1.     Mi trovi su: Homepage #4906033
    Non penso ci sia bisogno di particolari presentazioni, Eluana Englaro, vive 17 anni (se cosě si puň dire) in stato vegetativo. Nell'esitenza di una persona č giusto un diritto nel vivere e se possibile in maniera dignitosa, ebbene questa che vita sarebbe ? e soprattutto dove sta la dignitŕ di una persona che da tanti anni si trova in uno stato in cui le emozioni e quello che č il relazionarsi con l'esterno č praticamente azzerato ?

    Il padre di Eluana (Beppino Englato) sta portando avanti questa battaglia in nome della figlia, poichč sembrerebbe che la stessa in un caso particolare prima del suo incidente (Aprile 1992), abbia espresso allo stesso il desiderio di evitare questa gonia e riposare finalmente in pace. Ovvio che non si possono avere testimonianze di quanto detto, anche perchč chi di noi ha mai pensato ad un'eventualitŕ del genere ?.....penso nessuno, quindi non si puň far altro che credere a ciň che afferma suo padre, anche perchč da quello che si legge, gli č sempre stato vicino, nonostante dall'altra parte non sono mai arrivati stimoli per ovvi motivi.

    Vi sono stati altri casi simili e anche meno gravi, considerando i singoli casi, ovvero gente che conduceva una vita sicuramente non facile e con estremo dolore, ma comunque sia non priva totalmente di quelle sensazioni che ad Eluana sono state azzerate del tutto. Mi riferisco a Elena Morino, aiutata nella dipartita da suo marito, a causa di un gravissimo edema celebrale, oppure al piů recente Piergiorgio Welby, aiutato da un medico anestesista Mario Riccio a morire con dignitŕ, nonostante abbia richiesto piů volte l'eutanasia in maniera ufficiale senza riuscire nel suo intento. O come la storia di Terry Schiavo (USA), morta nel 2005 (in stato vegetativo dal 1990) a seguito del permesso dato al marito, da parte dalla corte suprema di staccare il respiratore che la teneva in vita. Per quest'ultimo caso, c'č da dire che l'esame autoptico praticato sulla stessa dopo il decesso, ha accertato lo status della donna, il cui cervello pesava la metŕ di una donna in salute (rapportata alla stessa etŕ), che gran parte delle cellule erano irrimediabilmente distrutte o danneggiate, e che essa era totalmente incapace di percepire alcun senso, tanto meno sentire o vedere.

    Non saprei se essere completamente favorevole all'eutanasia, ma certamente a questi livelli sarebbe una liberazione per coloro i quali che si trovano in queste sfortunate circostanze, ma una liberazione anche per coloro che gli sono vicino, che possono ricordarsi del loro famigliare/amico, per com'era e non per com'č diventato a seguito della malattia. Il nocciolo della problematica che rende l'eutanasia una pratica vietata (in Italia) penso sia dovuta all'incosapevolezza dell'effettiva gravitŕ del soggetto e dall'incapacitŕ di sapere se lo stesso č in cuor suo cosciente di quello che č la sua situazione, certo č che anche se cosě fosse, nei casi in cui davvero non ci sia nulla da fare e se la cosa si protrae cosě per anni, direi che č piů che giusta una morte dolce e liberatoria come puň essere l'eutanasia. E' un mio pensiero che penso non offenda nessuno, anche se la chiesa si ostina a prendere posizione decisamente opposta in merito, ma qui non si tratta di essere un buon cristiano o meno, ma se č il caso o no di accanirsi verso una vita o meglio, verso un corpo e un'esistenza che non appartiene piů al diretto interessato.
    In questi giorni si sta discutendo a livello processuale le sorti di Eluana, spero che la vicenda si concluda in modo da poter dar pace finalmente a questa povera ragazza e a suo padre, che puň pensare finalmente di averla aiutata nel passare oltre.

    Concludo questo mio post riportando una bellisima frase di Piergiogio Welby, che penso sia molto diretta e che coglie perfettamente l'argomento :

    Ť Vita č la donna che ti ama, il vento tra i capelli, il sole sul viso, la passeggiata notturna con un amico. Vita č anche la donna che ti lascia, una giornata di pioggia, l’amico che ti delude. [...] Purtroppo ciň che mi č rimasto non č piů vita, č solo un testardo e insensato accanimento nel mantenere attive delle funzioni biologiche. ť

    (Piergiorgio Welby)

    blogTratto dal mio blog
  2. _________V_________  
        Mi trovi su: Homepage #4906034
    bello e struggente il pezzo di welby!


    per il resto con questa cazz di morale cattolica si costringe a pasarassitare chi non vuole + farlo dopo + di 15 anni.

