1. Stramazzarri torna  
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    Corvino: ''Vi racconto la Fiorentina del futuro''

    Rassegna stampa - 03/06/2008 8.08.38

    Questa mattina sulle pagine de Il Corriere dello Sport-Stadio potete leggere una lunghissima intervista al D.S. viola Pantaleo Corvino. Eccone un estratto.

    Corvino quando ha scoperto Felipe Melo?
    “Dai tempi di Lecce, seguivo il Cruzeiro di Luxemburgo, di Cris e di questo diciottenne che sapeva stare in mezzo al campo. Ne avevo perso le tracce quando andai a seguire l’Almeria, squadra rivelazione, e un giorno Prandelli mi disse che aveva visto un giocatore che gli piaceva, lo aveva seguito in tv in un match contro il Real o il Barcellona: era Felipe e io ero già vicino a prenderlo”.

    E Jovetic?
    “Ero su di lui e su Gulan, entrambi visti al Partizan. Non potevo tesserare extracomunitari e con la Samp prendemmo il secondo, ma nel frattempo avevo intrapreso rapporti stretti con Jovetic e con la sua famiglia. Così quando arrivarono le grandi società noi avevamo già… le fedi nuziali e non riuscirono a far saltare il matrimonio”.

    Come ha fatto a convincere Gilardino?
    “Come con Mutu. Cesare un paio d’anni fa mi diceva: avremmo bisogno di uno come Mutu per i calci piazzati. Io lo ascoltai, chiamai Adrian e gli dissi proprio così: ho bisogno di te per i calci piazzati. E lui mi disse di sì. Con Alberto è stato uguale, piaceva al nostro allenatore, io ci avevo provato già quando era al Parma ma poi andò al Milan, ci ho provato e devo dire che sia il ragazzo che il gruppo Bonetto sono stati disponibilissimi e di grande correttezza”.

    Quando chiuderà per Vargas?
    “Vedete, anche se fossimo al 99% comunque dovrei aspettare per cantare vittoria. Certo che ci sono annate nelle quali devi aspettare e altre nelle quali hai… più olio per friggere. Io sono un esperto di olive e di olio, le prime quattro ne hanno di più di olio, ma poi ci siamo noi. Io vengo dal paese degli ulivi e oggi che abbiamo più olio… friggiamo meglio”.

    Arriveranno anche Comotto e Reveillere?
    “La nostra società sta facendo grandissimi sacrifici, se alla fine sarà indispensabile farne ancorano probabilmente sarà per gli esterni”.

    Ci racconti come e perché è finita male la trattativa con Barzagli.
    “Sono sicuro che Barzagli, come noi, voleva assolutamente un accordo per indossare la maglia viola. Tantissimo tempo fa la Fiorentina aveva raggiunto un’intesa col Palermo e tanto tempa fa l’aveva raggiunto con il giocatore, su tutto, con una stretta di mano. Poi è arrivata l’offerta dalla Germania e il giocatore, non dico a ragione o senza ragione, ha preferito fare una scelta diversa. In bocca al lupo”.

    Ci spiega come ha fatto Osvaldo a convincerla a tenerlo ancora e a rinunciare agli otto milioni di euro che le avrebbe dato il Tottenham?
    “Prandelli mi ha detto: se Osvaldo ha voglia di restare e di continuare a crescere con noi, avendo davanti Mutu, a me va benissimo. Osvaldo mi ha detto: benissimo, io voglio restare e crescere. Perfetto grazie ancora alla società, che vuol vincere sempre di più e ci sta aiutando a costruire una squadra che può rinunciare anche a quegli otto milioni di euro…”.

    L’unica paura è che alla fine possa andarsene Frey. Succederà?
    “No, Frey resta. Siamo sicuri al cento per cento. È già certo e resterà per molto tempo”.

    Ma qual è stato il suo più grande colpo?
    “Toni. Solo io ho deciso di far investire 10 milioni di euro su questo ragazzo. Le altre, le grandi, Milan, Roma, Inter, non hanno avuto la mia determinazione”.

    E la sua più grande amarezza?
    “Non aver ceduto Toni a 25 milioni nell’anno in cui avrei preso Amauri a 8…”

    Chiariamo una volta per tutte il suo rapporto con Prandelli.
    “La nostra è una società nella quale i ruoli sono ben precisi. La società programma fuori dal campo, l’allenatore gestisce dentro il campo. Io ho portato un grande allenatore, adesso apprezzato da tutti. Tutte le scelte che ho fatto hanno ricevuto il suo avallo e lui non ha bisogno di nessun avallo quando decide la formazione da mandare in campo”.


    Alessandro Rialti - Corriere dello Sport-Stadio



    :cool: :cool: :cool:
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    Originally posted by TonyManero
    ci sono annate nelle quali hai… più olio per friggere. Io sono un esperto di olive e di olio, le prime quattro ne hanno di più di olio, ma poi ci siamo noi. Io vengo dal paese degli ulivi e oggi che abbiamo più olio… friggiamo meglio”.
    :rotfl:
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    Originally posted by TonyManero
    “Come con Mutu. Cesare un paio d’anni fa mi diceva: avremmo bisogno di uno come Mutu per i calci piazzati. Io lo ascoltai, chiamai Adrian e gli dissi proprio così: ho bisogno di te per i calci piazzati. E lui mi disse di sì.
    solo i calci piazzati? :asd: :asd:
  4. I'm only happy when it rains  
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    Originally posted by Zanetti_Capitano
    certo che la modestia è il suo forte :asd:


    Vogliamo parlare di Vignoni? :asd:

    Almeno Corvino se la tira sulla base di buoni acquisti... :cry:
    Comincio a credere che non conta quanto tu ami qualcuno: forse quello che conta è quello che riesci a essere quando sei con qualcuno.
  5. Quanti Teddy bisogna inventare per tutta la vita ?  
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    Originally posted by TonyManero
    Ci racconti come e perché è finita male la trattativa con Barzagli.
    “Sono sicuro che Barzagli, come noi, voleva assolutamente un accordo per indossare la maglia viola. Tantissimo tempo fa la Fiorentina aveva raggiunto un’intesa col Palermo e tanto tempa fa l’aveva raggiunto con il giocatore, su tutto, con una stretta di mano. Poi è arrivata l’offerta dalla Germania e il giocatore, non dico a ragione o senza ragione, ha preferito fare una scelta diversa. In bocca al lupo”.


