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    Vieri: "Moratti è stato un vigliacco"

    Bobo ripercorre la sua carriera, partendo dai pedinamenti subiti ai tempi dell'Inter

    L'addio repentino alla Juve per passare all'Atletico Madrid, i pedinamenti ordinati dall'Inter, i rapporti con Moratti e tanto altro: Christian Vieri si confessa. In un'intervista concessa a Sky l'attaccante della Fiorentina ricostruisce i passaggi fondamentali della propria carriera.

    I RAPPORTI CON LIPPI ALLA JUVE
    "Il mio incontro con lui? Un incontro di boxe! Ci siamo presi un po', durante l'anno. C'è stato uno scambio di opinioni abbastanza forte. Durante un Juve-Atalanta, io ero entrato al 40' e dopo cinque minuti finì il primo tempo. Lui mi disse qualcosa negli spogliatoi e io gli risposi. Furono bravi i miei compagni a separarci. Forse è stata quella la scintilla che ci ha fatto conoscere. Siamo entrambi toscani e ci piace dire le cose in faccia. Quella sera Peruzzi mi chiamò per andare fuori a cena e mi portò nel ristorante dove c'era anche Lippi. Andai a chiedergli scusa, abbiamo parlato un po'. Poi ho fatto tribuna per le tre-quattro partite che seguirono. Dopo mi fece giocare una partita a Milano contro l'Inter, quella successiva contro la Roma, entrambe in coppia con Amoruso, e da quel momento non sono più uscito di squadra. Ora il rapporto fra noi è sempre molto diretto, ma andiamo d'accordo. Poi l'ho ribeccato all'Inter. Ci sono andato perché c'era lui".

    IL PASSAGGIO ALL'ATLETICO MADRID
    "Ci fu una richiesta dell'Atletico e mi sembrò giusto accettare per tanti motivi. Se tornassi indietro, non andrei mai via dalla Juventus, ma in quel momento era giusto così. Anche a livello economico era molto importante per me e quindi sono partito. Il giocatore sceglie sempre. Se il giocatore dice di no, non va da nessuna parte. E io ero d'accordo per andare via".

    I PROBLEMI CON SACCHI E IL RITORNO IN ITALIA
    "L'anno dopo, all'Atletico Madrid, arrivò Sacchi e io sono scappato. E' una storia lunga. Durante gli allenamenti c'era troppa tattica, non mi divertivo. E allora ho detto al mio procuratore che avrei preferito tornare in Italia. Non fu difficile trovare una squadra, la Lazio di Eriksson. In quel periodo avevo buone richieste. A Roma si stava bene e c'era una squadra fortissima. Mi sono fatto male subito al ginocchio e quasi me lo sono rotto. Sono stato fuori tre mesi".

    IL PASSAGGIO ALL'INTER
    "Dopo aver cambiato otto squadre in otto stagioni sono approdato all'Inter con il soprannome di 'mister 90 miliardi'. A me non interessava proprio. Se mi pagavano 20 o 90 miliardi, non erano problemi miei. Siamo stati anche sfortunati, perché io e Ronaldo ci siamo fatti male entrambi. Io mi sono strappato tre volte in un anno. Se non ci fossimo fatti male, secondo me avremmo vinto alla grande. Tutti gli anni sembrava dovessi tornare alla Juventus. All'inizio all'Inter le cose non andavano bene e c'erano tantissimi problemi. Alla Juve mi volevano e quindi sarei andato anche volentieri".

    IL PEDINAMENTO
    "E' difficile trovare le parole, penso di aver dato tanto all'Inter e non meritavo un trattamento così. Cosi' è uno schifo, non è bello. E' una vigliaccata andare ad intercettare le telefonate delle persone. Non si fa. E' illegale. Infatti c'è una causa in corso. Moratti mi ha sicuramente deluso, perché è stato lui a fare tutto quanto, però fa parte della vita".

    IL RAPPORTO CON RONALDO
    "Eravamo come fratelli. Stavamo sempre insieme, ci siamo fatti male spesso insieme e quindi andavamo a fare la rieducazione insieme e uscivamo insieme la sera, andavamo in giro. Eravamo una coppia bella perché non c'era invidia. Era un'amicizia pura. Tra gli attaccanti c'è sempre un po' di invidia, invece con lui no. Nell'ultimo anno all'Inter sono successe tante di quelle cose che ci vorrebbero ore per parlare di tutto. Mi chiesero di fare la rescissione del contratto. Mi svincolai e dopo qualche settimana mi chiamò il mio procuratore e mi offrì il passaggio al Milan. Dissi di sì e firmai subito".

