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    Buffon replica: «Anche Julio sta facendo una grande annata»

    TORINO, 21 marzo - Inter-Juventus vuol dire anche Julio Cesar contro Buffon. Una sfida nella sfida: il meno battuto della serie A contro il titolare della Nazionale campione del mondo in carica. Il derby d'Italia è nelle loro mani e nelle loro parole. I due portieri si sono ritrovati faccia a faccia alla vigilia della partitissima e su Sky hanno raccontato un po' di curiosità. «Sappiamo dell'importanza di questa partita. Da quando sono arrivato, non sono ancora riuscito a vincere contro la Juve e sarebbe bello vincere questa sfida perchè mi manca», ha detto Julio Cesar. «Mi confronterò contro uno dei portieri più forti del mondo. Mi darà certamente una motivazione in più. Gigi è un grandissimo e spero un giorno di arrivare ai suoi livelli e vincere quello che ha vinto lui. Mi piace anche la sua personalità in campo, la sua grinta».

    Buffon ringrazia e replica: «Julio Cesar sta vivendo un'annata strepitosa ma anche lo scorso anno fece molto bene. Ha dimostrato di essere un portiere da Inter. Domani sera ci aspetta un match molto impegnativo che vogliamo vincere. Per farcela dovremo sperare che qualche elemento per loro fondamentale non sia al top della forma».
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    Buffon: Juve, 3 anni per la Champions

    Il portiere: «È un obiettivo realistico»

    TORINO, 21 marzo - Gianluigi Buffon parla da bandiera della Juventus, anche se dice non esserlo. Guarda il passato («Anche se mi mette un po’ di tristezza»), al presente e tanto al futuro. In mezzo ci sarebbe l'Inter, ma quello è un argomento di si potrà parlare solo domani sera: «Magari festeggeremo una buona Pasqua...». Il portiere della Juve si confessa a Juventus Channel. Per cominciare si fa piacere molto il presente bianconero: «Quello che stiamo facendo è qualcosa di eccezionale che va apprezzato, ma è chiaro che se giochi nella Juve devi sempre ambire al massimo traguardo, per cui se dovessimo arrivare terzi saremmo soddisfatti ma non appagati. Pensiamo solo a vincere». L'obiettivo è la finale di Champions, in fretta. «È realistica la finale di Champions in 2 o 3 anni, altrimenti non sarei rimasto. A differenza del campionato, credo che la Champions uno la possa vincere anche se non è attrezzato come le altre. Negli scontri diretti pesa di meno».

    Serve in ogni caso una buona campagna acquisti: «Con un ottimo acquisto per reparto si può vincere lo scudetto, ma se hai due obiettivi diventa difficile. Credo che bisognerà fare anche magari meno acquisti, pensando di più alla qualità». Chi preferisce per lo scudetto? «Io preferirei che lo vincesse chi se lo merita. Credo che la squadra più forte sia l'Inter. Ma la Roma è la squadra più divertente e diversa». Magari senza errori arbitrali, anche la Juve... «Gli episodi a sfavore cerchi di viverli con tranquillità, perché se avessi il pensiero che ci fosse premeditazione non scenderei più in campo. Capisci che qualcosa è cambiato, ma questo ci sta. In alcune partite alcuni arbitraggi hanno condizionato i nostri atteggiamenti nella gare successive. Ma non ci siamo giocati lo scudetto. Non ci saremmo arrivati comunque. Questo terzo posto deve essere visto come un punto di partenza. Abbiamo fatto qualcosa in più di quello che ci aspettavamo noi stessi».

    Buffon in bianconero per sempre? «Il prolungamento di contratto conferma che il mio futuro possa essere bianconero per tanto tempo e anche la società credo che intenda farmi rimanere qui come giocatore il più a lungo possibile. Per altre cose vedremo. Per il ruolo che faccio e il carattere che avevo il feeling coi tifosi lo mettevo in preventivo. Non pensavo di diventare una bandiera. Non credo di esserlo, anche se mi ritengo un giocatore importante. La molla che deve esserci è quella di poter competere e vincere e avere obiettivi. È chiaro che crescendo si trova una collocazione diversa».

    Il momento più bello e il più brutto della sua carriera bianconera: «Il secondo anno di Lippi è stato il più bello, quando ci siamo affacciati alla finale di Champions con il Milan facendo una cavalcata esaltante. La delusione più grande è stata due settimane dopo: aver perso quella finale. Il momento più difficile per me è stato il mese appena arrivato alla Juve, in cui feci degli errori e se non hai autostima rischi di farti travolgere...». Chi sono i giocatori più forti con cui ha giocato? « Asprilla, Chiesa, Cannavaro, Thuram, Del Piero, Nedved, Camoranesi e Trezeguet. Ma anche Ciro Ferrara quando stava bene». Che cosa deve fare per vincere il Pallone d'Oro? «Dovrei cercare di continuare ad avere questa costanza di rendimento e poi magari in situazioni particolari, come una finale di Champions, dovrei essere decisivo, magari parando qualche rigore».

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