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    Tra quelli che non cammineranno mai soli da qualche tempo c'è anche un italiano che in tre mesi ha conquistato la fiducia del tecnico e si è piazzato sulla destra di una squadra che, al momento, sta volando. Dallo stadio Friuli al mitico Anfield: il passo è stato molto meno avventuroso del previsto. Andrea Dossena ha confermato le sue grandi qualità e adesso è uno dei punti fermi del Liverpool di Benitez, primo in classifica in compagnia del Chelsea in Premier, che stasera proverà ad allungare anche in Champions. Dopo la vittoria col Marsiglia c'è il Psv. Quasi certamente ci sarà anche Dossena, che in nove partite ufficiali dei reds ne ha già giocate 7 da titolare. Lui ci mette un però. "Oggi (ieri, ndr) Benitez non ha provato la formazione come fa di solito, ha mischiato le carte. Probabilmente sapremo soltanto nella rifinitura chi gioca. Io ci spero, ovvio".

    Intanto il suo bilancio è più che positivo, no?
    "Sì, sono molto soddisfatto. Sono riuscito a ritagliarmi uno spazio. Non sono ancora al top nel feeling con la squadra e con il campionato, ma sono sulla strada giusta, ho capito quello che Benitez vuole da me. Qui il calcio è molto diverso, molto più veloce, con un pressing asfissiante, bisogna fare al massimo due tocchi. E io a Udine giocavo in mezzo, nel 3-5-2. Qui faccio il laterale nel 4-4-2. Benitez mi ha completato e a giudicare dall'attenzione che mi riserva il c.t. Lippi per la nazionale direi che ho fatto bene a venire qui. Ho realizzato il sogno di giocare in Champions e ora voglio vincere qualcosa d'importante col Liverpool".

    L'inno e l'entusiasmo dei tifosi le mettono ancora i brividi?
    "Beh, è entusiasmante. Ma in tutti gli stadi c'è un clima incredibile. Persino il piccolo Sunderland ha un impianto di 46 mila posti, sempre pieno e infuocato".

    Nessuna nostalgia dell'Italia?
    "Beh, un po' sì, anche da parte di mia moglie. L'Italia è casa nostra, ma questa è un'esperienza preziosa che voglio sfruttare fino in fondo".

    Come sono Torres e Gerrard visti da vicino?
    "Due fenomeni. Fernando è anche un ragazzo simpatico, molto disponibile. Gerrard è un campione anche nelle piccole cose: un professionista incredibile, molto meticoloso.

    E Xabi Alonso, la Juve ha sbagliato a non prenderlo?
    "Di certo è un gran giocatore, di costruzione più che di interdizione. Probabile che la Juve non volesse spendere così tanto, dopo aver già fatto un grande sforzo per Amauri. Però credo che le sarebbe servito".

    Questo Liverpool pare attrezzato per correre alla grande su tutti i fronti, vero?
    "Direi di sì. Benitez è molto bravo a tenere tutti i 25 della rosa sulle corda. Fa un turn over oculato. Mi piace molto, perchè è carismatico, lavora sui minimi dettagli, ma spiega tutto con calma, non perde mai le staffe. Se preferirebbero la coppa o il campionato? Mah, l'Europa per questa società ha sempre un grande fascino, ma è da molto che non vince la Premier. Non mollerà, non molleremo niente".

    Ora c'è l'ostacolino Psv: già studiato?
    "Oggi (ieri, ndr) abbiamo provato schemi per cercare di entrare nei loro punti deboli, domani (oggi, ndr) vedremo alcune cassette. Non è un partita così facile come sembrerebbe. Certo, se vinciamo andiamo a 6 punti e ci mettiamo tranquilli, anche se poi avremo le due sfide con l'Atletico".

    Diamo per scontati gli ottavi. Le piacerebbe sfidare un'italiana?
    "No, preferirei evitarla. Sono tutte forti. Magari in finale. Anzi, no, perché si gioca a Roma e sarebbe dura. Io penso che l'Inter, derby a parte, abbia qualcosa in più di tute le altre. E' la squadra da battere".

  Dossena conquista Liverpool

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