1. Quanti Teddy bisogna inventare per tutta la vita ?  
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    Torbinsky, l'autore dei gol del 2-1, è nato nella città chiusa di Noril’sk, nella Siberia del Nord, dove venivano mandati gli oppositori del regime. E ha giocato nello Spartak Mosca, squadra fondata dai fratelli Starostin, di cui uno, Andrej, era stato internato al campo di Norrillag

    VIENNA, 22 giugno 2008 - L’uomo che entra in porta con il pallone è nato oltre la linea del circolo polare artico. Storia di Dmitry Torbinsky, il figlio di Eugenio. E’ il russo che ha aperto ai suoi le porte della semifinale. Ma è nato nella città chiusa. Arriva da Noril’sk, Siberia del Nord. Non è una città qualsiasi. Anzi non è neppure più una città, ma questa è un'altra storia. Torbinsky nasce in Unione Sovietica il 28 aprile 1984. Noril’sk nasce mezzo secolo prima, nell’Urss di Stalin. E’ un gulag, uno dei preferiti da Berija, il capo della polizia stalinista. Norillag, così chiamano il campo, è un incubo. Qui vengono mandati i prigionieri politici, gli oppositori del regime. E’ una città prigione, dove si estraggono carbone e soprattutto nickel. Norillag viene chiuso nel 1956, intanto la città è cresciuta: dai 14.000 abitanti del 1939 è passata ai 118.000 del 1959.
    STALIN E IL PALLONE - Poi c’è un'altra storia, s’intreccia con quella dell’eroe di Basilea. E’ la storia dei fratelli Starostin. E’ tutta raccontata in un libro, bello e curioso. Il titolo è "Spartak Mosca, storie di calcio e potere nell’Urss di Stalin". Lo ha scritto Mario Alessandro Curletto, lo ha pubblicato il Melangolo. E’ la vita dei quattro fratelli Starostin: Nikolaj, Aleksandr, Andrej e Petr. Sono loro che nel 1935 fondano lo Spartak Mosca. Sarà l’unica squadra capace di raccogliere tifosi in tutta l’Unione Sovietica. Sarà anche per questo che entra subito in collisione con gli altri due club di Mosca. I fratelli Starostin non piacciono ai potenti funzionari del Cska, l'Armata rossa, la squadra del ministero della Difesa. Piacciono ancora meno a quelli della Dinamo Mosca, la squadra dei dipendente degli Interni. Insomma, quelli del Nkvd di Berija, gli antenati del Kgb. Così Berija inizia a perseguitare (anche) i fratelli dello Spartak.
    LA CITTA’ CHIUSA - Andrej Starostin viene spedito a Norrillag. Poi si sa, la passione per il calcio è una brutta bestia. Così il nostro diventa pure l’allenatore della Dinamo di Norilsk, dal 1944 al 1953. Esatto, guida la squadra locale della polizia. Fa l’allenatore dei suoi carcerieri. Dmitry Torbinsky ha lasciato la sua città nel 2001. Prima un breve passaggio nel Mortadel, che poi sta per Mortadella. Quindi, sempre nel 2001, è approdato allo Spartak Mosca: la squadra fondata dai fratelli Starostin. Solo che lo pagavano pochino. Allora ha deciso di passare al Lokomotiv. A Noril’sk resta (soprattutto) un’ottima squadra di calcio a cinque: è il Noril’skij Nikel’, ovvio. Ah, gli stadi sono tutti coperti, perché qui si scende anche a -61. L’eroe di Basilea a casa torna di rado. Norilsk, con il suo nickel e il suo carbone, resta uno dei luoghi più inquinati del pianeta. Dal 2001 è stata decretata città chiusa: gli stranieri possono entrare solo per motivi di lavoro. E solo con uno speciale permesso. Per colpa dell’inquinamento, il fiume Noril’skaya è diventato blu cobalto, la terra rosso fuoco e i campi color cenere. La chiamano la città dei falsi colori. E il 2-1 del figlio del gulag? Quello no, quello era tutto vero.

    http://www.gazzetta.it/Speciali/Europei/2008/Primo_Piano/2008/06_Giugno/22/russia.shtml



    :eek:
    Non consiste forse nel rompere il tuo pane con chi ha fame, nel portare a casa tua i poveri senza tetto, nel vestire chi è nudo, senza trascurare quelli della tua stessa carne?

  Russia: la qualificazione è passata da un gulag

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