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    RESTA: "O SI PAGANO I DEBITI O IL 26 CHIEDO IL FALLIMENTO"

    La festa č finita!
    Tra tre giorni, precisamente mercoledě 26 novembre, il Presidente Resta porterŕ i libri in tribunale e dopo 95 anni l'A.C. Legnano finirŕ di esistere.
    Questa in estrema sintesi il senso delle dichiarazioni, devastanti, rilasciate dal numero uno lilla al termine di Legnano-Spal, raccolte dal nostro inviato Roberto Mezzenzana:
    "Per quanto riguarda la societŕ posso dire che siamo in un momento delicato, perché entro il giorno 26 Novembre dobbiamo coprire le perdite dello scorso anno, non dico la cifra, altrimenti si va in liquidazione. Nonostante i numerosi appelli non si č mosso nulla. Io ho cercato di fare qualcosa, ma nessuno si č mai mosso per darci una mano anzi, invece di arrivare, la gente sparisce. Purtroppo ci trasciniamo una situazione di perdite dovute al periodo precedente al mio ingresso in societŕ. Io non voglio e non posso fare il kamikaze, siamo in un momento difficile anche in Italia, ma nonostante sia venuto a Legnano con tanta voglia di fare bene, non posso rovinare me e la mia famiglia. La societŕ č abbandonata al suo destino, chi ha nel cuore il Legnano si faccia avanti. Mi dispiace dire queste cose, dovevano essere altri a parlarvene. Noi giocheremo fino a giugno poi la societŕ sparirŕ!!! Ci saranno altre squadre in questa situazione a fine campionato. Faccio un appello ai tifosi di stare sempre vicino al Legnano.”
    Dichiarazioni, come dicevamo, semplicemente devastanti, che mettono in luce in modo chiaro e netto anche la spaccatura tra il Presidente e l'ex patron lilla Marco Simone.
    "Purtroppo ci trasciniamo una situazione di perdite dovute al periodo precedente al mio ingresso in societŕ", parole piů chiare non potevano essere dette.
    Le spese folli dei primi due anni di gestione Simone (come non ricordare i contratti pluriennali con molti, troppi zeri, firmati per aggiudicarsi giocatori a dir poco discutibili tecnicamente - Maiolo su tutti) continuano a pesare sul bilancio di questa societŕ.
    E Resta, subentrato a Gianni Simone alla presidenza lilla lo scorso campionato, ha deciso di chiudere il rubinetto.
    "La societŕ č abbandonata al suo destino", continua a ripetere ormai fino alla noia Pippo Resta.
    Ma la domanda piů che lecita č "Abbandonata da chi?"
    Dagli investitori legnanesi micragnosi e poco disposti a spendere?
    Si č mai chiesto Resta, e prima di lui Simone, se davvero in cittŕ questi "Paperon De' Paperoni" esistano davvero?
    Evidentemente dimenticano che dopo la dipartita di Mari prima e Villa poi, la squadra č finita miseramente tra i dilettanti, dove ancora oggi probabilmente giocherebbe se non fossero arrivate persone da fuori (Rusignuolo e Di Bari, il primo legnanese solo d'adozione, il secondo comasco).
    Il tessuto cittadino č quello che č, Di Bari lo aveva capito e l'unica volta che si č trovato nelle zone alte (e potenzialmente costose...) della classifica, non ha esitato un secondo a cacciare un allenatore dopo una vittoria, caso unico della storia calcistica mondiale!
    Un conto č girare con il Suv, giocare a golf la domenica, mettersi un mantello colorato per vincere un Palio, un conto č avere una quantitŕ semplicemente folle di denaro da buttare in quel pozzo senza fondo che č una squadra professionistica di calcio.
    Lo sapete che il Legnano costa 150.000 euro al mese? Al mese, sě, avete letto bene.
    Quanti sono i legnanesi, facoltosi o meno, che possono permettersi una simile spesa?
    Quanti di noi una simile cifra la vedono solo dopo qualche anno di duro lavoro?
    E' chiaro che nč Simone, nč Resta, quando hanno deciso di imbarcarsi in questa folle impresa non hanno minimamente valutato la realtŕ nella quale si stavano per imbattere.
    Non avevano evidentemente valutato come Legnano non possieda grandi aziende con un marchio da lanciare e tanti soldi da investire nel marketing.
    La "Franco Tosi" č morta da anni, la "Legnano" di legnanese ha solo il nome, i cari "D&G;" sono talmente legati alla cittŕ dove incidentalmente lavorano che al funerale di un grande legnanese loro collega come Gianfranco Ferrč manco c'erano...
    Certo, esistono gli imprenditori legnanesi, ma la "rella", come direbbero i nostri vecchi, č nota. Tante piccole e medie aziende, che navigano a vista da anni in mezzo ad una crisi planetaria.
    Ma se non si riesce nemmeno a trovare qualche centinaio di euro per uno straccio di sponsor per una trasmissione radiofonica (ed io e Christian lo sappiamo bene), come si puň pensare di trovarne addirittura centinaia di migliaia al mese?
    Questa č la realtŕ nella quale viviamo, č inutile nascondere la testa sotto la sabbia.
    Nessuno aiuta Resta e Simone non perchč siano "brutti, cattivi ed antipatici" (anche se a proposito di simpatia ce ne sarebbe da dire, ma questo č un altro discorso), ma molto piů semplicemente perchč di "danč" a Legnano proprio non ce ne sono.
    O quelli che ci sono sono troppo pochi per gestire una simile impresa.
    Punto.
    Cosa possiamo fare noi poveri tifosi?
    Nulla.
    Punto.
    Ieri eravamo in 1.300 allo stadio, ma grazie agli ospiti che forse erano piů di noi.
    Se la gente non viene allo stadio manco se gli regali l'abbonamento, cosa si puň pretendere di piů?
    Noi tifosi ieri c'eravamo, pochi come sempre, ma c'eravamo.
    Ma se il 98% dei nostri concittadini non sa nemmeno che esiste una squadra di calcio cosa possiamo farci?
    Niente.
    Punto.

