografano disponibilità bancarie ferme all'anno 2002, a monte dello scudo fiscale.

    Sta di fatto che ai nomi di Vito Bonsignore, già europarlamentare della Dc e oggi candidato del Partito delle libertà ("I beni che possiedo in Italia e all'estero sono posseduti e gestiti nel pieno rispetto della legge", dice),

    Luigi Grillo, parlamentare di Forza Italia ("Ribadisco - sostiene - di non aver commesso alcun illecito ma, come spiegato in passato, di aver acquistato un podere alle Cinque Terre di proprietà di cittadini del Liechtenstein) e

    Carlo Sama, cognato dello scomparso Raul Gardini (pubblicati ieri da "Corriere della Sera" e "Stampa"), fonti qualificate che sulla lista sono al lavoro, ne aggiungono ora altri tredici. "Che sono poi i più consistenti - riferiscono - per quel che concerne l'ammontare dei depositi". Da uno fino ad oltre duecento milioni di euro.

    Mario D'Urso, napoletano, senatore dal 1996 al 2001, sottosegretario al commercio estero per un anno, eletto con "Rinnovamento Italiano" di Lamberto Dini e quindi passato al gruppo misto. Di professione avvocato ("avvocato secondo solo a Gianni Agnelli", ha avuto modo di dire di sé scherzando, vista la grande amicizia che li legava). Uomo molto influente e apprezzato nei salotti buoni della politica e della finanza.

    Maria Ilva Biolcati. Per gli italiani, Milva. Cantante, "Commendatrice dell'ordine al merito della Repubblica Italiana" e "Ufficiale dell'Ordine al merito della Repubblica federale di Germania". Che, raggiunta ieri telefonicamente, dice: "Conti all'estero? E' impossibile che ci sia il mio nome su quella lista. Nel Liechtenstein non sono mai stata. Di questa vicenda ne so poco anche perché nei giorni scorsi ero in Germania e ho letto poco i giornali. Ma giuro che in quarant'anni di carriera non ho mai portato né una lira , né un euro all'estero. Ho girato tutto il mondo per i miei concerti e al massimo avrò comprato qualche gioiello. Ma le tasse le ho sempre pagate. Adesso la prima cosa che farò è chiamare il mio commercialista e chiedere spiegazioni".

    Pasquale De Vita, romano, classe 1929, presidente dell'Unione petrolifera, l'associazione che aderisce a Confindustria e raggruppa le principali aziende che operano nel settore della raffinazione e distribuzione del greggio. Già presidente dell'Agip petroli dal 1984 al 1993, nel cui consiglio di amministrazione è rimasto fino al '96 come presidente onorario.

    La famiglia fiorentina degli Aleotti (i conti individuati a Vaduz farebbero capo a più persone ma dello stesso nucleo familiare), proprietaria del gruppo farmaceutico "Menarini", la più importante azienda farmaceutica italiana e tra le più importanti in Europa con i suoi 450 milioni di confezioni di medicinali l'anno, prodotti negli stabilimenti di Firenze, l'Aquila, Pisa, Lomagna, Barcellona, Berlino e Dresda.

    La famiglia Zanussi, industriali friulani di Pordenone, ex proprietari dell'azienda leader nella produzione degli elettrodomestici (anche per loro, gli accertamenti riguarderebbero diversi componenti del nucleo familiare, cui sarebbero riconducibili i conti lussemburghesi).

    La famiglia Amenduni, proprietaria delle acciaierie Valbruna spa di Vicenza, tra i gruppi più solidi al mondo nel settore, entrata nella scalata ad Antonveneta di Fiorani e segnalata a sostegno del centro-destra in queste prime settimane della campagna elettorale che ha diviso Vicenza sulla candidatura nel Pd di Calearo.

    Maria Gabriella Gentili Mian e il figlio Maurizio, ex proprietari dell'azienda farmaceutica Gentili (ceduta negli anni '90) ed ex presidenti del Pisa Calcio, squadra della città dove tuttora risiedono. E che, ieri, con un comunicato della famiglia, hanno così risposto: "Tutte le disponibilità finanziarie riconducibili a conti esteroresidenti sono oggetto ogni anno di dichiarazioni fiscali ai sensi di legge. Motivo per cui l'esistenza di depositi a noi riferibili su conti in Liechtenstein non può costituire notizia".

    Michelangelo Manini, bolognese, presidente della "Faac spa", azienda di produzione di allarmi e automatismi per l'apertura di cancelli e porte.

