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    Stasera si gioca la sua terza Supercoppa, ma Ferguson ha la memoria di un elefante: "Mi fece male vedere i laziali festeggiare come se fossero diventati campioni del mondo"

    Il tecnico del Manchester United può diventare il recordman della competizione.

    Stasera il Manchester United contenderà ai nuovi arrivati ai piani alti dello Zenit San Pietroburgo la Supercoppa europea.

    Se dovesse mettere le mani sul trofeo, per Alex Ferguson si tratterebbe della terza volta in carriera, la seconda alla guida dei Red Devils dopo il successo del '91 sulla Stella Rossa. In precedenza il tecnico scozzese ne aveva messa in bacheca un'altra, quando era sulla panchina dell'Aberdeen, battendo nell'83 quell'Amburgo di Magath che aveva castigato la Juventus in finale di Coppa dei Campioni.

    Ma Sir Alex è un tale cannibale che, pur avendo un palmarès che non sta su un'enciclopedia, non riesce a dimenticare le dolorose sconfitte incassate all'atto finale, come ad esempio quella proprio in Supercoppa europea contro la Lazio, che ricorda così quando gli dicono che potrebbe diventare il primo allenatore a fare tris nella prestigiosa competizione.

    "Ci tengo molto - confessa Fergie - Ancora ricordo la sconfitta del '99 contro la Lazio, eravamo troppo stanchi, ma mi fece male vedere i laziali festeggiare come se fossero diventati campioni del mondo. Stavolta non succederà: anche se mi mancano Cristiano Ronaldo e Ryan Giggs sono ottimista". Ma chissà che Arshavin non si travesta da Salas...
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    Zenit, lezione allo United La Supercoppa è russa

    Per la prima volta nella storia, una squadra russa conquista la Supercoppa Europea: gli avversari della Juve nel girone di Champions battono meritatamente il Manchester Utd per 2-1. Di Pogrebnyak, Danny e Vidic le reti del match

    MONTECARLO, 29 agosto 2008 - E' lo Zenit San Pietroburgo la prima squadra russa ad alzare la Supercoppa Europea. Allo stadio Luis II di Montecarlo, i vincitori dell'ultima coppa Uefa superano i campioni d'Europa del Manchester Utd per 2-1. Un risultato ampiamente meritato dalla formazione di Advocaat, che solo nel finale soffre la reazione degli inglesi. Nove anni dopo la sconfitta con la Lazio, la Supercoppa è di nuovo amara per sir Alex Ferguson: il tecnico scozzese, almeno per ora, non passerà alla storia per essere il primo allenatore a vincere questo trofeo per tre volte.

    REALTA' EUROPEA - Claudio Ranieri e la sua Juventus non avevano certo bisogno di questa serata per scoprire la pericolosità dello Zenit: già nella scorsa stagione, il cammino in coppa Uefa della squadra di Advocaat aveva impressionato. Ricordate tutti come finì a maggio: Bayern umiliato in semifinale, Rangers surclassati in finale. E non tragga in inganno la deludente posizione in classifica in campionato (dopo 19 giornate, lo Zenit è attualmente 6° a -11 dalla capolista Rubin Kazan): è dovuta a qualche problema di gestione dello spogliatoio, come nel caso di Arshavin, e al fatto che il calcio russo offre ormai almeno una decina di squadre competitive. Ed è ovvio che la nazionale di Hiddink, come ha dimostrato all'Europeo, tenga il passo delle grandi.

    PERICOLI DALLE FASCE - Sarà perché manca Cristiano Ronaldo, sarà perché in Premier League siamo solo prossimi alla terza giornata, sarà perché Advocaat predica un calcio veloce e aggressivo: fatto sta che il Manchester Utd del primo tempo è un mezzo disastro. Rooney, non in perfette condizioni, è lento e spreca l'unica palla buona, costruita da un Tevez che, invece, si fa apprezzare per corsa e idee. Nani fa solo confusione, mentre Fletcher, Anderson e Scholes faticano a tenere i ritmi di Denisov, Tymoschuk e Zyrianov a centrocampo. E se Ferdinand e Vidic non mettessero ogni volta una pezza, gli scatenati Danny, Dominguez e Pogrebnyak farebbero festa nell'area inglese. Un chiaro punto di forza di questo Zenit è la fascia destra, perché Anyukov (ricordate le sue volate a Euro 2008?) crea costantemente la superiorità numerica e sforna un cross dietro l'altro. Evra non ci capisce nulla e solo un po' meglio di lui, sul lato opposto, fa il rientrante Gary Neville.

    LA RIVINCITA DI PAVEL - Proprio mentre lo United pregusta già il quarto d'ora d'intervallo per riordinare le idee, viene colpito: Dominguez calcia dalla bandierina, Denisov va sul primo palo per la sponda aerea che Pogrebnyak schiaccia in rete di testa. E' l'1-0 ed è bello che il gol lo segni proprio Pavel Pogrebnyak, costretto a saltare prima la finale di coppa Uefa (sciocco cartellino giallo rimediato a semifinale già vinta) e poi l'Europeo, stavolta per infortunio. Al rientro dagli spogliatoi, in campo per lo Zenit c'è anche Arshavin, che Advocaat "punisce" spesso e volentieri con buone dosi di panchina e tribuna, vista la volontà del giocatore di lasciare il club.

    DANNY E VIDIC - Per il raddoppio è solo questione di minuti. Arshavin semina il panico fino al 15', quando il palcoscenico se lo prende Danny: il portoghese, appena acquistato dalla Dinamo Mosca, giustifica con una splendida azione personale i 30 milioni spesi per portarlo a San Pietroburgo e segna il 2-0, facendosi beffe di Ferdinand. Sembra finita, ma il cuore dei campioni d'Europa non va sottovalutato. Tevez suona la carica, l'ingresso di Park e O'Shea cambia la gara e poco prima della mezz'ora arriva l'1-2: cross di Rooney, Tevez appoggia per Vidic che indovina l'angolo giusto. C'è tempo per l'assalto finale dei Red Devils, che ci provano con tutto quello che hanno. Fin troppo: Scholes segna di mano al 90' e si prende la seconda ammonizione. Un finale ancora più triste per lo United: la festa, a Montecarlo, stasera è tutta russa.

  Supercoppa Europea

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