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    NYON (Svizzera), 7 maggio 2008 - Guardate questa foto. Sapete chi è l'uomo che Tomas Ujfalusi sta abbracciando? Si chiama David Weir, ha 37 anni ed è l'uomo-simbolo dei Glasgow Rangers, rivali dei viola in semifinale Uefa: non solo e non tanto in qualità di veterano, quanto piuttosto perché degli scozzesi incarna lo spirito catenacciaro, per non dire "di mestiere" o rinunciatario. Dall'alto dei suoi quasi due metri di altezza per uno di spalle, ha controllato gli attacchi di un generosissimo Pazzini e degli altri compagni della Fiorentina, ricorrendo anche alle spicce (al ritorno si è pure fatto ammonire). Ma a conti fatti in finale di coppa Uefa ci va lui: e "Ufo" Ujfalusi ne prende atto e lo abbraccia, secondo una filosofia propria della società viola e che oggi ha avuto un riconoscimento ufficiale da parte della massima autorità del calcio europeo, il presidente Uefa Michel Platini.
    INCORONATI DAL "RE" - In un comuinicato che appare sul sito ufficiale dell'Uefa , Platini elogia la squadra, la società e l'intera città per la grande sportività mostrata nonostante la sconfitta 4-2 ai rigori contro gli scozzesi. Osservando che i giocatori, per quanto delusi, hanno reso omaggio agli avversari; e la società, col contributo della città stessa, "si è prodigata per accogliere al meglio i numerosissimi tifosi scozzesi approdati in città, molti dei quali sprovvisti del biglietto per assistere alla partita, fornendo loro cibo, intrattenimento e la possibilità di assistere all’incontro su maxischermo". Conclude Platini: "Il fatto che i Rangers abbiano voluto esprimere il proprio apprezzamento sia alla Fiorentina che alla Uefa testimonia l’ottimo lavoro svolto dalla dirigenza del club toscano e anche l’ottimo rapporto creatosi tra le tifoserie avversarie. Sono lieto di vedere che il fair play e la sportività sono ancora presenti nel calcio professionistico. Mi auguro che il gesto della Fiorentina e dei suoi giocatori serva da esempio agli altri club, ai giovani calciatori e a tutti i tifosi".
    APRIPISTA - Del resto, proprio i viola sono stati gli apripista dell'introduzione nel calcio italiano di quello che forse un po' impropriamente è stato definito "terzo tempo" di tipo rugbistico. Accadde il 2 dicembre dello scorso anno, guarda caso sempre in occasione di una sconfitta subita al Franchi, 2-0 ad opera dell'Inter. A fine gara, i ragazzi di Cesare Prandelli si disposero su due file per complimentarsi con i nerazzurri che scendevano negli spogliatoi. Nei giorni seguenti, a tutti i livelli del mondo del calcio si alternarono commenti entusiasti e considerazioni scettiche. Ma nessuno ha più potuto negare che quell'episodio abbia segnato un passo importante verso un sano fair play anche nel calcio italiano.

  Platini e il fair play viola "Seguite il loro esempio"

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