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    http://parma.repubblica.it/dettaglio/Accusa-i-vigili-di-razzismo:-Picchiato-spogliato-offeso/1520837

    Accusa i vigili di razzismo:
    "Picchiato, spogliato, offeso"


    La denuncia presentata ai carabinieri da uno studente ghanese. Scambiato per un pusher, ammanettato e trasportato nella cella del comando. "Sulla busta dei documenti che mi hanno riconsegnato c'è scritto Emmanuel negro. Mi hanno messo davanti un pezzo di 'fumo' e di hanno detto confessa"
    di Giacomo Talignani
    L'hanno fermato all'uscita da scuola, braccato, pestato: un piede sopra alla testa, le manette e poi le botte, anche all'interno della macchina di servizio. Sette agenti della polizia municipale di Parma – questa la denuncia fatta in mattinata ai carabinieri del Comando locale – hanno aggredito alle 18,25 di ieri al parco cittadino ex Eridania Bonsu Emmanuel Foster, giovane studente ghanese di 22 anni – riducendolo con un occhio nero, una gamba malmessa (il ragazzo zoppica) e diverse lesioni, come testimonia il referto ospedaliero. Ancora una volta, dunque, i vigili urbani di Parma – la città della carta dei "più poteri ai sindaci e alla polizia municipale" finiscono nella bufera, dopo l'episodio della prostituta abbandonata a terra nella cella di sicurezza. Un nuovo grattacapo per l'assessore alla sicurezza Costantino Monteverdi e il sindaco Pietro Vignali, che solo due settimane fa ha presentato un pacchetto di sette ordinanze, ora allo studio di Roma, Bologna.

    Portato al comando della polizia municipale il giovane è stato fatto spogliare, perquisito e sbattuto in cella. Il giovane racconta di essere stato insultato: insulti razzisti. Gli è stato negato il permesso di telefonare a casa: solo alle 23 è arrivato il padre dello studente. Senza spiegazioni plausibile davanti a quell'occhio nero "mi hanno detto che era caduto ed era stato fermato perché non voleva dare le sue generalità" ha detto il padre, il giovane è stato rilasciato. E la polizia ha consegnato alla famiglia Bonsu una busta del Comune di Parma contenente i verbali con scritto sopra: "Emmanuel negro". Solo oggi la famiglia ha sporto denuncia e chiede, insieme alla comunità ghanese, scuse ufficiali e spiegazioni.

    L'aggressione
    Come ogni giorno Emmanuel Bonsu Foster, 22 anni, ghanese regolare, è andato a scuola intorno alle 18,15. Le sue lezioni all'Itis serale di via Toscana, di fronte al parco ex Eridania, iniziano alle 18,45. Il giovane è entrato in classe con anticipo, ha posato la cartella (in cui c'erano i documenti d'identità) ed è sceso in strada a fare due passi nel parco, aspettando l'inizio della lezione. Sono le 18,25. "Ho visto due uomini che parlavano dietro di me al cellulare – racconta – e un altro che si è avvicinato. Di colpo l'uomo da solo si è avvicinato senza dire niente, senza identificarsi e mi ha preso le mani. Gli altri due sono arrivati di corsa e mi hanno accerchiato. Ho preso paura, mi sono liberato e sono scappato". Emmanuel, gracile, alto non più di un metro e settanta e che dimostra meno anni di quel che ha, inizia la sua fuga disperata. In poco tempo arrivano altri tre agenti. Solo uno, secondo il ragazzo, da come è vestito "si capiva che era della polizia". Emmanuel fugge per il parco ma viene rincorso e atterrato. A pancia in giù sull'asfalto "mi hanno messo un piede sulla testa" e "hanno cominciato a menarmi. Poi le manette. Uno mi ha colpito con un pugno al volto". Nell'aggressione "gli agenti credo abbiano usato manganelli o forse erano bottigliette d'acqua, non so". Il 22enne viene fatto salire sulla macchina della polizia municipale. Con le manette ai polsi "hanno continuato a colpirmi finché non ho smesso di dimenarmi" e "mi davano del negro". Un "negro", Emmanuel, che fra pochi mesi andrà a lavorare come volontario nella comunità di recupero di Betania per tossicodipendenti, la stessa dove adesso è ospitato Matteo Cambi.

