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    Il Giudice sportivo omologa Roma-Palermo 1-0 e Catania-Inter 0-2

    Trentanove giorni per quei furbastri dei rattaccapalle della Roma. Ventiquattro giorni per quel maramaldo di Materazzi, sano per l'Inter e non per la Nazionale. La Giustizia sportiva, finalmente, ha fatto il suo corso scrivendo i verdetti attorno a due casi che hanno fatto sorridere e inquietare al tempo stesso, perché sono lo specchio - quanto fedele? - di come senso della "lealtà" regni fra i dirigenti, capaci di cimentarsi in esposti l'uno contro l'altro per acchiappare chissà cosa.

    Caso-Roma. La partita è Roma-Palermo 1-0, del 26 gennaio, gol di Mancini (di testa) su calcio angolo-lampo battuto dai romanisti, con la solerzia di una scuola di raccattapalle che all'Olimpico funziona a cento all'ora. L'ira di Zamparini, a quel punto, si era tradotta in una richiesta di invalidazione della gara e ripetizione della medesima per indebita ingerenza (o solerzia) del raccatapalle. Il Giudice sportivo Tosel ha letto: i rilievi della Procura, la Regola 2 del Pallone (regolamento del gioco del calcio), le direttive Fifa e Uefa del '96 e del '97 in materia di pallone e dintorni. Conclusione: "incerta correlazione". Ovvero: niente che abbia influito sulle regolarità della partita. Ovviamente omologata.

    Caso-Inter. La partita è Catania-Inter 0-2 del 10 febbraio. In campo Materazzi, che sei giorni prima -causa mal di schiena e dopo la rituale risposta alla convocazione e alla obbligata visita del medico della Nazionale- aveva lasciato il ritiro dell'Italia, rientrando a Milano. Indisponibile per il match col Portogallo del 6 febbraio. Poi in campo contro i rossoblu di Baldini: niente di irregolare, perlomeno per chi sa leggere le norme in materia. Cosa cui non ha provveduto il dirigente catanese Lo Monaco che, per ispirazione sua o altrui, ha allungato le mani su un reclamo in cui invocava il 3-0 a tavolino, perché se Materazzi è malato il lunedì per la Nazionale, la domenica non può risultare sano per l'Inter. Il Giudice ha provveduto a esaminare tutto il materiale a corredo, sancendo la sola cosa possibile: ovvero la perfetta regolarità degli eventi e la scontata applicazione della norma secondo la quale un calciatore malato il lunedì, con tanto di certificazioni mediche, può benissimo guarire la domenica successiva. La sentenza è arrivata a 24 giorni dalla partita, a 23 dal reclamo del Catania e a 20 dal controreclamo dell'Inter, facendo balenare -nell'attesa- ipotesi di dispetti trasversali da consumare in qualche modo e in qualche Palazzo. Fine del tormento. Ma perché aspettare tanto?
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    CATANIA PENSA AL RICORSO - Il Calcio Catania sta «valutando se presentare ricorso» contro la decisione del giudice sortivo che ha respinto il reclamo sull'utilizzo di Marco Materazzi da parte dell'Inter nella gara al Massimino. Lo afferma il direttore generale della società etnea, Pietro Lo Monaco, aggiungendo che «per il momento è stata chiesta copia del documento per studiarlo».

    :asd:

  Materazzi e il raccattapalle-Roma: casi chiusi

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