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    Clamoroso incontro in hotel per vedere Abramovich.

    Sembrerebbe una storia troppo divertente per essere vera. Dite la verità: avreste mai creduto che nello stesso giorno, alla stessa ora, nello stesso albergo, nella stessa città e nemmeno italiana, l'allenatore del Milan e l'allenatore della Roma potessero incontrarsi per essere ricevuti dal padrone del Chelsea che li esamina l'uno dopo l'altro onde scoprire se ingaggiare l'uno, l'altro o nessuno dei due? Ma no. Massì.

    Lunedì 2 giugno 2008 Luciano Spalletti entra nella hall del Four Seasons e chi trova? Carletto Ancelotti. Che sbotta: ma tu che cosa ci fai qui? E l'altro: se permetti, che cosa ci fai qui tu? «Ma non sarai mica qui anche tu per parlare con...?». «Non ci posso credere...». Ci devono credere tutti e due quando prima Ancelotti e poi Spalletti si ritrovano a tu per tu con Roman Abramovich. I colloqui sono lunghi e approfonditi. Sia l'allenatore del Milan sia quello della Roma superano l'esame, ma è Ancelotti ad uscire in vantaggio per via del migliore palmarès internazionale. Per entrambi, la proposta è spaziale: 7,2 milioni di euro netti, contratto di tre anni. Si vedrà.
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    Perrotta manda messaggi a tutti, da Spalletti alla società, passando per il suo futuro: «Se mi offrissero il triplo partirei»

    Il centrocampista giallorosso parla della Roma dal ritiro della Nazionale

    L'eco delle notizie più chiacchierate in Italia, come logico che sia, sta arrivando anche nel ritiro della Nazionale in Austria, a Baden. Per la gioia di Roberto Donadoni, un tipo piuttusto allergico alle distrazioni. Simone Perrotta, di voci da commentare, ne ha avute parecchie nella conferenza di ieri. A partire dai presunti contatti tra Spalletti e il Chelsea, ad esempio:

    «Non sono sorpreso che il Chelsea lo cerchi, visto che è un grande allenatore. Deve valutare lui. Sa quello che lascia, ma credo che alla fine non andrà via perché vuole vincere a Roma. Se andasse via, verrebbe a mancare un pezzo importante del progetto, perciò dovrebbe venire uno che continui il suo lavoro». L'ostacolo principale tra il tecnico toscano e il club londinese, a detta di molti, è la lingua. Difficoltà che Perrotta minimizza così: «L'inglese? Se uno è intelligente impara presto, e lui è intelligente».

    Poi si è toccato l'argomento mercato, con la Roma ancora poco attiva a causa delle note vicende societarie. Il centrocampsita azzurro ha mandato messaggi chiari alla società: «Noi abbiamo fatto bene con questa rosa, e secondo me non partiamo dietro gli altri, però qualcosa andrà aggiunto e sono convinto che la società accontenterà Spalletti. Dobbiamo avere fiducia nella famiglia Sensi».

    Salvo clamorose sorprese, dall'anno prossimo si ripartirà anche da lui. Ma promesse, Perotta, non si sente di farne: «Non so di richieste estere e perciò credo di restare alla Roma. Solo se dovessi vedere che la fiducia in me sta scemando prenderei in considerazione altre situazioni. I contratti nel mio caso valgono, anche se è giusto ammettere come i soldi siano importanti, visto che la nostra carriera dura poco. E' comprensibile che uno, se gli si offrisse il triplo, sia pur a malincuore andrebbe altrove».

  E Spalletti trovò Ancelotti a Parigi

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