    Sbattuto in cella
    Senza chiare giustificazioni, a quanto riferisce il giovane, "mi hanno detto che ero scappato e per questo mi hanno arrestato". Emmanuel viene portato al comando di via del Taglio, lo stesso dove a metà agosto era stata rinchiusa una prostituta la cui foto a fatto il giro del mondo. Al comando lo fanno spogliare: "Mi hanno perquisito. Prima, al parco, mi avevano svuotato le tasche e preso il cellulare, la tessera dell'autobus, la tessera della biblioteca e qualche moneta". Emmanuel è completamente nudo. "Mi facevano girare fuori e dentro, fuori e dentro dalla cella. Avevo paura. Mi hanno obbligato a fare delle firme ma io mi sono opposto più volte, volevo chiamare a casa". Poi alla fine Emmanuel cede e firma il verbale.

    L'accusa
    Oltre alla resistenza a pubblico ufficiale e il reato di non aver mostrato le proprie generalità Emmanuel viene messo sotto torchio. Insieme a lui al parco è stato arrestato uno spacciatore. Emmanuel racconta: "I vigili mi hanno accusato di una cosa che io non sapevo cos'era, mi hanno messo davanti una cosa marrone come cioccolato, poi mi hanno detto di dire la verità perché hanno trovato questa cosa. C'era un'altra persona nella cella e la polizia mi ha detto che questo ha confessato tutto e che mi conosceva. Però io questo non l'avevo mai visto. Non so chi era".

    L'arrivo del padre
    Emmanuel chiede più volte di telefonare. "Mi è stato negato, ma sono maggiorenne e ne avevo diritto. Mi dicevano "negro muoviti" e poi…poi alle 22 hanno chiamato mio padre. Il papà di Emanuell, Alex Osei, metalmeccanico, in Italia dal '95, arriva al comando alle 23 insieme alla moglie Paulina. "Mi hanno detto che mio figlio era stato fermato perché era vicino ad uno spacciatore ma lui non ha voluto mostrare i documenti. Così l'hanno inseguito, dato che era scappato, e caricato in auto". Poi il padre, sotto choc appena vede il figlio, chiede agli agenti del comando: "Ma perché è ridotto così?. La risposta della municipale "è stata perché è caduto. Ma un occhio nero non te lo fai cadendo. Così io ho chiesto a mio figlio se era stato pestato. Lui ha detto solo sì". Il padre si infuria, chiede spiegazioni. "Ma quando ho alzato la voce e pronunciato la parola abuso mi hanno fatto il gesto con le mani di uscire. Mi hanno detto "Vai via". Ci hanno buttato fuori tutti". All'uscita, intorno alle 23, 15, nelle mani del padre, viene consegnata una busta con lo stemma del Comune di Parma: contiene i verbali e sopra c'è scritto "Emmanuel negro".

    All'ospedale
    Al Pronto soccorso di Parma Emmanuel e la sua famiglia arrivano a mezzanotte. Spiegano ai medici dell'aggressione: gli viene certificato un' ematoma, una ferita alla mano e il fatto che non abbia mai perso coscienza. Medicato, con ghiaccio e pomate, il giovane viene accompagnato a casa dal padre. Vengo avvertiti gli amici della comunità ghanese.

    L'epilogo
    Questa mattina la famiglia Bonsu si è riunita a casa di amici. Hanno raccolto tutto il materiale: la busta con scritto "negro", il verbale della municipale, il referto ospedaliero. Poi si sono diretti verso la caserma dei carabinieri, pronti a fare denuncia e "chiedere giustizia".

    Il comunicato del Comune
    Alle 11.14 l'ufficio stampa del Comune di Parma invia un comunicato dove si congratula con gli agenti per l'arresto di un famoso pusher nella zona ex Eridania. "L'assessore alla Sicurezza Costantino Monteverdi ha ringraziato nella giornata di oggi gli agenti della Polizia municipale che, dopo alcuni giorni di appostamenti, hanno arrestato in flagranza di reato un pusher al parco Eridania: "E' stata un'operazione esemplare per professionalità, risultato e correttezza visto che erano coinvolti anche alcuni minori. Era una segnalazione che arrivava dai cittadini e per questo sono soddisfatto due volte, per aver dato una risposta ad una richiesta reale che arrivava dai frequentatori del parco e, secondo, perché la Polizia municipale ha dimostrato ancora una volta di essere all'altezza dei compiti assegnati". Tralasciando però quello che viene denunciato da Emmanuel Bonsu.

