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    Cambiare città per lavorare
    lo fa ancora un italiano su due
    Siamo nel mondo tra quelli che più di altri si trasferiscono in un altro nucleo urbano per un nuovo impiego. Quasi due su tre pronti anche a cambiare paese per ragioni professionali. Superati nella propensione al movimento tra città solo da tedeschi, giapponesi, polacchi e spagnoli. I risultati dell’indagine globale di Kelly Services su 33 paesi. TABELLA: il confronto internazionale. SONDAGGIO: e tu hai cambiato città? E come ti sei trovato?


    di FEDERICO PACE

    Sempre in moto. Mai fermi. Gli italiani, si sa, si sono quasi sempre messi in viaggio, per colpa, o merito, della paga e del lavoro. Sempre in movimento per quel qualcosa che aiuta a tirare avanti. Da un lato all’altro del paese. Quasi sempre dal Sud al Nord. Ma anche al di là delle Alpi e oltre le profondità dell’Oceano. E sono in moto anche ora, anche ai tempi del lavoro flessibile, dei computer portatili, dell’organizzazione orizzontale e dell’outsourcing. Ancora migranti, seppure molto diversi da chi li ha preceduti, per un impiego da tenersi stretti, ancora divisi tra tante città dove ci sono origini, famiglie allargate, amici e colleghi di lavoro.

    A dirlo è l’indagine realizzata da Kelly Services, gruppo operante nel settore della fornitura di servizi per le risorse umane, che ha ascoltato 115 mila persone in 33 paesi con l’obiettivo di verificare la mobilità dei lavoratori dei paesi industrializzati. Ebbene, anche oggi, gli italiani sono tra i primi in questa speciale classifica. Secondo gli autori dell’indagine, il 51 per cento degli italiani ha cambiato città per ragioni occupazionali e al 23 per cento è successo di cambiare anche nazione.

    Più di tutti però a spostarsi da una città all’altra sono i polacchi e i giapponesi dove la percentuale arriva a toccare il 70 per cento. Elevate proporzioni anche in Spagna (il 62 per cento) e in Germania (57 per cento). Tra quelli invece che si possono considerare più stanziali ci sono gli olandesi, i danesi, gli ungheresi e i belgi.

    Minore la quota di chi ha cambiato paese per ragioni professionali. E’ successo infatti al 23 per cento degli italiani. E’ capitato lo stesso al 37 per cento degli spagnoli e al 59 per cento degli irlandesi. Se c’è qualcosa che li frena, a superare i confini nazionali, è soprattutto la famiglia (lo dice il 60 per cento di chi non si muove) ma anche le barriere linguistiche. Anche se molti di quelli che si sono mossi, lo hanno fatto pur non parlando fluentemente la lingua del paese che li ospitava. Tra gli altri ostacoli indicati, la difficoltà nel trovare, a costi accessibili, una casa dove vivere e il timore di perdere i diritti pensionistici maturati.

    Ad ogni modo anche chi non si è mosso mai sarebbe pronto a farlo e la propensione a muoversi è elevata. Alla domanda se prenderebbe in considerazione un offerta di lavoro fuori dall’Italia, rispondono affermativamente quasi sette italiani su dieci. Se si guarda al dettaglio regionale ci si accorge che i più propensi alla mobilità sono, ancora una volta, gli abruzzesi, i marchigiani, i sardi, gli umbri, i campani, i calabresi e i siciliani.


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    A parte il confronto con i paesi europei che è scarsamente significativo (almeno secondo me), ritengo che uno dei problemi maggiori che dovra cercare di risolvere il nuovo governo è che questo innegabile processo di migrazione che è iniziato meno di 10 anni è dovuto al crescente abbandono da parte delle aziende del sud/centro italia. Con conseguenze crisi dei posti di lavoro e tutto quello che ne consegue, se ritengo sempre assurdo che un siciliano vada a lavorare a roma (x come vedo io uno sviluppo omogeneo della nazione) ritengo ancora piu allucinante che un romano vada a lavorare a milano non x un maggior guadagno, ma x campare...
    quando ho pensato di iniziare a capire le donne ho capito che non avevo capito un caxxo
    :azz:
  2. Scudetto-Mod  
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    Originally posted by massituo
    nella statistica non sono inclusi i "per lavorare gratis":asd:



    :asd: :asd:


    lui per ora cambia città....per il lavorare si vedrà:asd:
    Superlega Serie A :cool:
    Campione Champions Superleague Apertura 2013/14 :cool:
    Campione Supercoppa Superleague Apertura 2013/14 :cool:

    di solito gli uomini quando sono tristi non fanno niente: si limitano a versare lacrime sulla propria situazione.Ma quando si arrabbiano, allora si danno da fare per cambiare le cose

  Cambiare città per lavorare lo fa ancora un italiano su due

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