1. Quanti Teddy bisogna inventare per tutta la vita ?  
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    Il titolo, non c’è che dire, è accattivante: “Le squillo italiane? Colte, ricevono in casa e amano Porta a Porta“. Il sommario, anche: “Studio dell’Associazione Sessuologi, il 25% delle squillo italiane esercita in casa ed è laureato. L’orario di lavoro? Non più la notte, ma in pausa pranzo. Per molte serve per pagare gli studi. Amano leggere e guardano programmi di informazione”.
    Naturale che messa così, la notizia sia stata ampiamente ripresa da quasi tutti i siti di informazione (qui, qui, qui e qui).

    Peccato che non esista l’Associazione Sessuologi. Panorama.it ha verificato e ha scoperto che il team di esperti in sessuologia è un gruppo di lavoro guidato dalla dottoressa Serenella Salomoni, psicoterapeuta, membro dell’Aispa e presidente di “Donne e qualità della vita”. Che, interpellata telefonicamente, garantisce: “I dati riportati nella ricerca del mio gruppo di lavoro sono veritieri: le prostitute italiane sono sempre più colte e informate. Hanno dato l’addio al marciapiede, territorio sempre più appannaggio delle circa 25mila extracomunitarie, e ricevono in casa, specialmente nella pausa pranzo”.
    Dottoressa, quante “professioniste” avete contattato?
    Il campione della ricerca è di 386 giovani prostitute, sentite telefonicamente e in forma anonima. Attenzione però: il nostro è uno studio di settore. Non abbiamo la pretesa di precisione di un sondaggio di Mannheimer.
    Non sono grossi numeri… Da dov’è nata la curiosità?
    Da alcune inchieste giornalistiche e dal mio lavoro in studio.
    E che cosa ne è uscito?
    L’idea di fondo è che ormai per molte donne il corpo è un optional. Da usare, colorare, ingrassare o mettere a dieta. E anche da vendere.
    Conferma che le nuove prostitute sono molto giovani (anche Studenti Magazine, il mensile del portale Studenti.it, dice che il 21% delle studentesse utilizza il proprio corpo per pagarsi gli studi, ndr)?
    Sì: e il dato nasconde una realtà triste. A vendersi sono giovani diplomate (da qui anche l’altro dato sull’alto grado di scolarizzazione delle nuove entraîneuses) costrette a mantenersi all’Università. La voglia di indipendenza che spinge le ragazze ad affrontare l’avventura del corso di studi lontano da casa è spesso castrata dalle poche possibilità economiche.
    Ma abbondano anche le casalinghe.
    Già. Ma è sempre la necessità a spingerle. Cioè la paura di non arrivare a fine mese. O il terrore di non poter far fronte alla rata del mutuo. Certo, i mariti spesso non sanno che le loro compagne “fanno la vita”. Anzi, la stessa vita di Irina Palm, la sessantenne del film in questi giorni nelle sale, che per pagare le cure al nipotino, accetta di diventare “hostess”.
    Da qui anche il cambiamento d’orario della prestazione?
    Ricevendo in casa, solo il 16% delle intervistate preferisce, infatti, esercitare la sera, mentre il 26% sceglie di dedicarsi ai clienti nella più proficua pausa pranzo, ovvero tra le 13 e le 15. Un restante 43% distribuisce le proprie fatiche durante varie fasce del giorno.
    Risultato: la sera le nuove professioniste italiane preferiscono guardare la tv o leggersi un libro
    Più di un libro: le donne interpellate dicono di leggere tra i 5 e i 6 libri all’anno. Dato significativo se si pensa che, negli ultimi 12 mesi, il 62% degli adulti italiani hanno ammesso di non aver letto neppure un libro) e almeno un quotidiano al giorno. Farà scalpore, ma tra i programmi preferiti dalle squillo moderne non ci sono il Grande Fratello o Amici o altri programmi di intrattenimento, bensì trasmissioni impegnate e di approfondimento per meglio comprendere la società che le circonda, tant’è che promuovono a pieni voti Porta a Porta, il salotto di Bruno Vespa.
    Insomma è nata una nuova figura di prostitute o semplicemente è quella “tradizionale” che si allinea ai tempi?
    La “novità” sta nella figura che ha scelto di mettersi a fare il mestiere: casalinghe, studentesse, lavoratrici part time. Vecchie, purtroppo, le cause. Sono sempre quelli i motivi che spingono una donna a usare il proprio corpo come merce di scambio: un esempio in più di come la politica (e la società) non abbia ancora trovato soluzioni valide per aiutare le fasce deboli della comunità.

    http://blog.panorama.it/italia/2008/02/11/le-squillo-italiane-colte-ricevono-in-casa-e-amano-porta-a-porta/
    Non consiste forse nel rompere il tuo pane con chi ha fame, nel portare a casa tua i poveri senza tetto, nel vestire chi è nudo, senza trascurare quelli della tua stessa carne?

  Le squillo italiane? Colte, ricevono in casa e amano Porta a Porta

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