    IMMAGINI

    VIDEO DELLA TESTIMONIANZA
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    http://mattinopadova.repubblica.it/dettaglio/articolo/1520765

    VIOLENZA IN UN SUPERMERCATO DEL CENTRO DI PADOVA
    Inchiesta sul pestaggio al supermarket


    L'ad: "Violenza sbagliata, ma provocava"
    L’amministratore del Punto Sma: «E’ stato un grave danno d’immagine»


    «Reagire con la violenza è sempre sbagliato. L'unica cosa da fare in casi come questi è chiamare la polizia». Il giorno dopo la pubblicazione delle immagini del pestaggio da parte del magazziniere di un presunto ladro, Federico Togni, amministratore delegato del Punto Sma, il supermercato di via Tommaseo teatro dell'episodio di giustizia fai-da-te non ha molta voglia di parlare. Anzi. Ne avrebbe, ma non per commentare.

    «Ero a conoscenza del fatto - continua Togni - anche se in quel periodo (il 7 agosto scorso) ero in vacanza. Mi era stato raccontato al telefono. Capisco però che vederlo è un'altra cosa. Tuttavia, non condivido la scelta di pubblicarlo. E comunque adesso cercherò di capire chi ha fatto fuoriuscire dei dati aziendali che ci danneggiano. Perché sebbene non abbiate scritto il nome, molti hanno capito di che supermarket si trattasse. Quelle sequenze poi, senza audio, stravolgono la vicenda. Quel giovane era da diversi giorni che entrava in negozio. Si mangiava la roba e poi sfotteva i dipendenti. Non voglio giustificare nessuno, sia chiaro. L'unica cosa da fare era chiamare la polizia. Ma quel frammento di video ci ha procurato seri danni e basta».

    La magistratura, tra l'altro, ha aperto un'inchiesta: la polizia è stata incaricata di compiere accertamenti sul pestaggio di un presunto ladro da parte del dipendente, ripreso dalle telecamere a circuito chiuso del negozio e di verificare le modalità della diffusione delle immagini, la cui conservazione è soggetta alle regole della legge sulla privacy.

    L'episodio risale al 7 agosto scorso: nel filmato si vede il magazziniere del market avventarsi su due giovani che stanno armeggiando vicino ad un espositore; subito dopo l'uomo prende per il collo il ragazzo e, dopo aver spinto a terra la giovane che è con lui, iniziare a prenderlo a pugni.

    Il ragazzo - un probabile tossicodipendente, secondo la polizia - reagisce a sua volta, urla, sputa verso il magazziniere, in un crescendo di violenza che si svolge sotto gli occhi impauriti dei clienti. Solo un avventore, un giovane di colore, interviene a un dato momento per togliere dalle mani del ragazzo una bottiglia che questi sta brandendo per difendersi. Per l'episodio non ci sono tuttavia denunce, né risulta che i due uomini si siano presentati in ospedale per farsi medicare.

    Nel frattempo l'onorevole di An Filippo Ascierto tende la mano al magazziniere. Parlando, in qualità di presidente nazionale dell'associazione Andromeda, di sicurezza e della scarsa tutela per le vittime di reati comuni, per le quali intende promuovere la creazione di un fondo nazionale, il parlamentare non ha dubbi su chi vada difeso. «Pur non conoscendo ancora nel dettaglio la vicenda annuncio che, nel caso di eventuali imputazioni a carico di qualche dipendente del supermarket, intendo offrirgli assistenza legale gratuita attraverso lo Sportello per le vittime della criminalità dell'associazione Andromeda». «La tutela delle vittime del crimine è fondamentale - rilancia Ascierto - è assurdo che al criminale sia garantito il patrocinio legale gratuito mentre le vittime debbano pagarselo, tra l'altro con poche possibilità di risarcimento in sede civile. Perciò sto spingendo anche per l'istituzione di un fondo nazionale per le vittime di reati comuni».

