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    La Procura intende procedere contro di loro per falsa testimonianza

    La Procura di Roma intende procede nei confronti di Fabio Capello e dell'ex-dirigente Juve, Antonio Giraudo, per il reato di falsa testimonianza. Alla fine dell'udienza del processo Gea, il Pm Luca Palamara, considerando reticenti le testimonianze fatte in nel dibattimento, ha chiesto al tribunale la trasmissione de verbali di udienza al fine di procedere.

    MOGGI "AMMONITO": MINACCE A BALDINI
    Ammonizione, con minaccia di espulsione dall'aula per Luciano Moggi al processo Gea. E' accaduto nel corso della testimonianza resa da Franco Baldini, già direttore sportivo della Roma e ora general manager della nazionale inglese. Baldini da oltre un'ora stava parlando dei suoi non ideali rapporti con Moggi e con la Gea quando ha percepito nelle espressioni e nei gesti di Moggi dei "segnali di minaccia". "Luciano hai 18 avvocati - ha detto ad un certo punto il testimone - Se mi lasci in pace...Con te ho già dato". Il presidente della X sezione del tribunale di Roma, Luigi Fiasconaro, a quel punto ha chiesto a Baldini ragioni della sua reazione. E il testimone ha detto di aver percepito segnali di minacce. Da qui l'ammonizione a Moggi, estesa anche ad eventuali gesti da parte dei suoi difensori.

    Rispondendo alle domande del pubblico ministero Luca Palamara, Baldini aveva ricordato quali erano stati i suoi rapporti con la Gea e di vari argomenti utili a dimostrare che la Gea, come si sostiene nel capo di accusa, aveva commesso "più delitti d'illecita concorrenza con violenza e minaccia, al fine di acquisire la procura di numerosi calciatori". Riferendosi a Moggi, Baldini aveva ricordato che nel 2001-2002, in occasione di una cena organizzata dalla Figc, l'ex dg juventino lo aveva avvicinato chiamandolo da parte e rimproverandogli, in sostanza, di aver creato difficoltà a suo figlio Alessandro (uno dei titolari della Gea), tanto che questi non poteva più trattare i calciatori del settore giovanile della squadra giallorossa. "Sai - ha ricordato il testimone -, devi darci una mano, disse Moggi. Un anno si lavora da una parte, uno dall'altra e un altro anno non si lavora. Gli risposi che era uno sfigato perché io non vedevo l'ora di andarmene. Presi questa frase come una minaccia".

    LA TESTIMONIANZA DI GIRAUDO
    Anche Antonio Giraudo, ex amministratore delegato della Juve, è stato chiamato come testimone a proposito dei rapporti con la Gea.
    "E' inevitabile che società di primo piano abbiano rapporti con procuratori e intermediari" ha detto Giraudo. "Con la Gea i rapporti sono sempre stati buoni. Era una società nuova, composta da giovani, laureati, seri, che volevano portare un cambio generazionale nel mondo del calcio. Conoscevo un po' tutti gli appartenenti alla Gea, perché tutti figli di persone o del mondo del calcio o di altri ambienti nei quali ho operato".

    "Nel calcio c'è bisogno dei mediatori - ha proseguito l'ex dirigente bianconero - perché se una società si muove direttamente il prezzo dei calciatori sale alle stelle. A me aveva fatto piacere che Alessandro Moggi entrasse nel mondo del calcio, perché era uno preparato. Sapevo che l'obiettivo della Gea non era solo fare da agenti, ma lavorare a 360 gradi con i calciatori, come fanno alcune agenzie negli Usa che curano il patrimonio e l'immagine degli atleti. Suggerii a Alessandro Moggi di andare a fare il direttore sportivo, ma solo perché vedevo l'invidia che girava intorno alla Gea".

    Infine una dichiarazione sui rapporti fra Juventus e Roma. "Tutto cambiò quando il timone fu preso da Rosella Sensi, con la quale portammo a termine l'affare Emerson. Ricordo che in quell'occasione vi fu anche un intervento di Veltroni, che organizzò un pranzo tra me e la Sensi anche per cercare di stemperare le tensioni con i tifosi" ha concluso Giraudo.
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    Stampa Gb: Capello? Imbarazzante

    Ampio risalto alla possibile accusa nell'ambito processo Gea

    LONDRA, 1 APR- La federcalcio inglese non commenta, ma ci pensa la stampa britannica a dare risalto all' 'imbarazzante scandalo' che coinvolge Fabio Capello.Infatti la sua possibile iscrizione nel registro degli indagati per reticenza nell'ambito del processo Gea ha conquistato ampio spazio su Times, Daily Telegraph, Guardian. Le ricostruzioni, non sempre accurate, sottolineano anche la reazione del tecnico che, tramite alcuni confidenti, avrebbe espresso tutta la sua frustrazione per la situazione creatasi.


    :rolleyes:

  Processo Gea, Giraudo e Capello reticenti

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