    A volte mi domando se anche quando dobbiamo nascere/morire dobbiamo sempre chiedere il permesso a Ratzingher e i suoi commensali bardati di oro che parlano di povertŕ! :rolleyes:
  3.     Mi trovi su: Homepage #4988015
    Un'ambulanza l'ha prelevata alla clinica di Lecco dove è ricoverata

    Eluana trasferita a Udine nella notte

    Il neurologo: «Il sondino non verrà staccato per i primi tre giorni». Davanti alla clinica esponenti di associazioni

    MILANO - Eluana Englaro alle 5,30 è giunta in ambulanza alla casa di cura La Quiete di Udine. Il padre, che è arrivato in Friuli nel pomeriggio, aveva chiesto e ottenuto l'autorizzazione per portare via la figlia dalla clinica Beato Talamoni di Lecco dove era ricoverata e dare corso al decreto dei giudici milanesi che avevano autorizzato nello scorso luglio a interrompere alimentazione e idratazione artificiali della giovane.

    IL NEUROLOGO - «Il sondino non verrà staccato e per i primi tre giorni si continuerà a nutrirla artificialmente, allo scopo di permettere al personale di verificare la situazione», ha spiegato il neurologo di Eluana, prof. Carlo Alberto Defanti. «Dopo questi tre giorni, senza staccare il sondino, verrà sospesa l'alimentazione».
    Inoltre, a quanto si è appreso, l'équipe che darà corso all'interruzione del trattamento vitale si costituirà in un'associazione per meglio regolare i rapporti giuridici con la struttura che ospiterà Eluana.

    IL SILENZIO DEL PADRE -
    «Fino alla fine di questa vicenda non parlerò più. Poi si vedrà se avrà un senso parlare oppure no» ha detto in serata, a Udine, Beppino Englaro, papà di Eluana, arrivato nel pomeriggio a Udine dove ha incontrato l'avvocato Giuseppe Campeis, che lo ha poi accompagnato alla casa di cura La Quiete per una visita alla figlia. Nello studio del legale - si è saputo - Beppino Englaro ha firmato gli ultimi documenti. «Sotto il profilo del diritto - ha detto Campeis - non ho alcun dubbio». E Beppino, sull'onda di questa dichiarazione del legale, ha sottolineato che «è incredibile che non si capisca. Significa essere negazionisti del diritto. Negare la concretezza, negare la realtà». Anche l'avvocato milanese Vittorio Angiolini, che cura gli interessi della famiglia ha chiesto «che l'atto finale di questa tragedia si concluda nel silenzio. E' diritto della famiglia di Eluana avere il massimo della riservatezza in questa fase».

    PROTOCOLLO
    - Nella clinica udinese «verrà seguito un protocollo concordato con i consulenti», il prof. Giandomenico Borasio e il prof. Defanti, per attuare «quanto previsto dalla Corte di appello di Milano». Lo ha detto il primario del primo reparto di anestesia dell'ospedale S.Maria della Misericordia di Udine, Amato De Monte, in un'intervista al Tg regionale del Friuli-Venezia Giulia. De Monte ha definito «angosciante» il viaggio da Lecco e ha detto che di Beppino Englaro lo ha colpito «il modo con cui ha espresso questo suo perseverare nel cercare di esaudire la volontà della figlia e, in particolar modo, quello di volerla liberare. Ha usato questo parola che non dimenticherò mai. Penso che Beppino sia doppiamente devastato, per la vicenda di Eluana e per la grave malattia che la moglie sta soffrendo». Secondo De Monte, «Eluana non soffrirà perché è morta 17 anni fa. Invito tutti a non pensare cosa potrebbe provare Eluana, ma a pensare se si è disposti a vegetare per 17 anni come lei».