    IL VIDEO

    LA FOTOSEQUENZA
  3.     Mi trovi su: Homepage #4836348
    Originally posted by Zanetti_Capitano
    e non ho scritto niente sul ragazzo ucciso a Milano, di botte, con urla e insulti razzisti.


    per avvelenarsi un po c'e' un intervista della madre degli assassini.......

    senza vergogna!!!!!!!!!!


    cmq per quanto riguarda i due episodi da te citati sinceramente non mi sembrano niente di che.....

    uno e' un errore come ce ne sono sempre stati....

    l altro e' un tossico che ha preso due pizzoni....

    non vedo questa matrice sociale che tu hai rimarcato...
  4.     Mi trovi su: Homepage #4836349
    Originally posted by sir alexander
    per avvelenarsi un po c'e' un intervista della madre degli assassini.......

    senza vergogna!!!!!!!!!!


    cmq per quanto riguarda i due episodi da te citati sinceramente non mi sembrano niente di che.....

    uno e' un errore come ce ne sono sempre stati....

    l altro e' un tossico che ha preso due pizzoni....

    non vedo questa matrice sociale che tu hai rimarcato...


    ma sai, il punto secondo me è che già in questo periodo storico siamo tutti attenti praticamente solamente alle nostre tasche, avere anche una classe dirigente che fomenta non dico che sia responsabile in prima persona, però non aiuta a tranquillizzare gli animi

    L'operazione di non seguire l'istinto è sempre più difficile rispetto a quella che si attua seguendolo. Se hai qualcuno che ti sollecita a farlo può essere più facile. Se invece non c'è questo interesse perde senso anche per la popolazione impegnarsi per migliorare.

    E che sia chiaro, io non voglio difendere nessuno in particolare, è mio interesse solamente mettere in risalto alcune cose che stanno succedendo e che secondo me devono essere assolutamente criticate e bandite, invece trovano purtroppo appoggio anche politico.

    Qua si tratta di persone che usa il "negro" come dispregiativo, che lo usa come insulto, come se il colore della pelle fosse una cosa che differenzia l'essere uomini.

    Probabilmente è sbagliato mettere nell'insieme anche il fatto di Padova, ma devo ammetterti che questo fatto ha suscitato il mio scalpore più per l'indifferenza che oramai le persone provano di fronte a questi fatti più che il fatto stesso. Vedere persone che continuavano a passare la merce in cassa come se niente fosse, beh, è stato forse più duro, per me, rispetto alle botte che si è preso quel ragazzo (che può anche essere vero se le sia meritate)
  5.     Mi trovi su: Homepage #4836350
    Parla l'assessore alla sicurezza Costantino Monteverdi (Udc)
    E difende i vigili: "Quegli agenti non sono Rambo. Chi ha mentito pagherà"

    La città dell'assessore sceriffo
    "Qui la gente vuole ordine"


    dal nostro inviato MICHELE SMARGIASSI

    "Qui la gente ci chiede aiuto. A dimettermi non ci penso nemmeno"
    PARMA - "Io non sono un poliziotto, ma i cittadini mi chiedono sicurezza e io devo rispondere". Con tutti i mezzi? Secco: "I miei vigili non fanno certe cose, rispettano leggi e regolamenti". È un bastione, l'assessore Costantino Monteverdi, Udc, assessore alla sicurezza. "A dimettermi non ci penso nemmeno".

    Un bastione a difesa dei suoi vigili urbani in servizio di ordine pubblico. Alle undici di ieri mattina si era già affrettato a spandere elogi pubblici per "un'operazione esemplare per professionalità, risultato e correttezza, la polizia municipale ha dimostrato ancora una volta di essere all'altezza dei compiti assegnati", accidenti quanta enfasi per l'arresto di un piccolo spacciatore, cos'era, una una difesa preventiva? "No, non sapevo ancora delle accuse di quel ragazzo", garantisce il "questore civico".

    Poche ore dopo retromarcia, l'"indagine interna" su quel che è successo lunedì sera nel parco Eridania, e sopratutto dopo, nel chiuso delle mura del comando, si farà, è deciso, forse non troppo volentieri: "è un atto dovuto". Ma come sarà? "Gli agenti scriveranno i loro rapporti e il comandante farà le sue valutazioni". Tutto qui? I vigili indagano su se stessi, giudicano se stessi? "Vedremo poi col sindaco se sarà necessario fare altro". Sentirete il ragazzo? "Ha fatto denuncia contro i vigili, no? Lo sentirà qualcun altro". E dopo, visti i risultati dell'indagine così condotta, "chi ha sbagliato pagherà, e intendo chiunque ha sbagliato". Vuol dire che, se l'indagine dimostrerà che nessun abuso è stato commesso, denuncerete per calunnia il ragazzo? "Il buon nome della Polizia municipale va tutelato".