    Eugenio Cremascoli, imprenditore comasco, titolare della "Ngc medical", azienda che lavora nella produzione e commercializzazione di attrezzature medico-chirurgiche, nella progettazione e realizzazione di blocchi operatori, terapie intensive, laboratori di radiologia, recentemente coinvolto in un processo per appalti all'azienda ospedaliera di Lecco in cui è stato assolto.

    Marco Piccinini, romano di origine, monegasco di adozione, dove il padre aveva fondato una banca (la "Principe Société de Banque de Monaco"). Una intera vita nella Formula Uno, dove è stato direttore della Ferrari spa nei primi anni '80, grazie anche all'amicizia che lo legava ad Enzo Ferrari.

    Raffaele Santoro, ex presidente di Agip, coinvolto nell'inchiesta Mani Pulite ed arrestato nel marzo del 1993 per corruzione. L'avvocato

    Tommaso Addario, condirettore dell'Italcasse nei primi anni '80, ai tempi di Giuseppe Arcaini, quando l'Istituto bancario venne travolto dall'inchiesta sui fondi neri.

    Pietro Arvedi D'Emilei, conte veneto, titolare dell'omonima azienda agricola, ultimo discendente di una famiglia nobiliare del trecento che aveva i suoi feudi sul Lago di Garda. Più noto per la presidenza dell'Hellas Verona, squadra di calcio oggi in serie C1.

    Sin qui, i nomi. Ancora molto generiche , al contrario, le informazioni sulla consistenza dei conti che vengono attribuiti ai sedici. Si andrebbe dal milione di euro del presidente dell'Unione petrolifera agli oltre duecento milioni delle famiglie Zanussi e Aleotti, che sarebbero, in ogni caso, "i più significativi" tra i 400 depositi all'esame di procura di Roma, Agenzia delle entrate e Guardia di Finanza.
  5.     Mi trovi su: Homepage #4762190
    E' il proprietario dell'azienda dove lavoro... :cold:

    "La famiglia fiorentina degli Aleotti (i conti individuati a Vaduz farebbero capo a più persone ma dello stesso nucleo familiare), proprietaria del gruppo farmaceutico "Menarini", la più importante azienda farmaceutica italiana e tra le più importanti in Europa con i suoi 450 milioni di confezioni di medicinali l'anno, prodotti negli stabilimenti di Firenze, l'Aquila, Pisa, Lomagna, Barcellona, Berlino e Dresda."
  6. Deus In Macchina  
        Mi trovi su: Homepage #4762192
    Originally posted by Zanetti_Capitano
    pensa a quanti soldi in più avrebbero potuto darti :cool:

    :asd: :asd: :asd:
    :asd: mettiamola sul ridere che e' meglio:sbam: :sbam:
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    YOU GOT MUCH COMPLEX THAN THE FIRST MAY CONCERT!
    c'hai più complessi tu ch'er concerto der primo maggio
  7. Quanti Teddy bisogna inventare per tutta la vita ?  
        Mi trovi su: Homepage #4762194
    Originally posted by TonyManero
    E' il proprietario dell'azienda dove lavoro... :cold:

    "La famiglia fiorentina degli Aleotti (i conti individuati a Vaduz farebbero capo a più persone ma dello stesso nucleo familiare), proprietaria del gruppo farmaceutico "Menarini", la più importante azienda farmaceutica italiana e tra le più importanti in Europa con i suoi 450 milioni di confezioni di medicinali l'anno, prodotti negli stabilimenti di Firenze, l'Aquila, Pisa, Lomagna, Barcellona, Berlino e Dresda."