    DAVANTI ALLA CLINICA
    - Fuori dalla clinica di Lecco si erano radunati esponenti di diverse associazioni che hanno sempre difeso il «diritto alla vita» di Eluana Englaro. «Trovo terribile questo trasferimento fatto in piena notte, come se ci fosse qualcosa da nascondere», ha detto Maria Grazia Colombo, presidente nazionale dei genitori scuole cattoliche. «So che Eluana non vuole morire e visto non può urlarlo lei, lo grido io», ha affermato l'esponente del Movimento per la vita, Antonella Vian. L'assessore alla Famiglia e solidarietà sociale della Regione Lombardia, Giulio Boscagli, si è unito al gruppo «per una testimonianza in sintonia con quello che la Regione ha sostenuto finora». Il consigliere comunale di Lecco Giacomo Zamperini (Pdl), che si era sdraiato sul cofano dell'ambulanza in partenza per Udine, è stato denunciato per resistenza a pubblico ufficiale.

    L'APPELLO DEL VESCOVO DI UDINE
    - Un accorato «appello alla coscienza di tutti» è stato lanciato dal vescovo di Udine, monsignor Pietro Brollo, per far continuare a vivere Eluana Englaro. «Faccio appello alla coscienza di tutti perché quanti hanno chiaro di essere al cospetto di una persona vivente non esitino a volerne e d esigerne la tutela, mentre quanti dubitano ancora, abbiano la sapienza e la prudenza di astenersi da qualsiasi decisione irreparabile», ha detto il vescovo.
  4.     Mi trovi su: Homepage #4988024
    «la Cassazione ha colmato un vuoto, Il quale deve essere riempito dal Parlamento»

    Napolitano: sì al testamento biologico

    Per il capo dello Stato, che cita il caso Englaro, tutto questo «nulla ha a che vedere con l'eutanasia»

    LUSSEMBURGO
    - Un appello perché, almeno sui temi etici, la discussione in Parlamento sia pacata. Il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano ha auspicato che il Parlamento colmi un vuoto legislativo sul testamento biologico. Su
    questi temi, ha aggiunto rispondendo ad una domanda, occorre un esame parlamentare pacato.

    EUTANASIA - In Italia fa capire Napolitano, nessuno parla di introdurre l'eutanasia, ma il caso di Eluana Englaro impone una pronta approvazione della legge sul testamento biologico che regoli i momenti finali della vita. Il capo
    dello Stato sottolinea che si tratta di «questioni delicate». Tutto questo «nulla ha a che vedere con l'eutanasia». Il caso Englaro nasce attorno al fatto che «la Cassazione ha colmato un vuoto legislativo, il quale deve essere colmato in modo definitivo dal Parlamento».

    SCHIFANI - Sulla questione è intervenuto anche il presidente del Senato Schifani. «E' questo il momento della vicinanza, della riflessione e della responsabilita» ha detto Schifani. «Quanto sta avvenendo - ha aggiunto Schifani - pone ormai con drammaticità la necessità di un intervento legislativo che sappia prevenire e affrontare situazioni davanti alle quali le famiglie e le persone non possono essere lasciate sole. E apprezzo pienamente il lavoro che, con convinzione e prudenza, il Senato sta portando avanti per giungere al più presto a un risultato concreto sul tema del
    testamento biologico». Il Presidente del Senato ha proseguito invitando tutti a mettere da parte le diverse visioni politiche, per risolvere in breve tempo un problema «che lascia ciascuna coscienza divisa e incerta, qualunque sia la decisione che ritenga giusta». «L'immagine di Eluana - ha concluso Schifani - qualunque siano le convinzioni personali di ciascuno di noi, ci angoscia e rimane davanti a nostri occhi».
  5.     Mi trovi su: Homepage #4988032
    L'ipotesi: Anticipare il provvedimento sul testamento biologico

    Eluana, Berlusconi in campo
    Il governo ora pensa al decreto


    Il premier a sorpresa: stiamo lavorando per intervenire. E' lite sulla clinica di Udine. Il ministero: «Non è idonea»

    ROMA - L'annuncio arriva a notte inoltrata ed è di quelli destinati a fare rumore. Il governo vuole intervenire sul caso di Eluana Englaro. L'ha spiegato il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, lasciando Palazzo Odescalchi dove ha partecipato a una festa organizzata dalla principessa Nicoletta. «Stiamo lavorando per intervenire», ha detto il Cavaliere.

