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    Il nuovo tecnico dell'Inter si racconta sull'aereo che lo porta a Tokyo. Dalla voglia di cominciare subito ai metodi di allenamento, dalle differenze tra Italia e Inghilterra a come si vince la Champions...

    Ha fretta di cominciare? «Non posso aspettare. Sogno il primo allenamento, sogno il debutto. Famiglia e amici mi dicono che ho i capelli bianchi per lo stress: non è vero, li ho perché li aveva mio padre, il calcio è gioia. Potessi, su 38 partite, giocherei 10 volte con la Juve, 10 con l'Inter, 10 con il Milan».

    La prima cosa che Moratti le chiederà è la Champions... «Capisco: c'è un po' di frustrazione perché da troppo tempo non si vince né si arriva alla fase "emozionale" del torneo. Ma io non scelgo: non posso e non voglio che lo facciano neanche i miei giocatori».

    Vuole tutto? «Non è detto che ce la faccia, ma devo tentare. Una grande squadra non sceglie. Con me, tutte le partite si giocano con stessa intensità e concentrazione. Fino alla fine».

    Ci anticipa qualcosa? «Finché non so chi compreremo, non posso certo dire modulo e né formazione. Però ho descritto il sistema principale al quale penso, l'alternativa, il profilo dei giocatori, e due-tre uomini per ogni profilo».

    Desideri? Lampard, Eto'o, Deco... «Con Marco si lavora bene. Però il suo compito è più difficile del mio: magari deve chiedere giocatori importanti a grandi club che non vogliono privarsene. Come se a noi chiedessero, non so, Maicon o Ibrahimovic. Per me è importante la garanzia del presidente che restino quelli che voglio: sarebbe il primo acquisto».
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    Mourinho: "Io scelgo, io alleno"

    E' già show. Mourinho detta le regole nell'Inter: "Io scelgo. Io alleno. Tutte le decisioni sono mie ma per capire il modulo dovrò sentire i giocatori". Intervistato dalla Gazzetta dello Sport il tecnico dell'Inter si racconta: "Moratti respira calcio fin da bambino e non parla mai della 'sua' Inter: la squadra per lui è dei tifosi. Abramovich non ha storia alle spalle. Non è facile fare confronti con Mancini ma abbiamo idee diverse. Voglio empatia emozionale, tecnica e tattica con i miei giocatori".

  Mourinho (e le sue idee): «La mia Inter deve puntare a tutto»

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