1. Quanti Teddy bisogna inventare per tutta la vita ?  
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    Intervistare la Signora Sereni è una vera impresa: impegnata tra casa, lavoro, figli e marito calciatore. Per fortuna riesce a trovare un po di tempo anche per noi ed intervistarla è un vero piacere perché oltre alla sua innata simpatia ci svela particolari interessanti sia sulla sua vita privata, in qualità di moglie del portierone del Torino Matteo Sereni, che sul mondo del calcio, considerando che Lady Silvia è da due anni anche la sua procuratrice:

    "E’ iniziato tutto quando era alla Lazio - confida Silvia -, purtroppo ha attraversato un momento difficile della sua carriera ed era stanco dei procuratori un po' tutti uguali, intenti solo ai propri interessi, e così mi chiese di dargli una mano. Da lì è nato tutto"

    Una curiosità, Silvia: ma come sei diventata procuratrice a tutti gli effetti, considerando che non ha solo la procura di suo marito ma anche di altri talentuosi giocatori?
    "Ho studiato tanto, mi sono rimboccata le maniche ed ho preso in mano carte e regolamenti. Per più di quattro mesi mi sono dedicata solo allo studio perchè ci tenevo a prendere la licenza da procuratore, alla fine ci sono riuscita e se ciò è accaduto è anche grazie ai consigli di mio marito. Ci confrontiamo spesso prima di prendere una decisione, consapevoli che non potremo mai tradirci a vicenda, ed è questo tipo di appoggio che è mancato a Matteo in tutti questi anni: la consapevolezza di potersi fidare pienamente di qualcuno in una scelta, qualcuno che lo assistesse facendo da scudo alle tante pressioni".

    Tuo marito, conoscendoti, si è fidato di te. Ma come hanno risposto in generale gli addetti ai lavori, considerando che il mondo del calcio è pur sempre un mondo maschilista?
    "Bene, devo ammettere che sono anche molto fortunata perché Matteo è un gran passpartout, essere sua moglie mi ha spianato la strada. Grazie ai suoi insegnamenti ed anche a quelli del padre Giorgio, che è stato prima calciatore e poi allenatore, ho potuto intraprendere questa professione con grande conoscenza e passione".

    Ma l’ultima parola a chi spetta prima di firmare un contratto?
    "Ci confrontiamo molto ma è chiaro che l’ultima parola spetta comunque e sempre a lui; del resto posso consigliarlo ma qualunque destinazione deve accettarla prima lui, anche se solitamente io rivesto sempre il ruolo della cattiva e lui quello del buono".

    Ma tuo marito non è un po’ geloso di questa tua professione con la quale hai a che fare spesso con uomini?
    "No, perché non gli dò modo. Questo è solo un lavoro, la mia felicità e la mia serenità è la mia famiglia: mio marito Matteo ed i miei figli, Simone di sette anni e Giorgia di tre".

    Stiamo parlando della tua professione di procuratore, ma abbiamo tralasciato il tuo primo incontro con tuo marito Matteo...
    "Risale a tredici anni fa, ci siamo conosciuti a Genova quando lui militava nella Sampdoria e io all’epoca gestivo alcuni locali della riviera Ligure. Una sera è venuto in uno di questi locali e ci siamo conosciuti, frequentati ed innamorati. Dopo tre anni ci siamo sposati e quest’anno festeggiamo dieci anni di matrimonio".

    Di quel giorno che ricordo hai?
    "Stupendo, ci siamo sposati in riva al mare su una spiaggia in Jamaica: una celebrazione unica ed emozionante".

    Un cerimonia particolare: indossavi anche un abito particolare?
    "A parte il luogo nessuna particolarità, indossavo il tradizionale abito bianco".

    Come trascorrete il tempo libero?
    "Io amo andare in palestra mentre Matteo pescare, a volte giochiamo tutti insieme con nostro figlio Simone alla playstation".

    Non parlerete anche di calcio tra le vostre mura domestiche...
    "Ebbene sì, guardiamo spesso le partite insieme e poi Matteo, come ti dicevo prima, mi dà tanti buoni consigli fondamentali per il mio lavoro".

    Ciò significa che in futuro, quando smetterà di giocare, si dedicherà anche lui alla professione di procuratore che hai già intrapreso tu?
    "Forse sì, proprio l’altro giorno mi ha fatto i complimenti dicendomi di continuare così che poi lui mi avrebbe seguito fra qualche anno. Vedremo... Per ora sono soddisfatta dei risultati che sta ottenendo. Per lui questa è stata una stagione fantastica".

    E’ il caso di dire che dietro un grande uomo c’è sempre una grande donna; nel tuo caso, mi sovviene spontaneo aggiungere, grandissima donna. Ma come riesci a conciliare tutto, Silvia?
    "Con tanto amore e passione per tutto quello che faccio, e poi aiutare mio marito per risollevarlo è stata la forza che mi ha permesso di arrivare dove sono, l’amore mi ha permesso di andare fino in fondo e di non mollare mai così come ha fatto mio marito nei momenti difficili: è davvero un grande uomo!"

    Che consiglio ti senti di dare ad un giovane portiere?
    "Di lavorare sodo, perchè alla lunga tenacia e pazienza ma soprattutto il lavoro vengono ripagati".

    Per concludere, Silvia, la tua ottava regola del "Decalogo per andare d’accordo con il proprio marito calciatore"?
    "Forse proprio quella di essere una grande donna, affinché il proprio uomo possa essere tale. E’ fondamentale essere una grande donna nella vita ma soprattutto se hai un marito che fa un lavoro così delicato e pressante come il calciatore. Devi essere per lui come uno scudo un porto sicuro una moglie ma soprattutto sua complice".

    Difficile esserlo se non si è Silvia Sereni! Grazie per questa intervista ed in bocca al lupo per la tua professione noi facciamo il tifo per te.
    "Grazie a voi, vi seguo spesso su Tuttomercatoweb. Vi saluto tutti e a presto"

    http://www.tuttomercatoweb.com/index.php?action=read&id=105297



    Che gran gnocca.E sembra pure intelligente.:cool:
    Non consiste forse nel rompere il tuo pane con chi ha fame, nel portare a casa tua i poveri senza tetto, nel vestire chi è nudo, senza trascurare quelli della tua stessa carne?

  Intervista alla moglie di Matteo Sereni

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