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    .....fondamentale nella storia del calcio italiano

    Era l'11 luglio del 1982: sembra passata una vita da quel giorno che cambiò un po' la vita di tutti. L'Italia si laureò per la terza volta nella sua storia Campione del Mondo. L'Italia, tra stragi e pallottole, tra misteri e falsità, tra scandali nel calcio così come nella politica, rialzava la testa, con la tv che iniziava a fiutare il dolore (Alfredino e la sua orribile fine). L'Italia si ridestava nel modo più pulito e semplice: vincendo, con una squadra pulita e amata, con un allenatore genuino che sapeva imporre anche il primo silenzio stampa per proteggere il suo lavoro e i suoi giocatori. Con un Presidente che aveva subito il carcere e aveva un profondo senso della libertà, ma che soprattutto era uno di noi, uno che se si emozionava alzandosi in tribuna era per passione e non per la cura dell'immagine.

    Erano altri anni. Quando il calcio ancora era un qualcosa di vero, che anche nelle divisioni dei colori riusciva a unire. Agli albori del 1983 ricordiamo ancora il pubblico avversario che applaudiva Zico, che nella piccola Udinese ricamava punizioni e geometrie indimenticabili. Un calcio giocato ancora per strada, con i bambini che indossavano maglie colorate che solo nella fantasia potevano assomigliare a quelle dei propri campioni.

    E quel 20 che iniziava ad apparire ovunque, il primo vero esempio di un legame ad un numero, quando ancora il 2 era il terzino destro, il 3 il sinistro, il 6 il libero e così via, quando cioè i giocatori non erano solo un nome sulla maglia, quando il nome della squadra valeva più di quello personale. Senza nulla togliere al mondiale vinto da Lippi e dai suoi, quella del 1982 era una Italia diversa in tutti i sensi: impossibile dunque non ricordarla con maggiore affetto, come qualcosa di nostro. Forse la verità sta tutta qui. Ora il calcio l'hanno rubato, cambiato, seviziato, diluito in migliaia di immagini molte volte inutili. L'hanno espropriato dalla sua gente, da quel pubblico che negli anno '80 riempiva qualunque stadio.

    L'hanno reso da cosa importante a cosa seria. Nel 1982, quella calda sera dell'11 luglio, mentre mia nonna era appesa alle tende per festeggiare, Nando Martellini si limitava a scandire con voce emozionata ma pacata per tre volte “campioni del mondo”. Oggi non ci sono più né mia nonna appesa alle tende, né Martellini. Pian piano quei tempi passano, ma il ricordo di un momento unico non cesserà mai, e non riusciranno mai a farlo dimenticare. Forse in futuro qualcosa può ancora cambiare.

    Udineseblog.it



    grazie ragazzi :ave:
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    Che gioia, quella era una grande Italia, altri tempi, molte cose sono cambiate da allora, molte persone non ci sono più, ma il ricordo di quel mondiale rimane indelebile in tutti quelli che lo hanno vissuto. :cry:

    Ricordo la partita contro il Brasile, vista con mia nonna (anche lei non c'è più), sul 2-1 per noi lei dice "a questo punto è fatta"... ho toccato l'impossibile e dopo qualche minuto Falcao lasciato irresponsabilmente libero ha pareggiato.
    Per fortuna santo Paolo Rossi poi ha fatto ancora una volta il miracolo.

    La corsa di Tardelli, la tripletta di Rossi con il Brasile, la maglietta strappata di Maradona, il gol annullato ad Antognoni con il Brasile, i baffetti di Gentile, il rigore di Cabrini, tutti ricordi indimenticabili...

    Quello per me è "il mondiale". :cool:
  3. Roma non deve essere capitale  
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    Originally posted by TonyManero
    Che gioia, quella era una grande Italia, altri tempi, molte cose sono cambiate da allora, molte persone non ci sono più, ma il ricordo di quel mondiale rimane indelebile in tutti quelli che lo hanno vissuto. :cry:

    Ricordo la partita contro il Brasile, vista con mia nonna (anche lei non c'è più), sul 2-1 per noi lei dice "a questo punto è fatta"... ho toccato l'impossibile e dopo qualche minuto Falcao lasciato irresponsabilmente libero ha pareggiato.
    Per fortuna santo Paolo Rossi poi ha fatto ancora una volta il miracolo.

    La corsa di Tardelli, la tripletta di Rossi con il Brasile, la maglietta strappata di Maradona, il gol annullato ad Antognoni con il Brasile, i baffetti di Gentile, il rigore di Cabrini, tutti ricordi indimenticabili...

    Quello per me è "il mondiale". :cool:


    Quanto ti quoto Tony....... Il calcio era un altra cosa, meno muscoli, meno soldi, meno Berlusconi, più attaccamento alle maglie. Quella fu una vera impresa, perchè il Brasile dell'82 è uno dei più forti (a parte Valdir Perez) che abbia mai visto, l'Argentina era quella di Maradona, la Francia aveva Michel Platini...
    Se si vuole dare un senso alla propria vita, non occorre pensare di diventare dei grandi, ma si deve partire dal fare ogni giorno un qualcosa di piccolo all'interno del proprio micromondo.

  Oggi ricorre una data....

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