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    Vi prego leggetelo:asd:

    l tesoretto chi ce l’ha se lo tiene stretto. Sembra una filastrocca, ma al momento i tifosi ci si divertono poco. La botta Mutu fatica ad essere assorbita, dentro Trigoria e pure fuori. Così ognuno si fa le sue formazioni. Qualcuno insiste a metterci dentro Mutu, un po’ per vedere l’effetto che avrebbe fatto, un po’ perché le notizie clamorose che provengono dalla Fiorentina sul mancato rinnovo del contratto del romeno e sulle attese dimissioni di Corvino alimentano le speranze dei più tenaci. A Trigoria invece le speranze le hanno perdute da giorni e prima Spalletti, poi Pradè l’hanno detto con chiarezza, dopo aver tolto dagli scarponi del mercato giallorosso un po’ di sassolini da tirare verso Della Valle. Ora resta da scoccare la freccia per colpire il bersaglio giusto, ma l’attesa rischia di essere lunga. E nel frattempo a Trigoria si studiano tutte le possibili soluzioni. L’elenco dei procuratori, mediatori, affaristi, opportunisti, amici e nemici mascherati che continuano a proporre affari s’allunga di giorno in giorno. Il tesoretto fa gola, ma la Roma ormai è abituata ad andare dritta. Tutto sta ad individuare il bersaglio. E per ora se lo tiene stretto.
    Che strani giorni a... Roma, sembra una canzone della Nannini, è la realtà con cui ogni giorno fanno i conti Pradè e Conti, rimbalzando da un nome all’altro, parlando a cento telefoni, studiando ogni proposta. Degli esterni s’è già detto e ancora si dirà. Ma non manca giorno senza che qualcuno non proponga anche attaccanti di caratteristiche, spessore e zone del campo diversi. Il sogno più grosso, bocciato prima ancora di poterlo pronunciare, è stato ventilato di recente come se invece fosse una trattativa possibile e riguarda un vecchio pallino di Spalletti, che si chiama Samuel Eto’o, in realtà talmente fuori portata da aver appena richiesto un ingaggio di 10 milioni al Lione, che peraltro non dispera di potersi avvicinare alla cifra. Il tesoretto c’è, e forse si sforerà pure. Ma giova ricordare che Pradè e Conti dovranno portare altri due giocatori a Trigoria (l’altisonante esterno e un attaccante centrale, probabilmente Julio Baptista) con un budget di una ventina di milioni di euro, per giocatori che peraltro non guadagnino oltre i 2,5 milioni di euro all’anno, al limite con premi esclusi. Così anche un altro sogno prospettato a Trigoria in questi giorni resterà negli archivi delle utopie: riguarda Andrij Shevchenko, uno di quegli attaccanti che i romanisti hanno visto accanto a Totti solo nelle partite a playstation. L’ucraino s’è spento ai mondiali tedeschi, eliminato proprio dagli azzurri. Da allora solo delusioni londinesi, tanto da autorizzare qualche spiritosone a definirlo il più grosso flop della Premier League. Eppure il Chelsea dall’orecchio di una possibile cessione proprio non vuole sentirci. Ieri l’ad Peter Kenyon ha escluso la cessione di Sheva, come pure quelle di Drogba e Lampard. Disco rosso anche per il Milan, che prima di Ronaldinho avrebbe offerto venti milioni per ricomprare il suo cartellino e ora sarebbe interessato ad un prestito. A tener lontano l’obiettivo per la Roma c’è anche lo stipendio, sugli 8 milioni di euro.
    E anche chi si ostinasse a ipotizzare un ritorno dell’ultimo minuto su David Suazo, ritenuto in sovrannumero da Mourinho, dovrà rassegnarsi prima o poi. Il comportamento dell’honduregno non è stato apprezzato da Spalletti lo scorso anno, quando ha virato sull’Inter dopo aver trattato a lungo con la Roma con l’autorizzazione di Cellino. Adesso è tardi per i ripensamenti. Semmai un pensierino si potrebbe fare su Crespo. Ma tra un mese e se servirà.

  Un articolo che parla di niente

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