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    Il centrocampista maliano è un musulmano praticante e come tale osserva il digiuno dall'alba al tramonto prescritto nel mese sacro. Ecco perché ora accusa un po' di calo e contro il Catania toccherà a Marchisio

    VINOVO (Torino), 24 settembre 2008 - E' il mese caldo, il Ramadan. Per la Juventus si chiude il 30 settembre, dopo aver giocato sei partite in sedici giorni. Un tour de force. Per Momo Sissoko, invece, potrebbe finire un giorno dopo, il primo ottobre. Tutto dipenderà dalla luna. Ma questa è un'altra storia. Una storia seria. Sissoko è un musulmano praticante. E osserva le sacre regole del Ramadan. Per un mese, il nono dell'anno secondo il calendario lunare, i musulmani praticanti devono astenersi dal mangiare, dal bere, dal fumare e dal praticare attività sessuali. Dall'alba al tramonto, fino al 30 settembre. Che il centrocampista maliano osservasse il digiuno non è una novità. Lo aveva già dichiarato (pubblicamente) quando giocava nel Liverpool. Osservanza rispettata ancora una volta. "Senza dimenticare i doveri di un calciatore professionista", fanno notare gli amici. Una decisione comunicata (ovvio) alla società e allo staff tecnico. E ovviamente rispettata da Ranieri e dai dirigenti.

    L'ALTERNATIVA - Ora però, mentre la luna sta per nascere, Sissoko potrebbe osservare un turno di riposo. Insomma, stasera il titolare dovrebbe essere Marchisio. Momo è uomo devoto e onesto, uno che non cerca alibi. Così ieri, a Vinovo, ha detto ai suoi compagni: "Mi dispiace, so che a Cagliari non ho dato il contributo di sempre, ma sono stanco, molto stanco". Una serena confessione. E qualche dettaglio in più: nel mese caldo della Juventus, lui è stato decisivo soprattutto contro lo Zenit e l'Udinese. Due sfide notturne. Giocate entrambe dopo il tramonto.

    IL PRESIDENTE - Vero, c'è anche chi ha deciso di non seguire il Ramadan. Nasri dell'Arsenal, ha dichiarato: "Ogni corpo è diverso. L'anno scorso ho avuto la meningite e un infortunio alla caviglia, non me lo posso permettere". Più drastico il musulmano Abidal del Barcellona. Lui ritiene il digiuno incompatibile con lo sport ad alto livello. Spiega Dachan Mohamed Nour: "Il Ramadan è una preghiera, non certo una tortura. L'Italia è una società multietnica, è bello che sappia accogliere tutti. E gli allenatori hanno buon senso. Digiunare è una libera scelta, dalla quale sono comunque esentati chi ha problemi di salute o si trova in viaggio. Non i calciatori, così come chi lavora in fabbrica". Il dottor Nour è il presidente dell'Unione della Comunità Islamiche in Italia. Ed è anche medico dello sport. Sorride: "Io sono interista, ma mio figlio è juventino, ed è orgoglioso di quello che sta facendo Sissoko". La sfida (scudetto) continua anche così. Aspettando la luna nuova.
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    Originally posted by lucafiQo
    "Mi dispiace, so che a Cagliari non ho dato il contributo di sempre, ma sono stanco, molto stanco". Una serena confessione. E qualche dettaglio in più: nel mese caldo della Juventus, lui è stato decisivo soprattutto contro lo Zenit e l'Udinese. Due sfide notturne. Giocate entrambe dopo il tramonto.


    un colpo di genio, quindi, non farlo gocare stasera
    "Xchè? Xchèèè? 3-1, 3-2, 3-3 !!!"
  3. Roma non deve essere capitale  
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    Originally posted by digital_boy84
    un colpo di genio, quindi, non farlo gocare stasera


    E' la stessa cosa che ho pensato anche io.....
    Se si vuole dare un senso alla propria vita, non occorre pensare di diventare dei grandi, ma si deve partire dal fare ogni giorno un qualcosa di piccolo all'interno del proprio micromondo.
  4. Quanti Teddy bisogna inventare per tutta la vita ?  
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    Vabbè considerate che a breve ci sono impegni ben più duri di quelli di stasera.Martedì la Champions e in campionato Samp,Napoli e Palermo. :)
    Non consiste forse nel rompere il tuo pane con chi ha fame, nel portare a casa tua i poveri senza tetto, nel vestire chi è nudo, senza trascurare quelli della tua stessa carne?
  5. Quanti Teddy bisogna inventare per tutta la vita ?  
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    Forza Momo fai il tuo dovere oggi.:cool:
    Non consiste forse nel rompere il tuo pane con chi ha fame, nel portare a casa tua i poveri senza tetto, nel vestire chi è nudo, senza trascurare quelli della tua stessa carne?

  Sissoko, effetto Ramadan «Sono molto stanco»

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