    L'IPOTESI DECRETO - Il governo starebbe pensando ad anticipare per decreto una parte del disegno di legge sul testamento biologico. Nelle prossime 48 ore sarà presa una decisione finale, ma è chiaro - riferiscono alcune fonti vicino all'esecutivo - che «al momento si sta monitorando la situazione per poi capire cosa fare». Il fatto è - aggiungono le stesse fonti - che la vicenda di Eluana creerebbe un precedente e la legge sul testamento biologico con il suo percorso naturale alle Camere non vedrebbe la luce prima dell'estate. Per questo motivo il governo avrebbe l'intenzione di anticipare il provvedimento. Da vagliare con cura è anche la posizione del presidente della Repubblica Giorgio Napolitano che non più tardi di martedì aveva auspicato sul tema l'intervento del Parlamento . Dal Colle si chiede un testo condiviso al quale partecipi anche l'opposizione.

    LA CLINICA - In precedenza le volontà dell'esecutivo erano state chiarite dal ministro del Welfare Maurizio Sacconi: il governo, ha spiegato il ministro, sta valutando l'idoneità della clinica "La Quiete" di Udine, dove Eluana è stata portata per effettuare il distacco del sondino, e le modalità del ricovero della giovane. «Abbiamo chiesto alla Regione Friuli informazioni circa il grado di abilitazione di questa casa di riposo - ha detto il ministro del Welfare al Gr1 Rai - perché lo stesso ricovero sembra sia stato realizzato con un fine di accudimento. Mio dovere è quello di non girarmi dall'altra parte di fronte a un tema così grande e, nel dubbio, insisto nel prendere la posizione che ho già preso, anche a nome del governo».

    ROCCELLA - E una prima risposta all'interrogazione di Sacconi sarebbe arrivata. Per l'assessore alla Salute del Friuli Venezia Giulia, Wladimir Kosic, la Clinica La Quiete (che avrebbe chiesto un'autorizzazione ufficiale proprio alla Regione Friuli) non possiede le condizioni per attuare il decreto della Corte di appello di Milano ai fini della sospensione della nutrizione e idratazione artificiale. Lo ha detto il sottosegretario alla salute Eugenia Roccella, al termine di un incontro a Roma con l'assessore. Per Kosic Eluana non può essere affidata e «presa in carico» dall'Associazione «Per Eluana» (composta dall'anestesista Amato De Monte, altri medici e una decina di infermieri specializzati), costituita la settimana scorsa per gestire l'attuazione del decreto della Corte di Appello di Milano per l'interruzione dell'alimentazione e dell'idratazione della donna. L'assessore Kosic, ha spiegato Roccella, « ha comunicato alla clinica che questa procedura non è possibile». Le ragioni di tale impossibilità, ha quindi riferito il
    sottosegretario, stanno innanzitutto nel fatto che, «in base alla regolamentazione regionale e dello stesso Servizio sanitario nazionale, per ogni paziente deve essere previsto un Piano assistenziale individualizzato (Pai) che non può prevedere trattamenti non in coerenza con le finalità del Ssn». Inoltre, ha proseguito Roccella riferendosi alla posizione espressa da Kosic, «non è possibile che la Clinica consegni a terzi la paziente e inoltre la stessa clinica non
    può offrire cure per cui non è attrezzata».

    L'AVVOCATO DELLA FAMIGLIA ENGLARO - Fino a quando saremo nella legalità non ci fermeremo»: lo ha detto l'avvocato Giuseppe Campeis, interpellato sui risultati dell'incontro fra il sottosegretario al Welfare e l'assessore regionale alla sanità del Friuli. «Noi - ha spiegato Campeis - ci fermeremo nel momento in cui c'è qualcosa di illegittimo o di illegale nella procedura o se, per ipotesi assurda, uscisse un provvedimento normativo che qualifica la
    condotta che stiamo tenendo come penalmente rilevante». «A quel punto - ha aggiunto Campeis - mi fermo, è chiaro: io non vado a violare assolutamente una legge, ma oggi come oggi, dalle valutazioni che abbiamo fatto, non esiste una violazione di legge. Se ci convincono che esiste, noi ovviamente ci adegueremo alla regola, specifica o generale. Viviamo o riteniamo di vivere in un Paese di diritto: se una norma ce lo vieta e siamo convinti che ce lo vieta, ci fermiamo».

