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    News - 07/11/2008 19.21.09

    Eccolo il vero problema di Riccardo Montolivo. Ce lo stavamo chiedendo da mesi: come mai non riesce a fare quell'ultimo gradino per passare dal "giovane bravo" al "grande giocatore"? Mancanza di personalitŕ? Collocazione tattica? Preparazione estiva precaria? Forse qualcosina di tutto questo c'č. Ma il punto centrale č un altro e ce l'avevamo sotto gli occhi. Montolivo sembra non sapere, o almeno non ricordare, cosa sia l'umiltŕ. Si sente forte, si sente arrivato. Le sue parole in sala stampa quest'oggi sono state persino troppo esplicite: dice di aver dimostrato le sue qualitŕ, di meritare la nazionale, di non voler neppure rispondere a certe critiche o certi appunti, perchč sono solamente creati ad hoc dai giornalisti. Autocritica? Zero. Qualcuno dirŕ che č meglio un giocatore sincero piuttosto che il solito calciatore che ripete frasi fatte, di circostanza, senza pensarle veramente. Su questo possiamo essere d'accordo, il problema č che la storia del calcio insegna che chi stacca i piedi da terra, un giorno o l'altro fa un capitombolo. Capita a livello di squadra e a livello individuale. Per arrivare lontano serve l'umiltŕ e la fame, cioč la voglia di non accontentarsi mai ma di voler sempre andare oltre. Montolivo in questo momento dŕ l'impressione di snobbare tutto questo, guarda tutti dall'alto in basso senza neanche prendere in considerazione l'ipotesi che forse, se riceve tante critiche, non si tratta di un 'complotto giornalistico'. Su una cosa detta oggi in sala stampa Riccardo ha perfettamente ragione: dal punto di vista tecnico non gli manca nulla. Ma per essere un grande giocatore le qualitŕ sulla carta, e ancor di piů le parole, servono a pochissimo. Guardi con che spirito scende in campo il suo idolo, Steven Gerrard, che ogni stagione mette in fila come minimo 10 assist e 10 reti...


    :unpazzo:
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    Beh tempo fa dichiarava di essere cmq deluso dal suo rendimento, quindi un pň di autocritica la fa.
    perň hai ragione, le qualitŕ le ha tutto, quindi ciň ke gli manca č a livello di personalitŕ.
    stessa cosa si puň dire di pazzini, lontano dal goleador che aveva fatto immaginare chissŕ quanti gol avrebbe segnato in carriera. (firse č vera la storia di Pazzolivo, tutti e 2 sono andare in crisi contemporaneamente)
    mentre parlo del Gila: io sono milanista e quando era da noi l'ho sempre difeso, mi piaceva il suo impegno, la sua cattiveria e poi mi piacciono quei gol incredibili che riescono solo a lui... beh perň non posso dire niente alla societŕ, lo ha aspettato per 3 anni, poi ha preferito puntare altrove.
    beh la sua ritrovata vena realizzativa da una parte mi fa piacere, dall'altra mi fa rosicare.
    perň sembra dare anche una conferma negativa: allora questo giocatore fa sfracelli finchč si tratta di rimanere a livello medio/alto, ma poi non riesce ad esprimersi in una big (nessuna offesa per la fiorentina, per caritŕ č sicuramente una squadra di tuttto rispetto anche a livello societario, perň non la considero ancora una big).. scusa se ho sforato dal discorso montolivo con considerazioni personali..

  Montolivo, ecco il vero problema: si sente arrivato

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