1. Quanti Teddy bisogna inventare per tutta la vita ?  
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    L’ex giocatore del Milan ha già inciso un album, il secondo è in preparazione

    ROMA, 21 marzo - «Futuro giurami che il tempo che avanza per i miei sogni sarà abbastanza». Il ragazzo che ha scritto questa strofa (la canzone si chiama “Mi guardo indietro”) aveva un sogno: diventare calciatore. L’ha realizzato. Ha esordito in A a 20 anni: 14 settembre 1980, Udinese-Inter 0-4. Essendo un portiere, non fu il modo migliore per esordire.

    Ma ai sogni non puoi chiedere troppo, quando già ti hanno sorriso realizzandosi. Quel ragazzo è Andrea Pazzagli. Oggi Pazzagli ha realizzato un altro sogno. Scrivere, suonare, cantare. Fortunato l’uomo che nella vita realizza il proprio sogno. Allora cosa diremo di chi ne ha realizzati due? Come Pazzagli, che oggi fa il cantautore e chiede al futuro di lasciargli il tempo perché i sogni si realizzino. Il portiere che ha giocato con Udinese e Ascoli, che ha vinto una Coppa Campioni con il Milan, oggi strappa applausi a chiunque lo ascolti cantare. È successo, per esempio, una sera. «Ero in Montenegro con la Federazione (è responsabile dei portieri delle nazionali giovanili, ndr), in un locale alcuni amici mi misero davanti al microfono. Era la prima volta che cantavo in pubblico...». Alla fine la gente era in tripudio. Commossa, divertita, estasiata: tutto assieme.
    Andrea Pazzagli
    «Ho scritto circa 70 canzoni, ho anche inciso un disco, produzione artigianale. E sto lavorando al secondo. Da giocatore mi piaceva suonare, sono un autodidatta; però mi mancava il tempo, quando ho smesso ne ho avuto di più». Sotto la maglietta c’era un cantautore. Innamorato della vita, della moglie Isa con cui ha appena festeggiato i 30 anni insieme («Sul cellulare ha messo la melodia di “Mi guardo indietro”, la sua preferita»), dei figli Camilla (21 anni), Edoardo (18, portiere della Fiorentina Primavera), Riccardo (5 anni). Innamorato del provare sentimenti come la nostalgia: «Perché sono sempre stato uno allegro, ma incline alla nostalgia». La nostalgia ti costringe a fare i conti con te stesso, a tirare somme, a guardarti dentro. «Alcune difficoltà che ho vissuto come calciatore mi hanno reso più forte. Credo sia l’insegnamento per i ragazzi. La vita a volte ti infila dentro vicoli ciechi, poi ti si apre una porta che non immaginavi».

    La sua porta, per esempio, si chiama Rondinella Firenze. «Era il 1983, venivo da un grave infortunio, volevo smettere. Il Bologna mi restituì il cartellino, bussai alla porta della Rondinella, ds Pino Vitale (oggi all’Empoli, ndr). Ho ricominciato, sono arrivato in serie A. Il periodo più bello della mia vita, meglio delle vittorie al Milan». Poi quello che sappiamo, fino alle canzoni di oggi. «Ammiro molto Marco Masini, di cui sono anche amico. Ascolto Ramazzotti e Britti. Incidere un disco? Per ora solo artigianale». Una delle sue 70 canzoni, “Gioca con la Luna”, è dedicata a Niccolò Galli, figlio dell’amico e collega Giovanni, scomparso giovanissimo nel 2001. «Quella canzone nacque dal profondo dolore. Ma anche dal vedere Giovanni e sua moglie Anna che dalla tragedia ebbero la forza di aiutare altre persone. Ecco, Niccolò non c’è più, ma la sua Fondazione aiuta altre persone a non soffrire». Pazzagli canta la semplicità - a volte crudele - della vita, le occasioni perse e quelle sfruttate. Canta i sogni di ognuno di noi. Pazzagli non si prende sul serio, anche se una volta, a un torneo di beach soccer, la gente ascoltando le sue canzoni agli altoparlanti credeva di sentire De Gregori.

    Ora sta lavorando al secondo album, con testi scritti nell’ultimo anno e mezzo: «Qualche canzone è sul calcio, la maggior parte sull’amicizia e l’amore. Se avessi ripetuto i temi del primo album sarebbe diventato un po’ ripetitivo». Nel frattempo ha ricevuto diversi apprezzamenti, anche da cantanti professionisti. Una sera ha suonato al «SascHall», locale di Firenze, accompagnato al piano da Paolo Vallesi. In platea c’erano Dolcenera, Povia, tutti ad applaudire. «Al momento ho registrato, sempre in maniera artigianale, 4 pezzi su 12, nel giro di un paio di mesi l’album sarà completato».


    http://www.corrieredellosport.it/Notizie/Calcio/23091/Pazzagli%2C+portiere+con+la+chitarra


    Grande Pazzagli.:cool:
    Non consiste forse nel rompere il tuo pane con chi ha fame, nel portare a casa tua i poveri senza tetto, nel vestire chi è nudo, senza trascurare quelli della tua stessa carne?

  Pazzagli, portiere con la chitarra

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