    La festa č finita!
    Facciamocene una ragione...



    Gianfranco Zottino - www.statistichelilla.it

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  2. aaa  
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    QUALI SCENARI PER IL LEGNANO? IL PRECEDENTE MONZA

    Dopo le dichiarazioni del Presidente Resta, quali scenari si aprono per l'A.C. Legnano?

    Il primo, il piů semplice, vede protagonisti i fratelli Simone. Se contribuiranno a sanare il debito contratto dalla squadra lilla nei due anni di gestione precedente l'arrivo di Resta (č questo il senso dell'ultimatum lanciato domenica), il Presidente acquisterŕ il 100% delle quote, oggi in mano a due fiduciarie, e porterŕ avanti la squadra da solo.
    Se questo non dovesse avvenire (e viste le cifre in gioco - il debito č attualmente intorno al 1.500.000 di euro - č molto probabile che non avvenga), l'ipotesi piů plausibile č quella di ripercorrere le tappe seguite dal Monza nel campionato di serie C2 2003/04.
    Allora la squadra brianzola attivň la procedura fallimentare, che portň a galla un debito, ben piů alto rispetto a quello lilla, di oltre 6 milioni di euro.
    Il Giudice del tribunale di Monza Maurizio Fontana, ritenendo non sufficienti le garanzie offerte da Priamo Atzeni e da Cesare D' Evant, rispettivamente azionista di maggioranza e amministratore delegato della societŕ biancorossa, decise, sfruttando un decreto legislativo che permetteva di istituire il regime di esercizio provvisorio di attivitŕ, di affidare la gestione del team ai curatori fallimentari Maurizio Oggioni e Pino Sorrentino.
    Questi, a fronte del pagamento dei debiti sportivi e in presenza di concrete garanzie bancarie da parte di una nuova proprietŕ, ottennero dalla Federcalcio il mantenimento del titolo sportivo e la possibilitŕ di continuare a disputare il campionato allora in pieno svolgimento (eravamo nel mese di gennaio del 2004).
    Ottenuto tale importante benestare, i due curatori misero quindi all'asta la societŕ brianzola, ripulita dei debiti precedentemente accumulati, con un prezzo base stabilito dai periti del Tribunale sulla base di opportune perizie sul patrimonio immobiliare, il parco giocatori ed la stima del valore del titolo sportivo.
    Dopo che le prime due aste andarono deserte, alla terza Giambattista Bernini, giŕ vicepresidente dell'Atalanta, si aggiudicň il Monza ad un prezzo di 800.000 euro, la metŕ di quello della prima asta.
    Fondata una nuova societŕ, l'attuale Monza Brianza, Bernini iscrisse regolarmente la squadra, che nel frattempo si era salvata ottenendo l'ottavo posto in classifica nel girone A della serie C2, al successivo campionato di quarta serie.
    Potrebbe dunque essere questo il cammino, certamente impegnativo e denso di incognite, che la squadra lilla potrebbe seguire nel prossimi mesi.
    Un cammino che dipende da molti fattori: l'esistenza di compratori disposti a subentrare con una nuova societŕ, la disponibilitŕ a mantenere in vita la squadra da parte del curatore fallimentare e, non ultimo e il piů impegnativo, il mantenimento del titolo sportivo da parte della Federazione.
    E se nessuno si presentasse all'asta oppure se non venisse concesso da parte del tribunale l'esercizio provvisorio?
    In questo caso il 2009 sarebbe la data di morte dell'A.C. Legnano 1913. La squadra potrebbe essere costretta a ritirarsi o, se la stagione fosse giŕ nel frattempo finita, indipendentemente dal piazzamento finale gli verrebbe negata la possibilitŕ di iscrizione al prossimo campionato.
    A questo punto il titolo sportivo, vacante, potrebbe essere assegnato ad una eventuale nuova societŕ, che dovrebbe in ogni caso ripartire dal gradino piů basso del calcio dilettantistico, la terza categoria, chiedendo poi, visto il passato sportivo della nostra cittŕ, il ripescaggio immediato in Eccellenza, che probabilmente verrebbe concesso.