    Ammazzali.:cool:
    Non consiste forse nel rompere il tuo pane con chi ha fame, nel portare a casa tua i poveri senza tetto, nel vestire chi è nudo, senza trascurare quelli della tua stessa carne?
  8. Quanti Teddy bisogna inventare per tutta la vita ?  
        Mi trovi su: Homepage #4762195
    ROMA - Sono ufficialmente indagati i 390 titolari di conti correnti in Liechtenstein. L'iscrizione é stata fatta dalla procura di Roma ma sulla vicenda dai prossimi giorni indagheranno 37 procure. Gli atti sulle posizioni delle procure di competenza sono partiti oggi. La maggior parte delle posizioni, oltre 100, riguardano Milano, seguono Roma (circa 60), Bolzano (40) e Firenze (20). Altre procure cui Roma ha inviato gli atti, secondo indiscrezioni, sarebbero Venezia, Genova, Varese, Vicenza e Pordenone. Napoli sarebbe l'unica procura del sud destinataria di atti con due posizioni. E proprio dalla procura partenopea trapela la notizia della iscrizione sul registro degli indagati per l'ipotesi di reato di riciclaggio per la vicenda Liechtenstein del parlamentare ex Udc, ora Pdl, Vito Bonsignore, e l'ex moglie del ministro Gianni De Michelis, Stefania Tucci. Il pm Vincenzo Piscitelli era già giunto ai conti in Liechtenstein indagando in altre vicende. Dalle indagini su Stefania Tucci sono state avviate nei mesi scorsi altre inchieste, tra le quali quella su Rai Fiction - con il coinvolgimento dell'ex premier Silvio Berlusconi e del dirigente di Rai Fiction Agostino Saccà - nonché il procedimento sugli appalti della sede della Regione Campania a New York. Tramite il suo avvocato Grazia Volo, Stefania Tucci precisa però "di non essere mai stata titolare di conti in Liechtenstein, né da sola né in società con il parlamentare Vito Bonsignore" e di non aver "mai effettuato operazioni all'estero né tantomeno per conto della Regione Campania a New York, né per la sede della Regione a Napoli". I reati ipotizzati nei confronti dei 390 indagati sono l'infedele e omessa dichiarazione dei redditi, previsti negli articoli 4 e 5 della legge n.74 del 2000 in materia di imposte sui redditi e sul valore aggiunto. L'inchiesta delle procure tuttavia rischia di finire presto in archivio: i reati in questione decadono, infatti, in sette anni e mezzo e il periodo a cui si fa riferimento è il 2002. Le somme depositate nel Liechtenstein variano da un minimo di 200 mila ad un massimo di 400 milioni di euro. La procura di Roma, per gli indagati di competenza (quasi tutti del mondo imprenditoriale), ma altrettanto faranno anche le altre procure coinvolte, si attiverà ora con il ministero della Giustizia per chiedere una rogatoria internazionale alle autorità del Liechtenstein. Ma, dopo il rischio prescrizione, la richiesta di collaborazione con il Liechtenstein potrebbe rivelarsi vana. Oltre all'indagine della procura di Roma è in corso un'inchiesta della procura nazionale antimafia e dello Scico della Guardia di Finanza che dovrà accertare eventuali profili di riciclaggio di denaro sporco, e la presenza di eventuali prestanome. Il nome di Bonsignore, insieme a quello dell'ex manager Montedison Carlo Sama, alla cantante Milva, erano già emersi nei giorni scorsi come titolari di conti nel principato di Vaduz. Altri nomi filtrati, quelli del presidente di Italcementi, Giampiero Pesenti; dell'industriale del farmaco (Menarini) Alberto Aleotti; di Pasquale de Vita, presidente dei petrolieri italiani. Tutti o hanno smentito o rivendicato la correttezza della loro posizione davanti al fisco e alla legge. Sulla vicenda è intervenuto oggi Antonio Di Pietro, leader dell'Italia dei Valori, dicendo di essere sicuro che tra gli evasori fiscali vi siano candidati alle prossime elezioni. "Sarebbe bene, soprattutto per una questione di trasparenza democratica - ha affermato - che questi signori uscissero allo scoperto. Loro infatti sapevano benissimo di aver commesso reati così gravi prima di accettare la candidatura, ma nonostante questo hanno accettato". Secondo il parlamentare di Forza Italia, l'avvocato Gaetano Pecorella, invece,"gli elenchi con i nomi di titolari italiani di conti correnti in Liechtenstein sono inutilizzabili perché si tratta di prove raccolte illecitamente. Il funzionario di banca che ha fornito tale dossier ha commesso un illecito visto che si tratta di informazioni coperte da segreto bancario". Pecorella attacca Di Pietro in modo esplicito:"Se lui conoscesse davvero quei nomi significherebbe che qualche rappresentante delle forze dell'ordine o dell'autorità giudiziaria glieli ha comunicati e questo non sarebbe legale perché si tratta di informazioni coperte da segreto. Di Pietro è nato pm e morirà pm. Fa politica come fosse un pm e vorrebbe fare il ministro dela Giustizia per tornare a fare il pm anche al governo".

    http://www.ansa.it/opencms/export/site/visualizza_fdg.html_42890604.html
    Non consiste forse nel rompere il tuo pane con chi ha fame, nel portare a casa tua i poveri senza tetto, nel vestire chi è nudo, senza trascurare quelli della tua stessa carne?

  500 Miliardi di euro a Vaduz

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