    IL NEUROLOGO- Intanto partirà da giovedì o venerdì la progressiva riduzione dei nutrienti per Eluana. Lo ha detto il neurologo che segue la Englaro, Carlo Alberto Defanti. «Il protocollo - ha detto Defanti - è partito nel momento del ricovero e prevede che la quantità di nutrienti venga ridotta dopo tre giorni». La riduzione dei nutrienti sarà «discrezionale», ha proseguito il neurologo, ma molto probabilmente «prevederà inizialmente una riduzione drastica, di circa il 50%, e poi sempre più graduale. Non sarà un processo brutale». Contemporaneamente ad Eluana saranno somministrate piccole dosi di sedativi «a garanzia che non provi alcuna sofferenza». Difficile prevedere il tempo di sopravvivenza: «in media questo è di due settimane, ma possono subentrare imprevisti o possono rivelarsi fibre eccezionalmente resistenti. In ogni caso è probabile che il tempo complessivo sia vicino a tre settimane».

    BOSSI - Sul caso Eluana è intervenuto anche Umberto Bossi, dicendosi contrario a una legge sul testamento biologico, auspicata martedì dal presidente Napolitano. «L’appello di Napolitano a fare una legge lo capisco - spiega il leader della Lega -, ma il Parlamento non può decidere sulla nascita e sulla morte, altrimenti tutto diventa scientismo». Quanto alla vicenda personale di Eluana Englaro e del padre, «io non avrei il coraggio di
    staccare la spina - dice Bossi -. Io padre non avrei il coraggio di farlo. Certo tutto dipende, se non tutto, dalla fede e dalla speranza che ha un padre. Magari aspetta un miracolo del Signore, oppure che tra un anno esca un farmaco».

    BAGNASCO - «Se la vicenda di Eluana Englaro arriverà alla sua conclusione vuol dire che l'Italia sta scivolando verso una deriva eutanasica» ha dichiarato invece il presidente della Cei il cardinale Angelo Bagnasco. Quello attuale, ha
    osservato ancora Bagnasco, è «un momento grave e triste tanto più perchè la nostra cultura è impregnata, da sempre, della difesa della vita soprattutto nelle sue forme più fragili, dal suo inizio, il concepimento, alla naturale conclusione».
  6.     Mi trovi su: Homepage #4994375
    Pezzotto ha scritto:
    Eluana è morta

    R.I.P. :(
      anche se non credo a queste parole: PAce all'anima sua

    e spero che finalmente finisca il circo bestiale di tutti quelli che su questa poveretta e sue padre ci volevano SOLO speculare per ottenere cose a loro utili; in primis l'onnipresente omuncolo di Arcore, che ha preso al volo l'occasione per dare un'altra "picconata" alla Costituzione ed al "Quirinale".
  7. aaa  
        Mi trovi su: Homepage #4994414
    E' successo quello che doveva succedere anche se davvero troppo...troppo...troppo tardi e neanche per colpa sua alla fine.
    Questa volta chi è al governo italiano ha dimostrato che non è capace(o non vuole) di inquadrare uno specifico caso, immaginatevi un popolo intero.
    Chi predica la vita invece non ha ancora capito cos'è la vita e cos'è la non vita.

    R.I.P.
    IO il 25 Agosto 1970 C'ERO :cool:
  8.     Mi trovi su: Homepage #4995022
    Io penso che ieri Dio ha fatto il suo miracolo. La medicina fa tanto per noi, e dovrà continuare a fare tanto, e la scienza dovrà sempre essere spronata a trovare nuove cure però come per ogni cosa l'abuso è nocivo... Ormai siamo arrivati a un livello oltre il limite...io la situazione di Eluana me la sono sempre immaginata come una ragazza che non vive a cui Dio tende la mano per portarla con se in cielo ma noi da qua giù da egoisti e da moralisti (di non so cosa poi) ostiniamo a tenerla qui con noi... attaccata ad un filo... labile ma che c'è e che c'è stato per 17 anni.

    Io non oso immaginare come si fosse ridotta... come l'avesso ridotta a quella povera ragazza...pesava meno di 40 kg...e aveva i mille altri problemi che hanno queste genere di persone... Ora voglio immaginare che stia bene.. e che stia come nelle foto che c'hanno sempre fatto vedere e a tutta la Chiesa che parla di omocidio.. eutanasia.. "che Dio perdoni chi l'ha fatta morire" io dico che non esiste amore più grande di un padre che per 17 anni ha curato la figlia e che per 17 anni ha combattuto per la libertà del corpo e dello spirito di Eluana.
    "Tutto ciò che ha un inizio, ha una fine" (Matrix revolutions)

  Caso Eluana Englaro

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