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    OBERWALTERSDORF (Austria), 20 giugno 2008 - "Si sentirà la mia mancanza? Semmai quella di Pirlo, perché lui è unico". Rino Gattuso si sente troppo piccolo per essere considerato così importante. Contro la Spagna non ci sarà per squalifica e avrebbe voglia di spaccare il mondo. Ma sorride davanti alla sortita di Luis Aragones. Il c.t. degli iberici ha dichiarato: "Se Gattuso è l'uomo più importante dell'Italia io sono un prete". Rino ribatte così: "Mi ha anche fatto un complimento perché mi ha detto che sono un combattente, che non mollo mai. Ha ragione, io sono un gregario e ho interpretato le sue dichiarazioni come un complimento".
    CI PENSERA' IL GRUPPO - Rino, con la rabbia in corpo anche se non lo fa vedere, vivrà la sfida da spettatore. E gli rode. Sa che la Spagna è forte e che dovremo sputare l'anima perché oltre a lui dovremo fare a meno di Pirlo, uno dei pochi capaci di verticalizzare. "A livello tecnico non abbiamo nulla da invidiare alla Spagna - dice il rossonero -, ma abbiamo valide alternative e il gruppo farà la differenza". Il prossimo avversario lo conosce bene: "Con le squadre spagnole ho sempre avuto difficoltà a rubare palla; dovremo fare attenzione a questo aspetto. Hanno un gioco tecnico, maestri nel possesso palla. Somigliano un po' al Barcellona di due anni fa. E poi c'è Torres; che bravo, soprattutto quando crea superiorità numerica".
    TUTTI CON DONADONI - Torna poi a parlare di Donadoni, del buon rapporto degli azzurri con il c.t., "Nel calcio la riconoscenza non esiste: devi dimostrare ogni volta e ricominciare daccapo. Anche Lippi che aveva vinto tutto ha avuto momenti difficili". Poi sottolinea: "Donadoni è una brava persona; con lui si riesce a parlare e qualche piccola incomprensione è stata sempre risolta col dialogo. Lui sa che cosa vuole dai suoi giocatori".
    NOZZE OMOSEX - Gattuso a ruota libera che non avverte il bruciore di stomaco della tensione e che rivela i gusti musicali di Cassano: "Ama Nino D'Angelo e canta Carosone; anche bene". E dice la sua sulla visione del mondo del premier spagnolo Zapatero che non fa distinzioni sessuali. "Le nozze tra omosessuali non mi trovano d'accordo - dice a proposito della legge spagnola che le consente - per me le nozze sono tra un uomo e una donna. Sì, io mi scandalizzo, perché credo nella famiglia. E se credi nella famiglia e nella tua religione, non puoi essere d'accordo. Poi, siamo nel 2008 e ognuno fa quello che vuole".
    ITALIA DI TUTTI - Confessa che dopo il tracollo con l'Olanda "non è stato facile ricominciare ad allenarsi", ma poi, come sempre, è venuta fuori l'anima degli azzurri, capace di ricompattarsi e prefiggersi nuovi obiettivi. Questione di fame. E confessa: "Mi amareggia quando sento e leggo che questa è l'Italia di nessuno, fa male sentirselo dire". Un messaggio forte, perché è l'attaccamento alla maglia a fare la differenza.
    RONALDO E IL REAL - Infine il mercato e le voci di Cristiano Ronaldo dato in partenza verso la Spagna. "Davvero va al Real Madrid? Beato lui", dice Gattuso. "Chissà come sarà contento Ferguson - aggiunge -. Il Real ha dimostrato in questi anni che con lo strapotere economico che ha, se si mette in testa qualcosa la raggiunge. Tranne Kakà, ha centrato tutti gli obiettivi. Ma mi dispiacerebbe non vedere più Ronaldo con la maglia del Manchester United dopo tutto quello che ha fatto lì". "Beato lui"?, Rino spiega: "Io non c'entro nulla con loro, lì sono abituati ai piedi buoni, io resto nella mia famiglia, nella squadra che mi ha dato la possibilità di giocare tre finali di Champions. Non può andare sempre benissimo, ma io sono orgoglioso di indossare la maglia del Milan, un club che non ha nulla in meno rispetto al Real Madrid che almeno cinque coppe dei Campioni le ha vinte quando mio nonno aveva 20 anni".


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  Gattuso non lascia la scena

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