    Gianfranco Zottino - www.statistichelilla.it

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  3. Quanti Teddy bisogna inventare per tutta la vita ?  
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    Il piano č questo:fate piů punti possibile ora cosě se pure a gennaio-febbraio andranno via tutti i calciatori potrete finire la stagione con la squadra giovanile e con qualche svincolato.;)

    Due anni fa il Foggia si trovava nella stessa situazione perň era febbraio o marzo e quindi riuscirono a cavarsela trovando nuovi compratori a maggio o a giugno mi pare.
    Non consiste forse nel rompere il tuo pane con chi ha fame, nel portare a casa tua i poveri senza tetto, nel vestire chi è nudo, senza trascurare quelli della tua stessa carne?
  4. aaa  
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    IL PRESIDENTE RESTA HA INCONTRATO I TIFOSI

    In un clima di assoluta serenitŕ si č svolto l’incontro tra Giuseppe Resta, presidente dell’A.C. Legnano ed i tifosi accorsi in modo massiccio allo stadio. Il presidente si č detto felice di avere potuto accogliere l’invito della tifoseria lilla e di potere parlare apertamente della situazione complessiva della societŕ.
    Questo in sintesi il pensiero del numero uno della societŕ di via Palermo: “Non ho mai parlato di fallimento ma di un’eventuale liquidazione che č una cosa totalmente diversa, gli organi di informazione dovrebbero stare attenti a quello che si scrive perché cosě viene travisata la realtŕ. Da quando ho assunto la carica di presidente dell’A.C. Legnano ho fatto enormi sacrifici ma se all’inizio non mi ero detto innamorato di questi colori, adesso posso dire di sentirmi addosso la maglia lilla. La situazione attuale del mondo del calcio, come del resto quella di tutta l’economia, non č delle migliori ed anche il Legnano Calcio non sta benissimo. Perň non siamo morti, solo ammalati ed un ammalato si puň ancora curare. Oggi ho versato quanto dovuto per evitare di subire punti di penalizzazione ma mancano ancora dei soldi per ripianare il bilancio e spero che qualcuno si faccia avanti per darci una mano”.
    A sorpresa č intervenuto anche Marco Simone che ha precisato di non ricoprire piů alcun ruolo all’interno dell’A.C. Legnano dal momento in cui, divenendo agente FIFA, i ruoli sarebbero entrati in conflitto di interesse. Simone ha chiarito alcuni aspetti fondamentali della storia degli ultimi anni dell’A.C. Legnano, ricucendo uno strappo doloroso venutosi a creare circa un anno fa con la tifoseria organizzata lilla.
    Mercoledě mattina il presidente dell’A.C. Legnano incontrerŕ il sindaco Lorenzo Vitali per discutere dell’attuale situazione della societŕ di via Palermo.

    fonte: www.aclegnano.it
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    IL LEGNANO EVITA LA LIQUIDAZIONE

    Come giŕ anticipato dal nostro sito il collegio sindacale ha dato il benestare all'approvazione del bilancio 2007. La conferma č arrivata verso le 19.00 direttamente dalla squadra lilla, attraverso il seguente breve comunicato stampa firmato dall'addetto stampa Stefano Olgiati:
    "L'A.C. Legnano comunica che nel pomeriggio di mercoledě 26 Novembre il collegio sindacale ha approvato il bilancio della societŕ."

    Questo sta a significare che il buco di 420.000 euro č stato sanato da parte dei soci dell'A.C. Legnano e che il rischio di messa in liquidazione della squadra lilla č al momento scongiurato.
    Resta in ogni caso ancora in essere un debito di circa 1.100.000 di euro che, a meno di nuovi ingressi di investitori o di nuovi sponsor, dovrŕ essere sanato nei prossimi mesi operando le cessioni dei giocatori di proprietŕ della squadra lilla, come annunciato ieri dallo stesso Presidente Resta durante l'incontro con i tifosi.

    Gianfranco Zottino - www.statistichelilla.it

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  Legnano: la festa č finita?

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