1.     Mi trovi su: Homepage #4766343
    Il portoghese lancia l'allarme falli e prepara l'addio alla Premier

    "Ho paura", scritto a caratteri cubitali sul "Sunday Star", è un pugno nello stomaco che fa male anche quando in realtà non ti colpisce. Cristiano Ronaldo come Kakà. Entrambi come Eduardo, lo sfortunato giocatore dell'Arsenal finito in ospedale, con la tibia rotta, in seguito a un intervento assassino di un avversario. Il portoghese del Manchester lo dice chiaramente: "Farò la fine di Eduardo". E la previsione fa impressione solo a immaginarsela.

    "Sto pensando a quanto è successo a Eduardo - spiega Cristiano Ronaldo - e ho paura di fare la sua stessa fine, perché ci sono alcuni giocatori che fanno dei falli veramente assurdi e incredibili, senza che gli arbitri facciano nulla per fermarli. Questo mi lascia veramente insoddisfatto e sto riflettendo se non sia il caso di cambiare il mio modo di giocare. Prendiamo, per esempio, i falli che mi ha fatto Distin: il primo è stato dopo 50 secondi e si è visto benissimo che non ha cercato di prendere la palla, ma è venuto direttamente su di me. E così è stato per tutto l'incontro, ma l'arbitro non ha mai detto nulla e io sono arrivato al punto di aver paura di giocare contro alcuni avversari".

    Sembra di risentire le parole di Kakà. Sembra di ascoltare nuovamente le grida d'allarme lanciate da Galliani o Berlusconi. Sembra di rivivere, in serie, un caso-Van Basten, due, dieci potenziali casi-Van Basten. Perché quello che oggi è un episodio, domani può essere una carneficina. Poi, chiaro, in qualche modo bisogna pure salvare la pellaccia. Cristiano Ronaldo lo sa e prende precauzioni. Il che, tradotto, significa cambiare aria. Addio Premier, troppe botte.

    Il futuro del portoghese è la Spagna. Il Real lo chiama da tempo. Ci sono titoloni e pagine di giornali spese per annunciare il colpo dell'anno. C'è, persino, il desiderio di mammà: "Vorrei che Cristiano andasse a Madrid - ha detto qualche mese fa - è una città che mi incanta". E' un campionato, anche, meno fisico. E' un luogo comune: il football è atletico, violento, ruvido. In Spagna, invece, si lavora di fioretto e la gente come Messi - come Cristiano Ronaldo - la trattano con rispetto. Come si deve. La Spagna, già. Magari proveranno anche a convincere Kakà, a spiegare al brasiliano del Milan che laggiù le carriere sono più lunghe. Che non ci sono Van Basten. Botte e botti. Dal campo al mercato.
  2.     Mi trovi su: Homepage #4766345
    Originally posted by Pezzotto
    Il portoghese lancia l'allarme falli e prepara l'addio alla Premier

    "Ho paura", scritto a caratteri cubitali sul "Sunday Star", è un pugno nello stomaco che fa male anche quando in realtà non ti colpisce. Cristiano Ronaldo come Kakà. Entrambi come Eduardo, lo sfortunato giocatore dell'Arsenal finito in ospedale, con la tibia rotta, in seguito a un intervento assassino di un avversario. Il portoghese del Manchester lo dice chiaramente: "Farò la fine di Eduardo". E la previsione fa impressione solo a immaginarsela.

    "Sto pensando a quanto è successo a Eduardo - spiega Cristiano Ronaldo - e ho paura di fare la sua stessa fine, perché ci sono alcuni giocatori che fanno dei falli veramente assurdi e incredibili, senza che gli arbitri facciano nulla per fermarli. Questo mi lascia veramente insoddisfatto e sto riflettendo se non sia il caso di cambiare il mio modo di giocare. Prendiamo, per esempio, i falli che mi ha fatto Distin: il primo è stato dopo 50 secondi e si è visto benissimo che non ha cercato di prendere la palla, ma è venuto direttamente su di me. E così è stato per tutto l'incontro, ma l'arbitro non ha mai detto nulla e io sono arrivato al punto di aver paura di giocare contro alcuni avversari".

    Sembra di risentire le parole di Kakà. Sembra di ascoltare nuovamente le grida d'allarme lanciate da Galliani o Berlusconi. Sembra di rivivere, in serie, un caso-Van Basten, due, dieci potenziali casi-Van Basten. Perché quello che oggi è un episodio, domani può essere una carneficina. Poi, chiaro, in qualche modo bisogna pure salvare la pellaccia. Cristiano Ronaldo lo sa e prende precauzioni. Il che, tradotto, significa cambiare aria. Addio Premier, troppe botte.

    Il futuro del portoghese è la Spagna. Il Real lo chiama da tempo. Ci sono titoloni e pagine di giornali spese per annunciare il colpo dell'anno. C'è, persino, il desiderio di mammà: "Vorrei che Cristiano andasse a Madrid - ha detto qualche mese fa - è una città che mi incanta". E' un campionato, anche, meno fisico. E' un luogo comune: il football è atletico, violento, ruvido. In Spagna, invece, si lavora di fioretto e la gente come Messi - come Cristiano Ronaldo - la trattano con rispetto. Come si deve. La Spagna, già. Magari proveranno anche a convincere Kakà, a spiegare al brasiliano del Milan che laggiù le carriere sono più lunghe. Che non ci sono Van Basten. Botte e botti. Dal campo al mercato.


    Hai le carte in regola per essere il regalo del centenario nerazzurro:) :)

  C. Ronaldo: "Finirò come Eduardo"

Commenta

Per scrivere su Videogame.it devi essere registrato!

         

Online

Ci sono 0 ospiti e 0 utenti online su questa pagina