    Sarà un braccio di ferro, questa volta. Della prostituta "fermata per identificazione" a metà agosto resta solo quella fotografia che ha fatto il giro del mondo, di lei accasciata seminuda a terra sul pavimento della cella del comando dei vigili (sì, c'è una cella "municipale" al comando dei vigili urbani), seminuda e sporca. Lei è sparita. L'indagine sul caso, forse anche. Ma Emmanuel, col suo occhio gonfio, non sembra voler sparire. Anzi: denuncia. Vuole "andare fino in fondo", lui e la sua famiglia. Qualcuno, questa volta, avrà ragione e qualcuno torto. Al comando dei vigili urbani di via del Taglio, un piccolo smagliante castello di vetro e tubi d'acciaio senza campanelli (se è chiuso, devi chiamare un numero che ti avvisa: "la sua chiamata sarà registrata"), sono già pronti a sostenere l'impatto.

    I vigili semplici svicolano: "Ho letto solo i giornali". Non c'è nessuno degli agenti che era in servizio lunedì sera. Ci sono i dirigenti. E si rimboccano la manica. A metà giornata la comandante Emma Monguidi si sente già di anticipare la risposta all'indagine interna: "Non c'è stata nessuna violenza sul giovane. L'occhio nero se l'è fatto cadendo di faccia sul cordolo del marciapiede. Non l'abbiamo mai spogliato e l'abbiamo trattato con rispetto, come tutti, al di là del colore della pelle".

    Il comunicato ufficiale del Corpo è pieno di "non è vero". A sera, però, il ponderatissimo comunicato ufficiale del Comune è più prudente: "un fermo piuttosto movimentato che ha provocato il ferimento di due agenti e verosimilmente anche quello del giovane". Non è l'unica contraddizione tra le versioni ufficiali. Su quella storia della busta razzista, quella riconsegnata a Emmanuel con i suoi effetti personali e l'indirizzo "Emmanuel, negro", per i vigili "al momento della consegna era bianca", mentre per il sindaco "c'era scritta solo Emmanuel".

    Insomma se la sarebbe scritta da solo. "Chiederemo la perizia calligrafica", non demorde l'assessore. Bene, la chiede anche Emmanuel. No, è difficile che finisca in niente.

    Sindaci sceriffi, assessori questori, vigili-rambo alla prima vera prova su strada. Tutto è cominciato a Parma, in fondo: dove il 18 aprile scorso sindaco "civico" Pietro Vignali ha fatto firmare a sedici sindaci (bipartisan) del Nord quel cahier des doléances che il ministro Maroni ha poi trasformato in un pezzo del decreto sicurezza. Da allora, qui non se ne sono stati con le mani in mano. Sette ordinanze in fila, una raffica di divieti, dai mozziconi per terra ai "comportamenti degenerativi in pubblico". E un piccolo esercito di camicie azzurre per farle rispettare.

    Assunzioni massicce (un nuovo contratto su tre è in divisa), manganelli e canti antidroga e perfino un elicottero in arrivo (l'ex sindaco Ubaldi: "Arriveranno anche i missili..."), turni di servizio estesi a 24 ore su 24. Il messaggio dev'essere chiaro: a Parma la sicurezza te la garantisce il Comune. Il "fermo piuttosto movimentato" di Emmanuel, per dirla con l'eufemismo dell'assessore, è cominciato proprio così. Per "rispondere" ai cittadini. "Sa cosa mi dicevano gli anziani dei giardinetti? Dicevano: tutti quei vigili a fare multe davanti al supermercato mentre qui spacciano droga. E noi mandiamo i vigili contro i pusher". Non dovrebbe essere mestiere della questura? "Senta", s'irrigidisce l'assessore, "tra zero e un delitto c'è un'infinità di sfumature che inquietano i cittadini. Noi interveniamo sul disagio, sul senso di insicurezza".

    Ma come? Con che preparazione? I 200 vigili di Parma hanno fatto solo un corso perl'uso dello sfollagente che non è ancora in dotazione. Assessore, dica la verità: li avete messi sotto pressione, i vostri agenti, perché portino a casa dei risultati. Magari qualche volta gli scappa la frizione. Tutti possono sbagliare. "Non c'è nessun mandato ad essere aggressivi. I vigili fanno il lavoro che hanno sempre fatto. Un pusher c'era, non l'abbiamo mica inventato. Quel ragazzo poteva essere il suo palo".