    LA VITTORIA MONDIALE DELL'ITALIA
    "Veder vincere i compagni è stata una grande delusione perché ero andato via dal Milan per giocare, avevo l'obiettivo del Mondiale e invece sono stato bloccato dall'infortunio. Poi a me i Mondiali piacciono, li ho sempre preparati bene, purtroppo è stato brutto. Ero sicuro che lo avremmo vinto, non so come mai, ma sentivo questa cosa".

    IL RAPPORTO CON I GIORNALISTI
    "La mia famosa affermazione in sala stampa? ('Sono più uomo io di tutti voi messi insieme'). Non mi sono pentito di quella frase, perché ci avevo pensato. Essere massacrato sempre, gratuitamente, quando non fai niente, per un po' va bene, poi ti stufi".

    IL FUTURO
    "Come sarà la mia vita senza calcio? So che prima o poi dovrò smettere di giocare, ma mi troverò bene lo stesso. Mi mancheranno lo spogliatoio e gli allenamenti, le partitelle, andare in giro con la squadra, perché ridi tanto. Fare l'allenatore? Non lo so, gli allenatori sono tutti stressati e tutti mezzi esauriti. E il giornalista? No, non potrei mai scrivere male dei miei colleghi...".
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    Originally posted by Pezzotto
    MILANO - Christian Vieri torna a parlare di alcuni passi fondamentali della sua carriera e in particolare della sua avventura alla Juventus: "Con Lippi fu un incontro di boxe - ha detto a Sky - Ci siamo presi un po', durante l'anno. C'e' stato uno scambio di opinioni abbastanza forte. Durante un Juventus-Atalanta, io ero entrato al 40' e dopo cinque minuti fini' il primo tempo. Lui mi disse qualcosa negli spogliatoi e io gli risposi. Furono bravi i compagni a separarci. Forse e' stata quella la scintilla che ci ha fatto conoscere. Se tornassi indietro, non andrei mai via dalla Juventus, ma in quel momento era giusto cosi' e andai all'Atletico Madrid".


    Parole di uno che è legato fortemente alla squadra nella quale sta giocando attualmente
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  3. Roma non deve essere capitale  
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    Originally posted by Mike75
    Parole di uno che è legato fortemente alla squadra nella quale sta giocando attualmente


    Vieri è sempre stato solo un gran buffone mercenario.
    Se si vuole dare un senso alla propria vita, non occorre pensare di diventare dei grandi, ma si deve partire dal fare ogni giorno un qualcosa di piccolo all'interno del proprio micromondo.
  4.     Mi trovi su: Homepage #4790427
    Originally posted by Pezzotto

    IL RAPPORTO CON RONALDO
    "Eravamo come fratelli. Stavamo sempre insieme, ci siamo fatti male spesso insieme e quindi andavamo a fare la rieducazione insieme e uscivamo insieme la sera, andavamo in giro. Eravamo una coppia bella perché non c'era invidia. Era un'amicizia pura. Tra gli attaccanti c'è sempre un po' di invidia, invece con lui no. Nell'ultimo anno all'Inter sono successe tante di quelle cose che ci vorrebbero ore per parlare di tutto. Mi chiesero di fare la rescissione del contratto. Mi svincolai e dopo qualche settimana mi chiamò il mio procuratore e mi offrì il passaggio al Milan. Dissi di sì e firmai subito".

    Meno male che ve ne siete andati entrambi!
    Vincitore della coppa Uefa Superleague Apertura 2010/11 e Supercoppa Superleague Apertura 2010/11
    Vincitore della coppa Superlega Clausura 2013/14

    Raccolta delle Zandetta di SuperLega
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    Originally posted by massituo
    lo disse anche ronaldo...e si sbagliò


    no lui disse: "sono più uomo io di tutte e voi tre messe insieme"

    Se nn le sai le cose, salle ...
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    <font color="blue" size=4 face="Mistral"><b>Io di te non mi stanco, sarò sempre al tuo fianco, sei la cosa più bella che c'è </b></font><br>

  Vieri: "Non avrei mai dovuto lasciare la Juve"

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