    Praticamente gli ha detto...ammazzati te e i crucchi.:cool:
    Non consiste forse nel rompere il tuo pane con chi ha fame, nel portare a casa tua i poveri senza tetto, nel vestire chi è nudo, senza trascurare quelli della tua stessa carne?
  6. Quanti Teddy bisogna inventare per tutta la vita ?  
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    Luxemburgo: ''Felipe Melo vi stupirà''


    Fonte: di Lorenzo Marucci per Corriere Fiorentino
    «Io lo conosco bene, Felipe Melo è un grande giocatore. Fidatevi». Se a dirlo è Vanderlei Luxemburgo, i tifosi della Fiorentina possono star tranquilli. E' stato l'ex ct della Selecao a lanciare il neo centrocampista viola nel 2003 (quando non aveva ancora vent'anni) nel Cruzeiro che poi vinse il campionato brasiliano. «Lo avevo visto giocare nel Flamengo e mi colpì subito perché si intuiva che aveva un potenziale enorme. Fu così che ai dirigenti del Cruzeiro chiesi di acquistarlo».
    Luxemburgo aveva visto giusto con Felipe: d'altra parte, il tecnico sudamericano durante gli anni ha fatto debuttare giocatori gente che poi ha avuto una grande carriera da Roberto Carlos a Rivaldo fino a Maicon. L'interista era uno dei compagni di squadra di Felipe nel Cruzeiro. «Ricordo che inizialmente Melo partì tra le riserve, era molto giovane e doveva inserirsi gradualmente nel gruppo. Ma progressivamente seppe guadagnarsi spazio e nella seconda parte della stagione giocò parecchie gare da titolare». Nel corso di quella stagione Luxemburgo lo ha incitato, consigliato e, se necessario, anche corretto in alcuni particolari: «Già allora era un giocatore molto volenteroso, desideroso di dare un gran contributo alla squadra. Cercai di fargli capire l'importanza di dosare le energie durante la partita. Felipe ha ottime capacità atletiche, possiede la velocità necessaria per spingersi in avanti e poi tornare in difesa, ma a volte è anche opportuno non sprecare troppe risorse».
    Tutti consigli di cui Felipe ha fatto tesoro: negli anni successivi il centrocampista carioca ha compiuto progressi notevoli. E Luxemburgo non si è stupito: «E' un giocatore che ha sempre avuto grandi qualità, inoltre tatticamente è molto importante per la squadra. Combatte, è forte e sa tenere la posizione in campo. Ha una buona personalità e fisicamente si fa valere».
    Felipe Melo pare poter essere dunque definito un centrocampista completo, ma il tecnico brasilianoarriva ancheadefinirlo
    habilidoso, aggettivo che in portoghese viene utilizzato per i calciatori di talento, molto dotati dal punto di vista tecnico. Guai però a chiedere a Luxemburgo di paragonarlo ad altri giocatori: «Lui è semplicemente Felipe Melo, un ragazzo che ha dimostrato di essere d'aiuto alla squadra anche con i gol. Calcia bene dalla distanza, ma pure il colpo di testa è uno dei suoi punti di forza». Resta da capire a questo punto quanto tempo potrà impiegare ad adattarsi alla realtà del nostro campionato: «Io sono convinto che abbia tutto per far successo in Italia - sentenzia Luxemburgo - conosce già il calcio europeo e l'esperienza spagnola gli è certamente servita per maturare ancora. Ora dipenderà solo ed esclusivamente da lui». Con la maglia viola addosso Felipe cercherà anche di raggiungere un altro grande obiettivo, guadagnarsi la convocazione nella nazionale di Carlos Dunga. Un traguardo che secondo Luxemburgo potrebbe non essere così distante: «Anche in questo caso dipenderà da Felipe. Ha fatto tutta la trafila delle rappresentative giovanili, adesso deve cercare di approdare anche nella Selecao

    http://www.tuttomercatoweb.com/?action=read&id=107484


    :cool:
    Non consiste forse nel rompere il tuo pane con chi ha fame, nel portare a casa tua i poveri senza tetto, nel vestire chi è nudo, senza trascurare quelli della tua stessa carne?
  7. Stramazzarri torna  
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    Corvino a Casiraghi: "Non convocare Montolivo"

    "Se Montolivo in agosto andrà a Pechino per noi sarà una grossa perdita visto che nello stesso periodo avremo da affrontare i preliminari di Champions League". A lanciare l'allarme della Fiorentina è Pantaleo Corvino. I viola sperano che Pierluigi Casiraghi non convochi Riccardo Montolivo per le Olimpiadi. "Mi auguro che Casiraghi, avendo un gruppo già collaudato, rinunci a Montolivo e lo lasci alla Fiorentina. Questa società sta facendo uno sforzo importante per consegnare a Prandelli una squadra già pronta e più competitiva possibile proprio perchè la posta in palio è davvero molto alta".

  Corvino: ''Vi racconto la Fiorentina del futuro''

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