    Un ragazzo senza precedenti, impegnato nel volontariato, che va alla scuola serale... "La scuola iniziava alle 19, cosa ci faceva nel parco alle 17?". Una passeggiata, assessore? "Si aggirava, telefonava, faceva gesti. Ci sarà un'inchiesta, vedremo a chi ha telefonato". Insomma lei è convinto che... "Io non sono convinto di nulla. Per me i diritti dei cittadini sono sacri al di là del colore della pelle, della provenienza o della religione. Ma di tutti i cittadini, vigili compresi. Vedremo chi ha detto la verità". La "città della sicurezza" da una parte, un ragazzo con un occhio gonfio dall'altra: non si accettano giocate sul pareggio.
  6.     Mi trovi su: Homepage #4836351
    Originally posted by Zanetti_Capitano
    ma sai, il punto secondo me è che già in questo periodo storico siamo tutti attenti praticamente solamente alle nostre tasche, avere anche una classe dirigente che fomenta non dico che sia responsabile in prima persona, però non aiuta a tranquillizzare gli animi

    L'operazione di non seguire l'istinto è sempre più difficile rispetto a quella che si attua seguendolo. Se hai qualcuno che ti sollecita a farlo può essere più facile. Se invece non c'è questo interesse perde senso anche per la popolazione impegnarsi per migliorare.

    E che sia chiaro, io non voglio difendere nessuno in particolare, è mio interesse solamente mettere in risalto alcune cose che stanno succedendo e che secondo me devono essere assolutamente criticate e bandite, invece trovano purtroppo appoggio anche politico.

    Qua si tratta di persone che usa il "negro" come dispregiativo, che lo usa come insulto, come se il colore della pelle fosse una cosa che differenzia l'essere uomini.

    Probabilmente è sbagliato mettere nell'insieme anche il fatto di Padova, ma devo ammetterti che questo fatto ha suscitato il mio scalpore più per l'indifferenza che oramai le persone provano di fronte a questi fatti più che il fatto stesso. Vedere persone che continuavano a passare la merce in cassa come se niente fosse, beh, è stato forse più duro, per me, rispetto alle botte che si è preso quel ragazzo (che può anche essere vero se le sia meritate)


    Zan secondo me il periodo storico é invece quelle della iperinformazione (su internet). Video e immagini al giorno d'oggi le si trovano facilmente e noi le possiamo vedere (e indignarci, sorprenderci, reagire emotivamente in qualsiasi modo) ma sono le stesse cose che accadevano 10 anni fa, riguardo a padova o al ragazzo ingabbiato ingiustamente. E la gente che non reagisce c'é sempre stata, anche a me mia mamma ha sempre insegnato di non mettersi in mezzo sennö le prendevo anche io (soprattutto a scuola, dopo che tornavo a casa coi denti rotti), piuttosto chiama qualcuno piu autoritario che possa agire in qlk modo.

    x quanto riguarda Abbo hai ragione, xö secondo me non é il razzismo di per se, ma la totale ignoranza della gente (ma li senti i commenti della madre dell'assassino?) che oggettivamente vive anni di crisi anche economica e deve a tutti i costi trovare un colpevole concreto, non per dire "é colpa del governo" ma come loro gli indicano 10 anni fa era colpa dei terun, ora sono gli stranieri, e quelli senza particolare cervello fino ci mettono poco ad agire.
    "Xchè? Xchèèè? 3-1, 3-2, 3-3 !!!"
  7.     Mi trovi su: Homepage #4836352
    E' stato accerchiato e picchiato a sangue davanti al teatro di Tor Bella Monaca
    Gli inquirenti: pestaggio razzista. Lo stesso gruppo avrebbe assalito un ragazzo di colore lunedì

    Roma, giovane cinese malmenato
    da cinque minorenni italiani


    Roma, giovane cinese malmenato da cinque minorenni italiani

    ROMA - Un ragazzo cinese di 25 anni è finito al policlinico di Tor Vergata, a Roma, dopo essere stato accerchiato e picchiato a sangue da alcuni ragazzi, cinque minorenni italiani secondo un testimone, in viale Duilio Cambellotti davanti al teatro di Tor Bella Monaca. Il ragazzo ha il setto nasale rotto, un grave trauma cranico, una profonda ferita alla testa e alcuni tagli al volto, ma non sarebbe in pericolo di vita. Sul posto sono intervenuti i vigili urbani dell'VIII gruppo. Secondo gli inquirenti si tratta di una aggressione a sfondo razziale.

