1. Quanti Teddy bisogna inventare per tutta la vita ?  
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    La 75enne leggenda del calcio inglese lo rivela in un'intervista al Sun. E' malato di cancro ai polmoni dal 1991. Insignito del titolo di "Sir" nel 2002, Robson è entrato nella "Hall of fame" del calcio inglese. Da allenatore fu lo scopritore di Ronaldo

    LONDRA (Gb), 8 agosto 2008. Bobby Robson sta morendo. E’ stata la stessa leggenda del calcio inglese a rivelarlo in un’intervista pubblicata ieri dal Sun, nella quale Robson racconta che il quinto attacco del tumore che ha colpito i polmoni sarà quello che lo porterà alla tomba e che ormai è solo questione di mesi perché questo succeda, come del resto gli hanno già detto anche i medici. “Ho accettato il loro responso – ha spiegato il 75enne campione, in lotta con il cancro dal 1991 e insignito del titolo di “Sir” nel 2002 – e ora sono deciso a fare tutto quello che posso nel tempo che mi rimane. Del resto, sono già stato fortunato a vivere così a lungo e di questo devo ringraziare i dottori e la loro dedizione. La mia attuale condizione viene descritta come “statica” e non è cambiata dal mio ultimo ciclo di chemioterapia. I medici sono riusciti a fermare lo sviluppo del tumore ai polmoni e a breve farò un nuovo esame, ma lo so che sto andando a morire. Capita a tutti, ma non ci voglio pensare. Mi sono goduto ogni minuto e ora il mio più grande problema è guarire da una banale laringite”.
    GENEROSO - Amatissimo dall’intera nazione, giocatore prima e allenatore poi dal carisma eccezionale e dalla gentilezza innata, Robson riesce comunque a trovare tempo per gli altri anche ora che non gliene rimane più tanto per lui. Lo dimostra la donazione di 500.000 sterline (630.000 euro) fatta ieri a nome della Sir Bobby Robson Foundation per un nuovo centro tumori nella sua amata Newcastle. “Non ho alcuna intenzione di starmene qui seduto a pensare a quello che potrebbe o non potrebbe succedere – ha continuato l’ex ct della Nazionale inglese ai Mondiali di Italia ’90 – anche perché ho sempre trovato difficile rifiutare gli inviti delle persone che conosco o la partecipazione a cause che reputo giuste, anche se la mia famiglia e i miei amici mi ripetono da una vita che dovrei imparare a dire qualche “no”. Ho passato un’estate frenetica: ho guardato Wimbledon e il cricket, sono stato al mio torneo di golf delle celebrità in Portogallo e mi sono organizzato per trascorrere qualche giorno di vacanza prima di tornare a Londra, dove sono stato premiato dalla Football League Managers Association”.
    CARRIERA - Nella sua ventennale carriera da giocatore, Robson ha vestito solo tre maglie (Fulham, West Bromwich Albion e Vancouver Royals) e disputato venti partite con la Nazionale inglese (segnando 4 gol), ma è come allenatore che ha raggiunto la fama internazionale, vincendo un po’ ovunque ed entrando a pieno titolo nella “Hall of Fame” del calcio inglese nel 2003. Non solo. A lui si deve la scoperta di un campione come Ronaldo quando era alla guida del PSV Eindhoven, che si portò poi al Barcellona nella stagione ’96-97. “Che il suo sia un esempio per le stelle mercenarie e milionarie di oggi – chiosa il tabloid a fine intervista – perché ci sarà un solo Bobby Robson”. E su questo punto siamo tutti d’accordo.
    Simona Marchetti

    http://www.gazzetta.it/Calcio/Primo_Piano/2008/08/08/Bobby_Robson.shtml

    :( :eek: :cry:
    Non consiste forse nel rompere il tuo pane con chi ha fame, nel portare a casa tua i poveri senza tetto, nel vestire chi è nudo, senza trascurare quelli della tua stessa carne?

  Bobby Robson: "Sto morendo"

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