    Il testimone ha riferito ai vigili che il ragazzo stava camminando per strada tranquillamente quando è stato circondato e malmenato con violenza. Dopo l'aggressione il gruppo, sempre secondo il testimone, è fuggito verso viale dell'Archeologia lasciando a terra la vittima che, in base alle prime informazioni, non parla italiano. Gli inquirenti sono convinti che i cinque aggressori conoscano bene la zona, e non escludono che siano tutti residenti a Tor Bella Monaca.

    Per gli investigatori potrebbe trattarsi dello stesso gruppo che lunedì sera, nella stessa zona, ha picchiato un ragazzo di colore che passeggiava in strada: sarebbero stati riconosciuti da alcuni testimoni.

    http://www.repubblica.it/2008/10/sezioni/cronaca/roma-aggressione/roma-aggressione/roma-aggressione.html
  8.     Mi trovi su: Homepage #4836353
    Le sue condizioni non destano preoccupazione
    [SIZE=5]Ambulante senegalese picchiato al mercato[/FONT]
    E' stato colpito alla testa con una mazza da baseball dopo una lite verbale con un altro commerciante. Forse era abusivo


    MILANO - Un ambulante di colore è stato picchiato con una mazza da baseball in un mercato di via Archimede a Milano. L'episodio è avvenuto stamane alle 11 circa. L'uomo, colpito alla testa, è ricoverato in osservazione all'ospedale. E' stato trasportato in codice verde al Policlinico; le sue condizioni non destano preoccupazione. Secondo una prima ricostruzione della polizia locale l'ambulante, di origine senegalese, forse abusivo, stava litigando con un ambulante italiano. Una lite verbale a cui avrebbero preso parte altri stranieri. A un certo punto è intervenuto un terzo uomo, armato di mazza da baseball, che ha colpito il senegalese e si è dato alla fuga.

    Articolo corriere.it
  9. Quanti Teddy bisogna inventare per tutta la vita ?  
        Mi trovi su: Homepage #4836355
    Ciampino, somala tenuta nuda per ore
    Denuncia di Antigone, accusata e perquisita corporalmente
    (ANSA) - ROMA, 3 OTT - Una donna somala e' stata 'umiliata, maltrattata e oltraggiata, tenuta nuda per ore allo scalo di Ciampino'. Lo dice l'associazione Antigone. La donna, 51 anni, sposata con un italiano e cittadina italiana, tornava, a luglio, da un viaggio a Londra con 4 nipotini quando 'e' stata accusata di rapimento di bambini, traffico di clandestini e di essere un corriere di droga; e' stata tenuta nuda per ore'. Innocente, 'nessuno le rilascia alcun verbale'. La donna ha sporto denuncia.

    http://www.ansa.it/site/notizie/awnplus/ticker/news/2008-10-03_103256016.html

    :eek: :mad: :muhehe:
    Non consiste forse nel rompere il tuo pane con chi ha fame, nel portare a casa tua i poveri senza tetto, nel vestire chi è nudo, senza trascurare quelli della tua stessa carne?
  10.     Mi trovi su: Homepage #4836356
    Originally posted by GLOBO
    Ciampino, somala tenuta nuda per ore
    Denuncia di Antigone, accusata e perquisita corporalmente
    (ANSA) - ROMA, 3 OTT - Una donna somala e' stata 'umiliata, maltrattata e oltraggiata, tenuta nuda per ore allo scalo di Ciampino'. Lo dice l'associazione Antigone. La donna, 51 anni, sposata con un italiano e cittadina italiana, tornava, a luglio, da un viaggio a Londra con 4 nipotini quando 'e' stata accusata di rapimento di bambini, traffico di clandestini e di essere un corriere di droga; e' stata tenuta nuda per ore'. Innocente, 'nessuno le rilascia alcun verbale'. La donna ha sporto denuncia.

    http://www.ansa.it/site/notizie/awnplus/ticker/news/2008-10-03_103256016.html

    :eek: :mad: :muhehe:


    pazzesco :eek:

  Ecco cosa succede a fomentare l'odio

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